La piattaforma volante di Nikola Tesla

Numero Nexus #1
Pagine 22-23
Data di uscita agosto-settembre
Anno 1995
Autore Antony Hansen
Fonte © 1995 Antony Hansen
PO Box 1682
Toowong, Qld 4066, Australia


La prima macchina volante del mondo, 1900 circa.

Parlando di scoperte ed invenzioni, c'è sempre una figura che svetta sulle altre, e pochi inventori battono Nikola Tesla, specialmente per i sistemi di energia che egli sviluppò. L'oscillatore del Colorado poteva facilmente produrre 500'000 cavalli di potenza: il perfetto dispensatore di energia per far funzionare la macchina volante elettrica che stava sviluppando.
Non era molto pratico far volare questi dispositivi intorno a New York, perlomeno se li si voleva tenere segreti. Colorado Springs era il posto ideale per volarsene in giro senza essere notati, o almeno così pensò Tesla.
Profondamente assorto nei suoi pensieri, come al solito, si sentì al sicuro controllando il suo equipaggiamento, specialmente di notte. Perché no? Era da un po' che lo stava facendo: perché mai questa serata avrebbe dovuto essere diversa? Ma così doveva essere, come presto avrebbe scoperto. Mentre la maggior parte della gente avrebbe dovuto essere chiusa in casa, o forse a godersi i saloon di Colorado Springs, era alquanto insolito per chiunque trovarsi fuori a piedi di notte, nel mezzo di qualche area rurale, ma questo è quanto stava succedendo questa volta.
I cavalli erano animali preziosi
Se un allevatore ne perdeva uno, doveva essere ritrovato.
Questo allevatore, in particolare, aveva visto poco prima il suo cavallo, e gli era sembrato a posto, sebbene un po' nervoso.
L'uomo aveva notato alcune cose strane, mentre stava pompando acqua da una vecchia pompa a mano: aveva sentito uno strano formicolìo , dal metallo della leva della pompa; sua moglie si era rifiutata di usare la pompa per un po', ed ora egli avvertiva la stessa sensazione di cui lei aveva parlato.
Più tardi, infilò un po' di biada in un secchio, e si avviò in direzione del cavallo per dargli da mangiare. Solitamente, alla vista dell'uomo col secchio, il cavallo veniva a prendersi il suo cibo: ma non quella notte.
L'allevatore era sorpreso. Come mai il cavallo sembrava così nervoso? "Forse sto invecchiando", pensò l'uomo "avrei giurato di aver visto delle scintille provenire dalle zampe del cavallo, quando gli ho sollevato uno zoccolo".
Non era per niente una allucinazione. Il cavallo portava dei ferri sugli zoccoli. Ogni volta che ne sollevava uno da terra, scintille lunghe due o tre pollici si inarcavano verso il terreno. Era troppo per la creatura, ora spaventata: galoppò via freneticamente , con scintille che scoccavano dai sui ferri di cavallo, mentre si allontanava nella notte. Era davvero una situazione strana, pensò l'allevatore.
Nel frattempo, un po' più in là, Tesla stava regolando il suo enorme oscillatore elettrico, ignaro dei suoi effetti sul cavallo. Aveva accumulato molta esperienza con questi apparecchi. Qualche anno prima, aveva toccato il limite per queste macchine ad alto voltaggio, in una città: perciò la remota località di Colorado Springs era ideale per ciò che aveva in mente.
L'oscillatore era ormai in funzione da un po' di tempo. Tesla l'aveva regolato affinché incrementasse lentamente la potenza. Quando avesse raggiunto una certa intensità, sarebbe stato il momento per un altro esperimento:un test che Tesla stava davvero aspettando di fare.
Tesla si godeva molto questi esperimenti: e perché no? Volarsene in giro di notte, planando a tre metri sul terreno, virtualmente a qualsiasi velocità desiderasse, era estasi. La fresca aria del Colorado sulla faccia, gli ricordava la sua terra natìa. A distanza, poteva vedere la gigantesca struttura a forma di torre, alta 167 piedi (una cinquantina di metri, NdT) con in cima la palla metallica. L'intera colonna verticale in ferro, stava ora rilucendo con un alone color porpora: Tesla pensò che era una visione meravigliosa.
Egli salì su una strana macchina: era larga all'incirca sei piedi, e lunga dodici; era una struttura simile ad una scatola di legno, alta un paio di piedi; all'interno, file di condensatori ed avvolgimenti;sul fondo, fogli di rame, sul retro un grosso avvolgimento, circa cinque piedi di diametro e otto piedi di altezza; in cima a quest'ultimo, un'asta in metallo, alta sei piedi e del diametro di 3 pollici; sopra, una palla in metallo di circa 24 pollici di diametro; sul davanti, una piccola sezione verticale.
Tesla si mise dietro di questa, e mosse una leva. Ci fu uno strano ronzio. Per qualche secondo, sembrò non accadere nulla; poi, con un rumore crepitante, la piattaforma si sollevò da terra, come il tappeto magico di Aladino. Strisce luminose si inarcarono furiosamente verso il terreno, ma smisero improvvisamente non appena la piattaforma raggiunse una certa distanza da terra, solitamente 12 piedi circa.
Era il momento per un giro di prova; in distanza, lo scienziato intravvedeva Pikes Peak e i vagoni ferroviari che si muovevano vicino alla base della montagna; pensò che sarebbe stato più prudente tenersene lontani, e dirigersi nella direzione opposta: meno popolata, minori possibilità di essere visti.
Tutto andava alla perfezione,: la piattaforma stava gradualmente sollevandosi più in alto, segno sicuro che l'oscillatore stava incrementando la potenza.
Tesla cercò di evitare le recinzioni di filo spinato, in quanto avevano la seccante caratteristica di far sprigionare, dalla parte inferiore della piattaforma, fasci di scintille che colpivano il terreno.
Sebbene fossero un test ideale per verificare la quantità di energia accumulata nella serie di condensatori, potevano comunque causare incendi all'erba, cosa di cui avrebbe benissimo fatto a meno: la gente di campagna era terrorizzata dagli incendi, e per buone ragioni.
Egli si trovava ora a circa tre miglia dalla stazione sperimentale, quando decise di atterrare ed effettuare alcune regolazioni.
Non aveva ancora toccato terra, che dal nulla sbucò l'allevatore, in cerca del suo cavallo: lo stava cercando da un po' senza fortuna, ed invece aveva trovato qualcosa troppo indescrivibile da comprendere.
Era una situazione senza via d'uscita.
Decisamente abbastanza da rendere religioso un uomo, specialmente dopo che aveva ascoltato un predicatore errante mettere in guardia dai pericoli dell'elettricità: "È opera del diavolo, è un agente del demonio". Mostrare interesse in tutto ciò era un invito ad un viaggio di sola andata per l'inferno. Nessuno di questi pensieri passò per la mente di Tesla, completamente immerso nell'esperimento in corso. Ed ora, la possibilità di una prematura esposizione: una faccenda seria, ma che fare?
Era troppo per l'allevatore,: la gente di campagna era semplice, e vedere una cosa strana come questa, illuminata sotto il chiaro di luna, con Tesla vestito di nero, la sua altezza resa ancora più cospicua dalle speciali scarpe isolanti con l'alta suola in gomma, no, era decisamente troppo.
Doveva sicuramente essere opera del diavolo. C'era solo una cosa da fare: correre via come il vento, sperando di vivere per poterlo raccontare.
Anche Tesla probabilmente ebbe simili pensieri a proposito di una rapida ritirata, ed ebbe l'occasione perfetta per poterla fare. Be', questo dimostra semplicemente che la gente capita nei posti più strani.
L'allevatore aveva involontariamente assistito ad uno dei più meravigliosi esperimenti scientifici, e dei meno documentati.
Questo strano incontro mi fu narrato dal figlio dell'allevatore, un uomo anziano sull'ottantina, che conobbi circa 12 anni fa mentre mi trovavo al Museo Henry Ford a Detroit, di fronte al laboratorio del Museo Edison: devo dire che fu un potente incentivo a scoprire di più a proposito di Tesla.
È un grande piacere, per me, condividere questa storia per la prima volta con i lettori di NEXUS.

© 1995 Antony Hansen
PO Box 1682
Toowong, Qld 4066, Australia