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Kombucha - Il fungo miracoloso


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Numero Nexus #1
Pagine 25-29
Data di uscita agosto-settembre
Anno 1995
Autore Harald W. Tietze
Fonte Estratto con permesso dal suo libro "Kombucha-The Miracle Fungus"
Pubblicato da Gateway Books, UK
(seconda edizione 1995)

Indice


Decantata in Asia per millenni per le sue proprietà salutari, la tisana di Kombucha e la sua crescente popolarità in tutto il mondo non sono una semplice tempesta in un bicchier d'acqua!

Origini del Kombucha

Nessuno può affermare con certezza come e da dove abbia origine il fungo Kombucha, ma si sa che è stato utilizzato per almeno duemila anni; non ha molta importanza se i primi a far fermentare il fungo siano stati i cinesi, i coreani, i giapponesi o i russi. Per la precisione, non si tratta esattamente di un fungo, ma piuttosto di una comunione di fermenti e batteri. Qualcuno lo descrive come un lichene. L'origine del nome potrebbe essere giapponese, con kombu che significa alga marrone e cha che significa tè. A mio avviso, la miglior descrizione è quella del Pastore Weidinger, erborista, che ho usato come fonte per questo libro. Egli dice:
"Il tè di Kombucha è una antica bevanda dell'est asiatico, tratta dall'oceano... Sono stato missionario per tre anni nell'isola di Taiwan... Questa regione costiera del sud-est, col suo clima subtropicale e i suoi estesi periodi favorevoli alla crescita, disponeva delle condizioni ideali per coltivare il tè, che veniva piantato in vaste aree. Tale provincia è considerata l'origine del tè, in latino Thea. Il nome originale, dato dallo scrittore cinese Kuo-Po alla bevanda estratta da queste foglie, fu Tu o Tschuan. Oggi viene chiamata Ch'a. Nella provincia di Fukien, comunque, viene ancora chiamata T'e. Ciò mi ha dato una miglior comprensione della parola tè.
K'un-Pu-ch'a, un vino simile al tè..."
"La mia attività missionaria richiese anche alcuni viaggi alle isole di Quemoi e Matsu, situate vicino al continente, vicino alla Provincia di Fukien. Rimasi alquanto colpito da 'una bevanda che mi fu servita dalla gente del luogo: aveva un sapore agrodolce, ed era molto rinfrescante nel caldo clima della zona. Era vino col gusto di un delizioso tè, od un insolito tè col sapore di vino pregiato? È degno di nota il fatto che, dopo aver bevuto questa bevanda, non solo mi sentii rinfrancato dopo la lunga e affaticante camminata ma, piuttosto stranamente, mi sentii anche più in salute. In particolare aiutò il mio metabolismo ad adattarsi a questo clima, e mi fece sentire molto rilassato, Quando domandai cosa fosse, la risposta fu K'un-Pu-ch'a. Rimasi interdetto: "tè che viene dalla vita nell'oceano"?"
"Già nella Dinastia Tsin, all'incirca nel 221 A.C., era conosciuta e onorata come bevanda dalle magiche virtù, capace di far vivere la gente per sempre. Al tè furono dati diversi nomi: uno dei più famosi era il "Divino Tsche". Questo particolare tè veniva adoperato come rimedio per la gastrite cronica. La gente narra anche dello sciamano coreano chiamato Kom-bu, il quale nell'anno 414 prescrisse il tè per guarire i mali dell'imperatore giapponese. Il "Divino Tsche" giunse dalla Cina, attraverso la Corea, sino in Giappone, dove gli fu dato il nome di "Tsche di Kombu".

Ricerche sul Kombucha nel mondo occidentale

I più famosi risultati delle ricerche provengono dall'Università di Omsk in Russia e, in occidente, da quella condotta dal Dottor Rudolf Sklenar: la sua ricerca è menzionata spesso dalla stampa tedesca. Egli giunse dalla Germania Est, dove il Kombucha è stato adoperato dalla gente comune sin dall'inizio del secolo. Aveva studiato medicina a Praga, ed ebbe il primo approccio con il fungo Kombucha in un monastero.
Durante la seconda guerra mondiale, lavorò con tale coltura, e basò sul Kombucha il suo lavoro scientifico. Negli anni sessanta pubblicò la sua ricerca su giornali scientifici e presso la stampa ordinaria, il che risultò in una miglior comprensione delle proprietà curative e rinforzanti del Kombucha: il Dottor Sklenar lo usò con successo per trattare diabete, alta pressione sanguigna, tutti i tipi di problemi digestivi, malattie dello stomaco e dell'intestino, reumatismi e gotta.
L'area di lavoro più importante del Dottor Sklenar divenne il trattamento biologico del cancro, ed egli integrò il Kombucha in tale programma. I suoi metodi di cura erano tal­mente efficaci, che furono adottati da molti dottori. Una società che porta il suo nome, oggi produce la bevanda e le pastiglie di Kombucha. Quando venne reso noto che il Dottor Veronika Carstens (moglie di un ex-Presidente tedesco) stava usando il Kombucha con tutti i suoi pazienti affetti da cancro, la bevanda divenne un rimedio curativo molto popolare. Il Dottor Sklenar e il Dottor Carstens ne raccomandarono l'uso ai loro pazienti affetti da tumore, come complemento ad altre terapie.

Kombucha: fatti o fantasie?

Resoconti concernenti successi terapeutici vengono spesso generalizzati e passati di mano, senza essere sottoposti ad ulteriori ricerche. Per quanto riguarda le erbe medicinali, ad esempio, l'idea generale è che esse possano soltanto guarire e che non abbiano negativi effetti collaterali. In realtà, ciò che può essere di rimedio per qualcuno, potrebbe risultare l'opposto per qualcun altro. Quando per la prima volta ricevetti i funghi di Kombucha da un amico, mi fu dato un volantino informativo circa il tè Kargasok.

Te' Kargasok:

Approssimativamente 60 anni fa, una donna giapponese visitò la regione di Kargasok (in Russia) e rimase sbalordita nel trovare tante persone in salute, che avevano superato l'età di cento anni. Conobbe addirittura un uomo dell'età di 130 anni, che aveva sposato una anziana donna di oltre ottanta, la quale era ancora in grado di concepire dei bambini. La donna giappo­nese rimase affascinata da tutto questo, e tentò di ottenere il generalizzati e passati di mano, senza essere sottoposti ad ulte­ segreto della ottantenne, che a malapena aveva qualche ruga.
Scoprì che in ogni casa, giovani e vecchi consumavano appros­simativamente mezza pinta, o un terzo di litro, di tè di fungo, e le istruzioni su come adoperarlo. Ella portò il tutto con sè in Giappone, dove incomin­ciò a duplicarlo e ad invitare i suoi amici a berne il tè, oltre che a passar loro il fungo e le istruzioni.
A loro volta, i suoi amici lo passaro­no ai loro amici. Dopo averlo consumato per un certo periodo, la gente incominciò a riscontrare benefici effetti:

  • Un uomo che aveva la pressione a 210/120, fu in grado di ridurla a 140/80.
  • Una ragazza cui fu diagnosticato fuoco di Sant'Antonio, guarì.

"In Kargasok, cancro ed alta pressione sono sconosciuti. In Giappone, poco dopo che questo tè divenne il soggetto di programmi radiofonici e televisivi, più di un milione di giapponesi ne divennero consumatori. Il tè prese infine la via di Taiwan, poi di Hong Kong e adesso viaggia per il mondo, dove viene passato da un amico all'altro, in segno di amore ed apprezzamento.
Questo tè sembra essere un miracoloso rimedio per molti tipi di persone sofferenti. I ricercatori hanno scoperto che il fungo contiene tre ele­menti base. senza i quali il corpo non può fun­zionare.' Il Dottor Pan Pen, dal Giappone, ha riportato quanto segue sugli effetti della coltura:
"Questo tè:

  • allunga chiaramente la durata della vita
  • è un salutare rimedio contro varicella e fuoco di Sant'Antonio
  • riduce la formazione di rughe
  • scoraggia la formazione di cancro
  • previene sintomi sfavorevoli della menopausa
  • ripristina l'acutezza visiva
  • rinforza i muscoli delle gambe
  • guarisce le artriti
  • migliora la pulsione sessuale
  • cura il sudore dei piedi, la costipazione, i dolori alle articolazioni e alla schiena
  • guarisce gli ascessi
  • guarisce le arterie occluse e il diabete
  • rinforza i reni
  • guarisce cataratte e malattie cardiache
  • ridà appetito e guarisce i disturbi del sonno
  • riduce le probabilità di calcoli e problemi al fegato
  • riduce l'obesità e blocca la diarrea
  • cura le emorroidi
  • aiuta a ridare colore ai capelli grigi; aiuta in condizioni di calvizie."

Questo elenco potrebbe apparire ingenuo, e non ci sono reso­ conti sul tipo di tè adoperato, nè se fosse stata usata la bevanda o il fungo in sè. Non si può generalizzare su queste condizioni: a qualcuno potrebbe essere d'aiuto, a qualcun altro no. Per le rughe, ad esempio, potrebbe essere meglio strofinarsi la polpa direttamente sul viso. Per quanto riguarda i capelli grigi, per me non ha funzionato, ma per qualcun altro forse sì.

Cos'è il Kombucha?

Il Kombucha è composto di un certo numero di batteri e di speciali colture di fermenti in una relazione simbiotica. Questo organismo vivente fermenta il tè zuccherato per diventare la bevanda Kombucha. Il sapore rinfrescante dà una sensazione di benessere. La quantità di fermenti vivi che contiene dà alla bevanda una vitalità che continua anche dopo essere decantata nella bottiglia. Il Kombucha è diventato sempre più ricercato come aiuto nella prevenzione di molte malattie.

Come preparare il vostro Kombucha

Ingredienti
2 litri di acqua bollente
160 grammi di zucchero
bianco granulato
da 2 a 4 cucchiaini (o bustine) di tè (nero, verde o mistura)
1 coltura sana di Kombucha
2 cucchiaini di aceto

(Questo viene usato solo per la prima bevanda, se non è disponibile del tè di Kombucha per partire. Per le bevande a seguire, usare 200 ml di beveraggio come partenza, e omettere l'aceto).
In alternativa, può essere utilizzata una tisana a base di erbe, ma non una che contenga olio.
(Occorre essere sicuri che le erbe siano state appropriatamente essiccate e confezionate, senza rischi di spore o contaminazioni fungose. Quelle contenenti apprezzabili quantità di olio sono: angelica, bergamotto, camomilla, carvi, cumino, aneto, semi di finocchio, lavanda, levistico o sedano di monte, maggiorana, menta, menta piperita, rosmarino, dragoncello, timo, assenzio).
Si raccomanda di incominciare la bevanda con tè nero e/o verde. Quando si avrà più dimestichezza, si potranno sperimentare le erbe.
In questo caso, usare da 2 a 3 cucchiaini di tisana, versare in acqua bollente, lasciare per 5 minuti, filtrare via le foglie (o togliere i sacchetti del tè) e procedere con la ricetta che segue.


Metodo:

Per preparare un quantitativo di Kombucha, è necessario disporre di una coppa di porcellana. vetro o ceramica, della capacità di circa due litri e mezzo.
Mettere il tè in una pentola, versare acqua bollente, aggiun­gere zucchero e mescolare sino a che sia sciolto, dopodiché lasciare in infusione per 10/15 minuti, Filtrare il tè nella coppa; aggiungere l'acqua rimanente e l'aceto (o l'infuso di partenza) e lasciar raffreddare, se occorre, a temperatura ambiente.
Lavare il fungo di Kombucha e metterlo sull'acqua. Il fungo ha una faccia liscia (probabilmente di colore più chiaro) ed una ruvida. Dovrebbe essere lasciato a galleggiare con la parte liscia di sopra. Bisognerebbe lasciare uno spazio di alme­no quattro centimetri· tra il fungo e il margine della parte supe­riore della coppa.
Coprire con mussola (o altro panno che consenta all'aria di passare) e ancorarla con un elastico ai bordi della coppa.
Il contenitore andrebbe poi lasciato in un posto caldo (la temperatura di fermentazione ideale è tra i 23° ed i28°C, a seconda della stagione). Il fungo non ha bisogno di luce, ma di calore e di aria. Il fumo è dannoso.
Dopo la fermentazione, da sei a nove giorni (è più rapida in estate, o a temperature più alte), rimuovere il fungo con le mani pulite, filtrare la bevanda e versarla in bottiglie, (o, a preferenza, in una o più caraffe munite di coperchio). Con l'esperienza, ognuno deciderà il miglior tempo di fermentazione in base alle condizioni specifiche. La bevanda dovrebbe avere un sapore attraente e leggermente dolce, non troppo acido.
Le bottiglie andrebbero messe in frigo, altrimenti il processo di fermentazione continuerà e il beveraggio assumerà un sapore acido. Non appena tolto dal tè, il fungo può essere immediatamente utilizzato per un nuovo quantitativo di bevanda.
I migliori contenitori per preparare la bevanda sono coppe di vetro, porcellana o ceramica: quelli in metallo, compreso l'acciaio inossidabile, non vanno adoperati, perché gli acidi nel beveraggio reagiscono con esso. Un paragone si può fare col vino o con il whisky, che hanno un sapore diverso quando fermentano nel legno. Contenitori in plastica sono di uso sempre più comune, in questo caso devono essere di alta qualità, di tipo per alimenti, e resistenti agli acidi. Polivinile, polipropilene e plastica a basso costo possono essere causa di reazioni chimiche nella bevanda.
Contenitori per fare birra casalinga possono andare bene. I contenitori dovrebbero disporre di aperture larghe, ed essere non troppo alti né riempiti sino all'orlo. Una pentola larga e non troppo alta, consentirà al Kombucha di fermentare più velocemente e in modo migliore.

Il "fungo" riproduce sé stesso

Con ogni bevanda, sarà cresciuto un fungo nuovo (per fis­sione binaria) sulla cima della "frittella" originale, galleggiante sul liquido. La "frittella" può essere facilmente divisa (in caso di difficoltà, usare un paio di forbici pulite per facilitare gentil­mente la separazione). Il nuovo fungo potrà poi essere utilizza­to per una nuova preparazione, o per essere regalato a qualche amico. Se non si preparano nuovi quantitativi lo stesso giorno, il fungo potrà essere conservato mettendolo in un contenitore sotto vuoto, riempito con un pò di bevanda di Kombucha, e tenendolo nel frigo sino a quando servirà.
La quantità raccomandata da bere giornalmente, è tre bic­chieri da vino, di capacità media, uno prima di colazione, ed uno 20 o 30 minuti dopo pranzo e dopo cena. Quantitativi superiori possono essere consumati abbastanza tranquillamen­te. Non ci sono limitazioni ai modi in cui un bevitore di Kombucha può fare.esperimenti con questo beveraggio.

Il processo di fermentazione continua

Dopo aver scritto la prima volta a proposito del Kombucha, ricevetti una massa di commenti e richieste di informazioni da persone del centro e dell'est Europa. Questa gente ricordava di mamme e nonne che avevano grossi contenitori da dieci o venti litri, riposti in luoghi caldi.
La gente beveva la bevanda che produceva quando neces­sario, ed ogni volta il contenitore veniva rabboccato di nuovo con quattro o cinque litri di tè zuccherato. Questa era una forma di fermentazione continua. Diversi rabbocchi possono essere effettuati con diversi tè. I bambini, ad esempio, spesso amano una miscela fatta con tè di erbe al ribes nero selvatico.
Non ho mai sentito parlare di problemi inerenti questo tipo di fermentazione.
Leggendo a proposito di questo, acquistai immediatamente un grande contenitore con un rubinetto situato diversi centimetri sopra la base, in modo di non attingere ai sedimenti della bevanda depositati sul fondo. Ho scoperto che lavoratori Russi e Polacchi hanno portato con loro questo metodo nelle regioni orientali della Germania. Alcuni profughi di guerra fecero altrettanto, portandolo all'ovest.
La fermentazione continua, oltre ad essere più facile, ha anche il vantaggio che la maggior quantità di fluido non reagisce così rapidamente alle variazioni di temperatura.
Un grande contenitore può essere equipaggiato anche con piastre elettriche, come quelle che si usano per la fermentazione della birra. Sulla base delle mie esperienze, devo dire che il processo di fermentazione continua è il sistema ideale per preparare il Kombucha per uso personale.

Alcune domande frequenti circa la preparazione del Kombucha

D: Quanto devo aspettare per bere il mio Kombucha?
R: Il tempo medio dall'ini­zio della preparazione è una settimana. Da sei ad otto giorni dopo aver riposto la vostra coppa di Kombucha opportuna­mente coperta, assaggiate il tè.
Non dovrebbe essere né troppo dolce né troppo acido. Se è troppo dolce, lasciate fermenta­re il fungo per un altro giorno circa. Se il sapore è piuttosto acido, allora lasciate la bevanda un giorno in meno, la volta seguente. Potete comunque bere il tè, vi farà molto bene, seb­bene potreste desiderare di aggiungere acqua o succo di frutta.
D: Qual è la corretta temperatura per il fungo?
R: Il fungo Kombucha preferisce il 'tipo di temperatura usata per la fermentazione del vino o della birra. Per tale ragione, se la stanza di cui disponete è fredda (ad esempio in inverno) potrebbe essere utile usare piastre di riscaldamento da birra o fasce termiche. Possono essere acquistate in negozi spe­cializzati. D'estate la temperatura ambiente media sarà adeguata.
Anche uno stenditoio riscaldato è un buon posto dove met­tere a fermentare il beveraggio: comunque, se il serbatoio di acqua calda non è ben isolato, la temperatura sarà un pò troppo alta.
D: Come si può sapere se sta funzionando?
R: Primo, non sorprendetevi se il fungo cala sul fondò.
Esso genera anidride carbonica sotto la sua superficie, quando trasforma il tè, e potrebbe aver bisogno di un po' di tempo per generare gas sufficiente e spinta idrostatica per tornare a galleg­giare in superficie. Dopo qualche giorno, dovreste notare un odore di aceto e la formazione di una membrana trasparente sulla superficie del tè. Se questo accade, va tutto bene.
D: Cosa succede se danneggio il fungo?
R: Il fungo è molto resistente, e produrrà ancora un discen­dente ben formato, anche se lacerato o formato parzialmente. Il discendente potrebbe risultare più sottile nell'area danneggiata, ma la parte più sottile si ingrosserà nelle generazioni successi­ve. Se il gas accumulato sotto il fungo spinge via dalla superfi­cie del tè la parte sottile della membrana, sollevate il fungo sino a far uscire il gas. Ciò consentirà alla membrana più sottile di tornare a contatto con la superfice del liquido, e faciliterà mia crescita più uniforme.
D: Che succede se me ne vado in vacanza per un po'?
R: Il fungo Kombucha è una bestia coriacea e dormirà tran­quillamente in un po' del suo tè; da tre ai sei mesi, se lasciato nel frigo. È meglio fare in modo che sia sdraiato di piatto, e che abbia un po' d'aria nel contenitore, così che possa respirare.
D: Come posso produrre più funghi per i miei amici?
R: Un Kombucha produrrà felicemente un discendente semplicemente mettendolo in mia piccola quantità di tè, circa due centimetri. In questo modo, potete produrre più discendenti senza usare un sacco di zucchero e di tè; e senza dover prepara­re grandi quantitativi di bevanda. Il tè di Kombucha che ne risulterà potrebbe essere un pò troppo acido da bere, comun­que, perciò preparate almeno un quantitativo del solito ammon­tare di liquido.
Una volta che avete un certo numero di funghi, è possibile refrigerarli con successo, ammucchiandoli in un contenitore con un pò di liquido sul fondo: i discendenti di Kombucha non litigano, anzi stanno tutti insieme allegramente! Tutti i funghi possono essere tenuti in attività, usandoli a rotazione nella pre­parazione del beveraggio. In questo modo, disporrete sempre di un certo numero di funghi sani ed attivi, da regalare via a richiesta.
D: Che effetto avrà, sulla mia salute, bere il tè?
R: Gli effetti del bere il tè variano da persona a persona.
Generalmente, comunque, il tè agisce in modo gentile ed equili­brante, e aiuta il fisico a guarire sé stesso in qualunque modo sia necessario.
Come regola generale, più siete in contatto col vostro corpo, maggiori effetti noterete. Potreste sentire entusiasmo, notare un acuirsi nella percezione visiva, un rilassamento generale, un aprirsi delle vostre energie. Spesso viene riportato un senso di benessere generale. Potrebbe ridursi il numero dei vostri raf­freddori. Persone anziane riportano frequentemente un incre­mento in mobilità e un calo di fastidiosi dolori alle giunture.
Se il vostro corpo è già molto aperto e rilassato, e la vostra energia consistente, potreste non notare questi effetti. Potreste semplicemente registrare il Kombucha come la bevanda sapo­rita, rinfrescante, leggermente frizzante, benigna che è, e che vi aiuta a star bene!

Problemi connessi con la fermentazione del Kombucha

Con ogni fungo vivente, possono accadere incidenti che risultano dannosi od anche fatali a tale organismo. Se le tempe­rature non sono 'adeguate, o se il fungo è stato messo da parte per un lungo periodo di tempo, potrebbe formare un involucro glutinoso. Se questo dovesse accadere, lo si dovrebbe pulire, usando succo di limone o aceto di vino. Dopodiché, può di nuovo essere utilizzato. La faccenda è più complicata se il fungo ha cominciato ad ammuffire. Temperature troppo basse, o un ambiente poco pulito, potrebbero esserne la causa. In que­sto caso, sbarazzatevi del beveraggio e lavate il fungo come descritto sopra. Il solito 10% andrebbe prelevato da un'altra bevanda, per partire con un nuovo quantitativo. Se non ci sono altre bevande in preparazione, mettete il fungo nel tè che avete preparato, con la quantità di zucchero occorrente, e aggiungete due cucchiai di aceto (ancora meglio, aceto di Kombucha se disponibile). Il beveraggio dovrebbe avere un odore acidulo dopo alcuni giorni. Non dovrebbe avere odore di stantio. Nelle zone dove è presente il moschino dell'aceto (Drosophiliafene­starum) è molto importante coprire la bevanda con una musso­la, agganciata con un elastico, per evitare che la mosca entri nel contenitore e deponga le uova. (Meixner).
Non lavate il fungo se non ci sono ovvi motivi per farlo, a meno che non sia stato messo via,per un lungo periodo, o della muffa indichi che è necessario. Il fungo è sempre viscido! Una volta mi capitò un fungo che non funzionava nel modo appro­priato. La persona che lo possedeva aveva apparentemente fatto tutto in modo corretto. Andai dal fornitore nella città vici­na, e trovai che il liquido usato era stato immagazzinato in un contenitore da 25 litri, con un collo stretto. Era stato riempito sino all'orlo, con la copertura di tela che toccava il fungo, il quale non aveva semplicemente abbastanza aria per funzionare appropriatamente. Anche raddoppiando il tempo di fermenta­zione, la bevanda era ancora troppo dolce, e non troppo sana da bere. Rintracciai la coltura sino al fornitore precedente, ed anche lì non stava funzio­nando bene. Il beveraggio era stato preparato qui, nei cinque mesi precedenti, usando solo 20 grammi di zucchero per litro. Tutte queste colture furono riportate alla norma­lità. A due di esse, aggiunsi la bevanda del tipo in commer­cio, e con un'altra usai una dose doppia di tè nero con doppio zucchero, e feci in modo di lasciarlo fermentare sino a quando non divenne molto acido. Con quest'ulti­ma, si continuarono ad ottene­re buoni risultati con una fermentazione normale. Leggete anche il capitolo che spiega come asciugare il fungo Kombucha. NB: Una coltura morta o malata non può fun­zionare correttamente, e non produrrà bevande salutari.

Nicotina: un veleno mortale per il fungo

Il fumo del tabacco uccide il fungo. Ho ricevuto spesso telefonate da persone che mi dicevano che il loro fungo non funzionava più. Nel 50% dei casi, scoprii che qualcuno stava fumando nella stanza dove esso stava fermentando. Il fungo non può tollerare il fumo del tabacco. Nel caso di occasionale fumo da caminetto, può sopravvivere; la bevanda, comunque, acquisirà un sapore di fumo, che sarà ancora avvertibile nei quantitativi prodotti in futuro.

Conservare il tè di Kombucha dopo la fermentazione

La bevanda di Kombucha è qualcosa di vivo, e a questo si devono i suoi effetti salutari ed energizzanti. Il problema prin­cipale della nostra odierna alimentazione, sta nei molti conser­vanti ed additivi chimici che contiene. La fermentazione del Kombucha avviene più rapidamente a temperatura ambiente, e rallenta considerevolmente nel frigorifero. Se lasciato a fer­mentare troppo a lungo, il risultato finale sarà una bevanda acida, ancora efficace ma certo non gradevole per tutti da bere: nel corso di diete dimagranti, questa bevanda piuttosto acida viene usata frequentemente. Andrebbero inoltre prese precau­zioni per le bottiglie conservate per lunghi periodi, perché potrebbero scoppiare a causa della formazione di gas.
La bevanda di Kombucha distribuita commercialmente, disponibile in alcuni negozi di alimenti naturali e simili, potrebbe avere un sapore molto acido, il ché è una buona indi­cazione che non è stata conservata o adulterata: gli effetti nutri­tivi sono altrettanto efficaci di quella "fatta in casa". C'è la possibilità che, assaggiando la prima volta il Kombucha, esso risulti poco piacevole e acido per alcuni palati. In realtà esso dovrebbe essere piacevole da bere (a parte con alcune partico­lari combinazioni di tisane di erbe) e non bisogna dimenticare che si può ottenere un numero praticamente illimitato di sapori differenti: occorre solo sperimentare diverse soluzioni. A seconda della durata della fermentazione, il liquido apparirà trasparente o fosco. Dopo un breve periodo di tempo, il fer­mento si depositerà sul fondo: lo si potrà sia consumare, come con le birre di frumento come le "weissen", o filtrato con un panno. n dieci per cento del liquido andrebbe utilizzato per incominciare il quantitativo di bevanda seguente: col resto si possono riempire delle botti­glie, tappate con turaccioli, avendo l'accortezza di lasciare un po' di spazio tra il liquido e il tappo, onde pre­venire lo scoppio delle stes­se a causa del gas.

Quanto se ne può bere?

Mi è capitata una lettera circolare, distribuita col Kombucha, che menzionava alcuni possibili effetti colla­terali:
"Una rapida disintossicazione può causare disagi in alcune persone, se viene bevuto troppo tè all'inizio del trattamento. Iniziare len­tamente ad aumentare, di settimana in settimana, tendo da sei cucchiai da minestra al giorno, in dosi separate. Con due cucchiai da minestra assunti tre volte al giorno, di solito si evita ogni tipo di problema. Alcuni possi­bili effetti collaterali possono includere mal di testa, mal di sto­maco, nausea, affaticamento, capogiro, leggera diarrea, costi­ per azione, brufoli, eruzioni cutanee e flatulenza. Comunque, questi sono effetti temporanei che durano da un giorno ad una settimana circa, in persone basilarmente sane. Per controbatterli, bere più acqua del solito aiuta. Le persone con problemi di salute possono avere delle crisi se bevono troppo e troppo presto: gli effetti del Kombucha sembrano incominciare a manifestarsi nella parte più debole del corpo, poi nella seconda in ordine di debolezza, e così via".
Poiché ci sono migliaia di modi per preparare il tè di Kombucha, non c'è assolutamente modo di sapere quale elemento della bevanda possa aver causato i negativi effetti collaterali menzionati nella circolare.

Differenti misture di tè

Le più popolari bevande di Kombucha sono quelle in cui vengono utilizzate diverse misture di tè, a seconda del gusto, nella preparazione. Alcuni aggiungono frutta alla bevanda, due giorni prima della fine della fermentazione. Ciò non solo migliora il sapore, ma aggiunge anche vitamine e tutti gli altri benefici relativi al particolare frutto o vegetale messo nel beve­raggio. Usando frutta di stagione, essa andrebbe completamen­te pulita e mescolata. Una forte fermentazione si scatena poco dopo l'aggiunta della frutta; il risultato è delizioso.