Gas nervino dalle marmitte catalitiche

Numero Nexus #2
Pagine 19-20
Data di uscita ottobre-novembre
Anno 1995
Autore Dottor Hans A. Nieper
Fonte Department of Medicine
The PAracelsus Silbersee Hospital
Hannover, Germany
Fax: +46 (511) 31 8417


"Sin dalla fine del '92, inizio '93, stiamo riscontrando continuamente un aumento nei livelli di emoglobina (Hb) in molti dei nostri pazienti. Laddove questi livelli di solito erano 13 o 13,5, ora abbiamo 16, talvo1ta 17 e più. Vi preghiamo di controllare i metodi di misurazione."
La signora Rau, un tecnologo medico del mio laboratorio, rispose che tutti i valori sono stati controllati ma che i livelli Hb si sono alzati in continuazione sin da circa il Marzo del 1993, vale a dire con incrementi che crescevano stabilmente lungo un periodo di svariati mesi. Ho fatto nuovamente controllare questo fenomeno degli aumenti nei livelli di emoglobina nel laboratorio indipendente del nostro ospedale, con gli stessi risultati. Questo aumento dei livelli Hb fu riscontrato principalmente in pazienti che non erano ammalati in modo serio e, pertanto, il cui midollo osseo fu capace di regolarsi in modo normale. Allora l'infermiera Monika mi disse:"Anche il numero di leucociti, l'anno scorso, è aumentato rispetto alla media." Anche questa osservazione si dimostrò corretta.
Centinaia di pazienti che fui in grado di controllare nuovamente nel '93, per confrontare i livelli degli anni precedenti, mostrarono questo fenomeno di aumento piuttosto drastico di Hb. Alcuni miei colleghi annotarono osservazioni simili. In occasione di una conferenza a Langenhagen, dove parlai in merito a questo fatto, i non addetti ai lavori riferirono anch'essi di aver ricevuto informazioni a questo proposito dai loro dottori. Tali incrementi nei livelli Hb sono, in larga misura, tipici per una deficienza di ossigeno; ad esempio, in persone che vivono costantemente ad elevate altitudini. È un normale adattamento nella formazione del sangue verso la carenza di ossigeno. Attualmente, l'aumento dei livelli Hb in molti pazienti sotto controllo è associato con una diminuzione di PO2 nel sangue, pertanto con una riduzione della pressione parziale di ossigeno in quest'ultimo, anche se tale riduzione è minima.
Quale fattore è responsabile per questo impedimento all'assorbimento di ossigeno? Praticamente, solo i precedentemente menzionati gas tossici dalle auto con marmitte catalitiche possono esser presi in considerazione: non si vedono alternative.
Infatti, non si riscontra questo fenomeno negli abitanti delle isole del Mare del Nord (dove il vento spira dal mare). Inoltre, non è stato osservato in pazienti, controllati nuovamente, provenienti da vaste regioni agricole nel midwest degli Stati Uniti; tuttavia, lo riscontrammo in pazienti che vivevano nell'est e nel nord-ovest degli Stati Uniti e, nel 1993, in persone che vivevano in California.
Perché non siamo stati in grado di osservarlo in misura cosi notevole nel 1991 o nel 1992? Bè, il 1993 fu un anno molto umido, mentre quelli precedenti erano caratterizzati da condizioni atmosferiche molto secche. Gli esteri fosforici (gas nervino), piccole tracce dei quali sono in grado, come gli enoli, di limitare l'assorbimento di ossigeno delle cellule, possono aderire a piccole gocce d'acqua e pertanto sono prontamente assorbiti dal biosistema. Nei periodi secchi, queste sostanze degradano più velocemente e vengono scarsamente inalate. Nel '93, in Germania pioveva quasi sempre, e in California c'erano forti piogge a carattere ciclico e umidità.
Nei pazienti, venne osservato un aumento di vulnerabilità alle infezioni e irritazioni dei condotti bronchiali.
Questa non fu una constatazione particolarmente piacevole, ma un'altra seria scoperta vi si aggiunse nell'autunno del '93.
Per circa 18 anni, oncologi clinici hanno notato che i pazienti affetti da cancro, o con una predisposizione verso quest'ultimo, o con osteoporosi o con malattie del sistema immunitario come la sclerosi multipla, denotavano molto spesso livelli di urea nel siero sanguigno piuttosto bassi, mentre i livelli di creatinina non mostravano così chiaramente un simile abbassamento. Poi, nel 1987, Amat, biochimico e neurologo spagnolo, pubblicò una monografia di 1.000 pagine sull'importanza biochimica dell'urea.
Tale studio esiste solo in Spagna, ma è comunque indispensabile ad ogni oncologo e immunologo.


Ristampato da
Townsend Letters for Doctors
(Numero di dicembre 1994)
911 Tyler Street
Port Townsend, WA 98368-6541, USA
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