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L'esistenza di strutture megalitiche poco conosciute, sparse nel paesaggio australiano, suggeriscono che dovremmo rivedere le nostre idee sulla preistoria e sull'evoluzione umana.


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La civiltà perduta d'Australia


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Numero Nexus #2
Pagine 31-37
Data di uscita ottobre-novembre
Anno 1995
Autore Rex Gilroy
Fonte Rex Gilroy © 1994/5
Australian Unexplained Mysteries Investigation Center
120 Robert Street
Tamworth, NSW 2340
Australia
Telefono: +61 (067) 62 2357


Sparse per tutta l'Australia, si ergono le enigmatiche vestigia di una civiltà remota: allineamenti di pietre megalitiche, mura ed altre strutture; monti a forma di piramide una volta utilizzati come osservatori astronomici; altari a serpente dove si praticavano riti sconosciuti; e misteriose iscrizioni sulla roccia di un popolo da lungo tempo scomparso.
Chi erano? Quali sono le origini della 'civiltà perduta d'Australia'?
Venni per la prima volta a conoscenza di questa misteriosa razza nel Gennaio del 1965 quando, mentre esploravo una densa boscaglia ad ovest di Sydney, presso una località sulle Blue Mountains che si affacciava su una vallata, mi imbattei in un tumulo di arenaria in forma piramidale, alto 15 metri, composto di pietriccio, ricavato da una antica roccia in epoche passate.
Alla base trovai due lastroni di pietra che facevano da scalini sul lato occidentale del tumulo e, sopra di questi, altri lastroni rovesciati che sembravano aver formato, in passato, ulteriori scalini verso la sommità.
Raggiunta la cima, mi ritrovai su una piatta base di arenaria rivolta a est, e dominante la vallata. Di fronte a me si trovava una grossa formazione - una continuazione dello stesso basamento in roccia - la cui superficie piatta, scoprii con sorpresa esaminandola meglio, era stata incavata a forma di serpente.
Tornai in seguito a misurare la struttura. La roccia era senza dubbio un altare in pietra, lungo quasi due metri e largo 1,2. Allineato sull'asse nord-sud, incurvato a forma di serpente, presentava una scanalatura rappresentante la bocca nella parte nord, rivolta a est. A fianco dell'altare, presso la parte nord, stava un grosso masso tondeggiante, anch'esso alto 1,2 metri, sul quale si trovava un lungo e profondo incavo, ovviamente utilizzato per affilare coltelli in pietra. Forse su questo altare venivano praticati sacrifici umani od animali? Il tumulo, misurato in seguito, aveva una circonferenza di circa 120 metri.
Cercando nelle vicinanze, presto trovai un altro 'altare serpentino' in mezzo ai cespugli, un po più a ovest. Era parte di un grande blocco di arenaria che si ergeva di tre metri su un asse est-ovest. Il serpente, scolpito in rilievo, misurava circa quattro metri in lunghezza per una larghezza di una trentina di centimetri alla testa, il corpo che misurava poi da 15 a 35 cm, allargandosi verso una coda arrotondata.
Ancora più a ovest, scoprii poi un altro altare in pietra, una roccia alta circa tre metri sulla cui sommità stava un buco con un'aquila in rilievo logorata dal tempo, lunga un metro e mezzo e larga uno lungo l'unica ala sinistra spiegata in direzione nord come il becco. La figura era su un asse est-ovest.
Un ben più grande 'altare ad aquila' venne alla luce nel 1974, presso un'altra località sulle Blue Mountains, raggiunto scalando una roccia alta sei metri. L'uccello misurava 1,75 metri di lunghezza, dalla testa alla coda, col becco e l'ala destra spiegata verso sud. Una piccola lastra in pietra presso la base del monumento conteneva scolpito un serpente con la bocca aperta, profondamente eroso dagli agenti atmosferici.
Numerosi altri altari con aquile e serpenti stavano per venire alla luce nelle Blue Mountains negli anni a seguire il 1974. Comunque, fu la scoperta dell'altare a serpente del 1965 la prima a portarmi a speculare che qui c'erano prove di una sinora sconosciuta civilizzazione 'perduta' australiana.
Nel Marzo 1969, presso un'altra località delle Blue Mountains, mi imbattei in un'alta roccia a pilastro che si ergeva per 15 metri sul bordo di un dirupo che si affacciava sulla Jameison Vally. Dopo averla scalata, trovai scolpiti un certo numero di piccoli simboli sulla sommità in roccia ferrosa. Non erano figure aborigene, e sembravano una qualche forma di scrittura geroglifica.
Più avanti, nel Gennaio 1973, scoprii il simbolo di un fiore scolpito su una piccola lastra quadrata di minerale ferroso, presso Blackheat. Questa nuova scoperta portò mia moglie Heater e me ad intraprendere una incondizionata ricerca di ulteriori esempi di questa misteriosa scrittura: una ricerca che continua sino ad oggi. Il 1973 ci vedeva scoprire iscrizioni più estese in altre località nelle Blue Mountains, mentre nel 1974 trovammo altri simboli vicino a Gosford, a nord di Sydney.
Gli anni '70 e '80 ci avrebbero visti localizzare un gran numero di questi simboli in numerose località nel New South Wales come pure nel Queensland meridionale e settentrionale, dove una nuova serie venne scoperta presso Rockhampton nel 1992.
Nel 1974 avevamo raccolto abbastanza esempi scritti per giungere alla conclusione che essi costituivano il linguaggio scritto di questa razza scomparsa di adoratori di aquile/serpenti. Ciò mi portò a cercare di tradurre le molte iscrizioni, che consistono in un miscuglio di simboli, tratti e punti, e ricordano un po' una mescolanza di iscrizioni celtiche e mediorientali.
Ciò che è emerso durante la nostra investigazione congiunta in tutta l'Australia sin dal 1973, è di gran lunga troppo voluminoso per essere coperto adeguatamente in questo articolo, pertanto sono solo in grado di tracciarne a malapena i contorni.
individui che Costruivano in pietra ed erano esperti astronomi. Poiché gli stessi Maori si stabilirono in Nuova Zelanda circa 1.500 anni fa, e poiché la misteriosa Civilizzazione australiana era scomparsa molto prima di allora, e ovvio che questa tradizione fu passata ai Maori da precedenti abitanti della Nuova Zelanda. Ed appare Certo che i Maori sapessero esattamente dove si trovava l'Australia, causa la scoperta di arnesi in pietra ed altre tracce dei loro antichi approdi sulla costa orientale.
I vari isolani dei Mari del Sud ed i Maori affermano che tutte le loro terre in passato avevano rapporti più stretti con l'Australia, e che c'era una grande striscia di terra che collegava tutte le isole con la Nuova Guinea e l'Australia, al tempo dei loro antenati. Questa raccolta di tradizioni suggerisce senz'altro che gli scienziati potrebbero sbagliarsi, nel loro assunto che la Nuova Zelanda e la regione melanesiana non sono mai state unite insieme al tempo dei primi uomini. Così le tradizioni di terre sommerse e centri civili delle popolazioni native dell'intera regione si accordano tutte con le varie tracce di rovine sommerse al largo delle coste dell'Australia orientale e nello stretto di Torres. Tra tutte, balza in mente la tradizione Maori della terra perduta di Whaingaroa, e le strutture megalitiche affondate dello stretto di Torres e del Queensland.
Secondo i Maori, un esteso tratto di terra oltre Capo Reinga (la punta più a nord dell'isola occidentale), Chiamato la terra di Whainga-roa, fu un tempo sommersa dal mare durante un disastro nel quale perirono intere popolazioni, insieme ai loro centri civili.
Gli archeologi hanno cercato per anni i resti sommersi di un'isola, che le tradizioni native raccontano esistesse una volta in qualche posto tra Papua Nuova Guinea e Australia, e venne distrutta da un'eruzione vulcanica.
Verso la meta degli anni '70, sommozzatori scoprirono un certo numero di grandi teste scolpite in pietra. Nelle vicinanze, su una piccola isola, furono rinvenuti i resti di alcuni templi. Più recentemente, resti sommersi di una struttura piramidale in sgretolamento sono stati localizzati nella stessa regione.
Altre tradizioni native affermano che l'antico collegamento australiano (del quale lo Stretto di Torres e le sue isole erano parte) era sede di una civiltà le cui spoglie ora sommerse, vicino a Port Moresby, non sono che un residuo.
La maggior parte delle antiche tradizioni persistettero lungo l'Asia, a proposito di un vasto continente più a sud, così abbondante in oro e altri minerali preziosi e gioielli, da sorpassare ogni altra terra. Si diceva che i suoi abitanti fossero costruttori in pietra ed esperti in astronomia. Queste tradizioni furono passate agli antichi cinesi, che alla fine intrapresero estesamente viaggi verso questa terra meravigliosa.
Chi erano queste genti misteriose?
Sicuramente non gli aborigeni australiani, che non furono mai astronomi, né costruttori in pietra. Comunque, le loro tradizioni sono piene di "eroi della civiltà" che giunsero da oltre il mare, in vari periodi, ad insegnare elementi delle loro culture agli aborigeni. Questi eroi comprendevano visitatori dal Medio Oriente e dalla regione mediterranea, dal vicino oriente e dalla Cina. Però, ci sono altri eroi menzionati dagli aborigeni, che sarebbero usciti dalla terra: in altre parole, dall'Australia stessa.
Come altri eroi della civiltà che giunsero da oltre il mare, si dice che anche la misteriosa razza australiana "costruiva montagne e colline" e "faceva rotolare grandi massi sul terreno".
Secondo gli aborigeni, questo popolo era di pelle bianca: eresse "pietre sacre" ed altre strutture in tutto il continente e "adorava le stelle".
La conoscenza di questa civiltà arcaica si è certamente sparsa oltre la Polinesia, lungo l'oceano Pacifico, alle Americhe dove gli Inca ed i Maya sapevano certamente della grande terra situata nella regione meridionale del grande oceano. Ciò aiuterebbe a spiegare alcune enigmatiche reliquie come utensili Maya in giada, per non menzionare oggetti Incaici, dissotterrati in Papua Nuova Guinea, Capo York ed altri luoghi dell'area Australiana e della Nuova Guinea.
Due piccole teste in pietra di foggia "isola di Pasqua", furono rinvenute a Emerald, nell'estremo nord del Queensland. Teste simili saltarono fuori nel Whitsunday Passage, al largo della costa nord della stessa regione. Un'enorme testa di pietra in stile Maya fu dissotterrata vicino a Campbelltown, a sud di Sydney, negli anni '70.
È stata annunciata l'identificazione di riti e credenze incaiche presso aborigeni australiani del centro.
Tutte queste scoperte, ed altre, dimostrano l'abilità marinara degli antichi popoli indoamericani, che traversavano l'oceano Pacifico sulle loro zattere in legno di balsa in epoche passate.
Tali evidenze mi hanno portato a ritenere che l'Australia potrebbe contenere le risposte a molti misteri riguardanti migrazioni umane anche anteriori all'alba della storia che conosciamo.
In un sito nel Queensland occidentale, resti di mura e costruzioni sono stati dissotterrati sotto depositi di terreno superficiale. Sono costruiti in mattoni di forma triangolare, la cui malta sembra più durevole dei mattoni stessi. Rovine simili esistono nell'Australia occidentale, e sulla costa nord di Papua Nuova Guinea. Si dice che altre misteriose rovine sono state rinvenute nell'entroterra di quest'ultima.
Molti archeologi, antropologi ed etnologi d'oltreoceano, che hanno intrapreso estese ricerche sul campo nel corso degli anni, sono pervenuti a questa concordanza generale: basandosi sulle reliquie, i costumi e le credenze antiche degli attuali abitanti della Nuova Guinea, e sulla loro conoscenza dell'agricoltura, che praticarono su un'estesa area migliaia di anni prima dell'arrivo degli europei, una superciviltà di genti altamente avanzate, che edificavano megaliti, potrebbe un tempo essere esistita in Nuova Guinea, e lasciato il suo marchio sui melanesiani.
Altre rovine misteriose, che hanno sollevato parecchie speculazioni, esistono vicino a Alice Springs, nei territori del nord. Consistono di quattro gradoni alti sino a 12 metri.
Le mura terrazzate sono costruite in grossi blocchi di pietra, combacianti uno con l'altro in un modo simile alle misteriose pietre di Tiahuanaco, in Perù. Pietre murali di questo tipo formano i resti che giacciono sommersi al largo della costa del Queensland, a nord di Brisbane. Verso la fine degli anni '70, resti simili si disse furono rinvenuti nell'Australia occidentale.
Nel distretto del New England, nella parte settentrionale del New South Wales, esiste una serie di disposizioni in pietra, apparentemente allineate astronomicamente, sparse in una vasta area. Consistono di massi di granito, spesso megalitici, di peso incredibile: l'antica tecnologia impiegata un tempo per trascinarli in posizione rimane un mistero.
Nello stesso distretto, presso Armidale, un residente locale scoprì molti anni fa due serie di impronte umane fossilizzate. Preservate su un terreno pietrificato datato circa 25.000 anni, costituiscono un puzzle: poiché se una serie sono le orme nude di un bambino, la seconda è una serie di impronte fatte dai sandali di un adulto!
Presso un altro sito nel sud dell'Australia, nel distretto di Flinder Ranges, è stata trovata un'altra serie di tracce umane di sandali, conservate in un terreno pietrificato datato 10.000 anni.
Chi, nell'Australia di 10.000 o 25.000 anni fa, avrebbe potuto avere uno standard di vita talmente diverso dagli aborigeni da indossare scarpe?
Ulteriori misteri circondano i resti di una imponente struttura, simile a un tempio, costruita con grossi blocchi in pietra, che si erge nel distretto di Woomera, nell'Australia del Sud.
Al largo della costa di Gladstone, sommerso in quella che in epoche passate era stata la originale linea costiera orientale del Queensland, giace ciò che rimane di vaste rovine in pietra. Alcune mura diroccate sono costruite in blocchi stile Tiahuanaco, mentre altre sono composte dai summenzionati mattoni triangolari, la cui malta sembra più resistente dei mattoni stessi, poiché in molti casi il pietrisco a malapena delinea i resti di ciò che erano abitazioni ed altre strutture. Il luogo è un segreto ben custodito dai subacquei.
Presso un altro sito segreto più a nord lungo la costa, si dice sia stata trovata una struttura piramidale a gradini. Costruita con grandi blocchi in pietra, e parzialmente crollata a causa degli effetti delle innumerevoli maree nel corso dei secoli.
Se queste rovine sommerse al largo dello stretto Torres, nel Queensland e ovunque nell'Australia, o i resti di templi nel Queensland, nel New South Wales, nell'Australia meridionale e occidentale sono un enigma, come possiamo spiegare il numero di strutture piramidali in pietra e in terra che sono state trovate, sparse per tutto il Queensland, il New South Wales (il Nuovo Galles del Sud) e forse altrove?
A parte i resti della piramide di Gympie ed anche qualche collina di forma simile, che apparentemente erano utilizzate per motivi astronomici (e dove sono state trovate iscrizioni sulla roccia di tipo sicuramente mediorientale), rimangono ancora altre rovine e colline, sembrerebbe impiegate per tali propositi in tempi remoti dalla misteriosa razza in questione. In questi luoghi ho trovato iscrizioni sulla roccia del tipo menzionato all'inizio dell'articolo.
Talvolta sparsi a centinaia di miglia di distanza, quando vengono segnati su una mappa si riscontra come siano in gran parte allineati. Questo aspetto dei nostri studi è troppo esteso per descriverlo esaurientemente in queste righe, e sarà materiale per il prossimo libro, ma sembra inevitabile che altri, seppur sconosciuti, siti contenenti significative iscrizioni sulla roccia saranno aggiunti all'elenco.
A Gosford, nella costa centrale del NSW, ci sono serie di grosse pietre nel mezzo di tumuli in terra di forma circolare. Queste pietre centrali sono state incavate a forma di piatto. L'acqua versata nelle cavità era il sistema con cui gli antichi astronomi erano in grado di vedere riflesso il movimento della volta stellata, durante la notte.
Sempre a Gosford, in cima ad un monte c'è una zona piatta, ora coperta da alberi vecchi centinaia di anni, ma che migliaia di anni fa doveva essere sgombra, poiché vi si trovano blocchi in arenaria, resti di un edificio enorme.
Nella stessa zona, su una piatta formazione di roccia, ci sono 50 simboli circolari, alcuni uniti da linee, altri in gruppi, forse rappresentanti il movimento di certe stelle o pianeti.
Presso un altro "osservatorio astronomico" più a nord, vicino a Wyong, sulla cima appiattita di una montagna si erge un grosso agglomerato di roccia, sul quale sono stati scolpiti segni circolari, che si crede rappresentino le fasi della Luna.
Una rimarchevole struttura a forma di porta collocata contro il fianco di un dirupo, è situata ben all'interno della foresta, ad ovest di Gosford. Costruita con due colonne in pietra alte 6 metri, con un'altra lastra posta sulla cima, tra le due colonne, rimane un mistero per quanto riguarda il suo scopo: forse qualche significato cerimoniale sconosciuto.
A sud di Sydney, vicino a Campbelltown, in una fitta boscaglia sopra il fiume Georges, si elevano manufatti in pietra antecedenti i primi insediamenti europei dell'inizio del 1800. Nelle vicinanze c'è una grande collina, la cui sommità e appiattita da una base di blocchi in pietra. La totale visione dei cieli in ogni direzione suggerisce che questo fosse, un tempo, un antico osservatorio astronomico.
I residenti nel distretto di Dapto, a nord di Wollongong, sulla costa sud del NSW, ancora ricordano la "Stonehenge di Dapto", che si trovava vicino alla città sino agli inizi degli anni '70. Consisteva di 12 grossi massi, disposti in cerchio, e fu distrutta da una impresa di costruzioni per un insediamento locale. Serviva anch'essa come osservatorio astronomico? So che ciò potrebbe risultare sorprendente per molte persone, ma strutture di pietre megalitiche, che ricordano la famosa Stonehenge in Inghilterra, ed altre formazioni in pietra simili, erette in tutte le isole britanniche, in Europa e nell'Asia occidentale, esistono proprio qui in Australia!
Forse sono la più stupefacente evidenza visibile dell'esistenza, in passato, di una "civilizzazione perduta" australiana, e suggeriscono una antica ed avanzata conoscenza dell'astronomia. Anche se il mio prossimo libro su questa nostra civiltà si occuperà di tali strutture in mode più dettagliato, esamineremo per comodità alcuni aspetti di un particolare sito, presso una località altamente confidenziale, ad ovest delle Blue Mountains, Vicino a Bathurst.
Questo sito consiste di allineamenti di pietre, massi eretti, dolmens, circoli di pietre, teste scolpite, ed altre formazioni che coprono una zona di svariate miglia quadrate di territorio cosparso di arbusti, piatta, eccetto alcune colline dove si sono trovati segni di piattaforme per l'osservazione astronomica.
Dato che la maggior parte degli australiani è stata condizionata a credere per tanto tempo che la loro storia abbia inizio solo con l'arrivo del Capitano James Cook, nel 1770, non mi sorprende per nulla che poche persone abbiano mai pensato di prendere in considerazione l'ipotesi che una civiltà precedente possa aver occupato questo continente migliaia di anni fa.
La prima volta che venni a conoscenza dell'esistenza di sistemazioni in pietra tipo Stonehenge in Australia, fu nel 1965 quando, un giorno, dopo la scoperta degli altari ad aquila e serpente sulle Blue Mountains, inciampai su un lungo allineamento di grosse rocce di arenaria, che formavano un asse nord-sud di circa 90 metri attraverso una fitta boscaglia. Le autorità che si occupavano dello sviluppo della zona alla fine reclamarono il posto, ma nel 1969, mentre attraversavo il fianco di una collina vicino al fiume Fish, ad ovest delle Blue Mountains e a sud di Lithgow, mi imbattei in una grossa roccia in granite, a forma di pilastro, che aveva tutta l'apparenza di essere stata eretta dalla mano dell'uomo.
La roccia era alta circa 5 metri, e quelli che sembravano simboli scolpiti sulla pietra erano talmente erosi da risultare indistinguibili. Nel Settembre di quell'anno, venni a sapere di una serie di misteriose strutture in granito giù nel distretto delle Snowy Mountains, nel NSW meridionale e, in seguito, di un'altra formazione simile nella regione di Armidale del New England.
Furono questi resoconti che portarono Heater e me ad iniziare un'estensiva ricerca sul Campo attraverso il NSW occidentale, nella convinzione che laggiù potessero esistere altre strutture del genere.
Le nostre investigazioni inizialmente fecero fiasco, sino a quando, in seguito alla pubblicità fatta dai media alla nostra ricerca, ricevemmo una lettera da una famiglia vicino a Bathurst, che ci informava di due strani allineamenti di pietre sulla loro proprietà.
E così, in quello che risultò essere un freddo ed umido giorno dell'Agosto 1974, ci ritrovammo in un campo d'erba sotto una pioggia insistente, di fronte ad una fila di pietre in granito rozzamente scolpite, che sembrava allungarsi in distanza attraverso le proprietà vicine. Avevamo appena trovato la prima di un certo numero di sistemazioni di pietre megalitiche nel NSW, occidentale, alle quali nel corso degli anni avremmo ancora guardato come alla nostra scoperta archeologica più importante.
Eccitati dall'immensa importanza di queste strutture, come potete ben immaginare, seguimmo l'allineamento di pietre sotto la pioggia, sino a che il gelo invernale non ci costrinse, con riluttanza, ad abbandonare il campo.
Entro una quindicina di giorni, e con un tempo migliore, eravamo di ritorno sul posto, equipaggiati con macchine fotografiche, penne, taccuini e nastri di misurazione, per cominciare una dettagliata investigazione delle strutture, che continua tutt'oggi.
Le pietre, pesanti in media una cinquantina di chili (sebbene alcune fossero anche più pesanti), si estendevano in una linea da sud a nord, una dietro l'altra, separate tra loro di poche decine di centimetri o al massimo un paio di metri, e così per un miglio.
Trovai presto, dalle misurazioni delle distanze tra ogni pietra, che tali misure si ripetevano ad intervalli lungo l'intero allineamento. Ci sembrava ovvio che qui ci fosse un proposito di tipo matematico.
Nel corso di una discussione con un contadino delle vicinanze, fummo eccitati nell'apprendere che anche lui aveva allineamenti simili nella sua proprietà.
Presto scoprimmo che questo secondo allineamento era all'incirca della stessa lunghezza del primo, sebbene separato da esso di due miglia, e che entrambi erano allineati con l'asse nord-sud. Inoltre, le misurazioni individuali di ogni pietra in questo allineamento, produsse gli stessi risultati del primo.
Poi, vicino alla terminazione a sud di quest'ultimo, mi imbattei in una struttura che mi sorprese anche di più: eretti su una base di granito dello spessore di circa 1,2 metri e ampia 9, c'era una formazione circolare di dieci grossi massi in granito, consunti dal tempo, a formare una "Stonehenge" in miniatura. Una di queste pietre era stata scolpita a forma di altare.
Nelle vicinanze notai altre tre pietre, separate di poche decine di centimetri, ed erette una dietro l'altra in direzione nord-ovest.
Durante la nostra visita successiva, continuammo le nostre investigazioni seguendo la direzione nord-ovest indicata da queste ultime. Diverse decine di metri distante, sulla cima di una collina, incrociammo una pila di pietrame di granito, forse i resti di un grosso masso che si è sgretolato col tempo, o anche i resti di una struttura crollata.
Continuando in direzione nord-ovest, presto mi ritrovai ad osservare tre grosse rocce in bilico, ognuna posta sulla propria piattaforma. All'inizio pensai fosse qualcosa abbastanza naturale, sino a che, misurando la distanza tra loro riscontrai che formavano un triangolo perfetto, essendo ogni masso distante dall'altro 54 metri! Durante la nostra terza spedizione presso queste strutture scoprii, alcune decine di metri oltre, una grande roccia in granito, alta 4,5 metri e con una circonferenza di circa dieci, un menhir eretto su una base di blocchi di granito incavato, parzialmente coperta dal terreno. Scavando nella parte a sud della piattaforma, la scoprimmo composta da tre blocchi. Il più grande misurava in lunghezza 2,4 metri, in larghezza 1,2 e in spessore circa uno; gli altri due erano entrambi 1,2 per 1,2 per 1,2.
Vicino, su un'altra collina, trovai quattro pietre di granito più piccole, che formavano un quadrato perfetto.
Ma fu nelle vicinanze dell'allineamento di pietre nord-ovest, che stavo per scoprire quella che considero la più rimarchevole dell'intera serie di meraviglie megalitiche lì intorno.
Proprio di fronte a me, come sentinelle a guardia del lavoro di questa razza scomparsa, c'erano tre teste umane scolpite! La più grande, una figura con testa e torso alta 6 metri, con circonferenza 3,5, era malamente erosa dagli agenti atmosferici, il ché rendeva indistinguibili i tratti del volto; le altre due misuravano ognuna circa due metri di altezza per 1,8 di circonferenza.
Una di esse sembrava femminile, e presentava ciò che rimaneva dell'attaccatura dei capelli, laddove le altre due sembravano maschili. Ognuna mostrava una fronte molto alta, con occhi, naso e bocca vicini alla base.
Noi pensiamo che queste teste rappresentino le deità della Madre Terra e del Padre Cielo degli antichi popoli megalitici, dediti al culto della Terra, presenti in Europa ed in Asia. Ma cosa fanno qui? Forse quelle civiltà ebbero il loro inizio proprio qui, in Australia? Venne da chiederci chi costruì queste formazioni megalitiche: certamente non gli aborigeni, mai stati muratori a scalpellino. Ci sembrava ovvio che un tempo questi ultimi abbiano condiviso il continente con una razza di genti estremamente civilizzate.
Col passare dei mesi ci rendemmo conto che le numerose formazioni di massi, circoli di pietre, dolmens, i tanti allineamenti di varie lunghezze, coprivano un'area di circa 16 chilometri quadrati. L'intero sito era niente meno che un grande osservatorio astronomico all'aperto.
Alcune di queste strutture includevano enormi blocchi di granito, uno dei quali alto circa due piani e ampio quasi uno, sotto il quale passava un lungo allineamento.
Un giorno, esplorando il territorio in un punto tra i due allineamenti di un miglio menzionati in precedenza, incappai in due enorrni menhir, separati di sessanta metri su un asse est-ovest. L'altezza che misurai fu rispettivamente 6,5 e 6 metri, e ne stimai il peso ad almeno 8 e 10 tonnellate ognuno. Quello ad est aveva un piccolo altare in pietra sul lato orientale. Questi, e molto più spesso gli enormi massi che componevano le formazioni, ci posero il problema di come avessero potuto essere trascinati sul posto ed eretti con i mezzi primitivi che gli studiosi suggeriscono fossero disponibili a quei tempi. Ma possiamo essere certi che, chiunque fossero i costruttori, utilizzarono avanzate tecniche di costruzione che sino ad oggi rimangono in gran parte sconosciute alla scienza moderna.
Un buon esempio delle loro capacità, esiste nelle vicinanze del più occidentale dei due allineamenti di un miglio. Sul fianco di una collina trovammo una polla d'acqua, larga 30 cm, lunga 60 e profonda 90, scolpita in una superficie di granito massiccio. Ma come? Il granito di questa zona spunta qualsiasi trapano moderno! Di sicuro, nessun arnese in pietra conosciuto potrebbe aver fatto il lavoro: e noi certamente dobbiamo ancora comprendere come questi antichi costruttori scolpirono le altre opere là intorno. Sinora, nessun utensile in pietra di alcun tipo è mai stato ritrovato nell'intera zona coperta da questo osservatorio.
Presto realizzammo che la polla d'acqua era un incavo per libagioni correlate agli oscuri riti religiosi di questi adoratori delle stelle. Ne furono trovate in molte disposizioni in pietra in tutto il mondo, ovunque si sparse l'antica religione legata ai culti della Terra.
Sono passati 19 anni da quando iniziò la nostra indagine presso la "Stonehenge di Bathurst", che continua a tutt'oggi. Abbiamo avuto notizia di altre apparenti postazioni astronomiche nel Queensland centrale, nei territori del nord, nell'Australia occidentale e meridionale, in Victoria e in Tasmania. È evidente che la "civiltà perduta d'Australia" fosse presente in tutto il territorio, e a volte si spinse oltre queste spiagge.
Comunque, è il crescente numero di siti megalitici segnalati, ad essere di primaria importanza, prima di pensare agli ormai ben investigati monumenti esistenti fuori dell'Australia. Ad esempio, a quel che sembra, esiste una serie di grandi massi, spaziati ad intervalli regolari lungo 160 chilometri, che attraversa la zona desertica di una remota regione dei territori del nord; e una imponente "Stonehenge" di massi monolitici nella regione di Kimberley, nell'Australia occidentale.
Ma dove e come vivevano i creatori di tali monoliti?
In apparenza, le antiche formazioni megalitiche australiane sono notevolmente simili, ma assai più antiche, di qualsiasi altro complesso del genere, tra quelli delle popolazioni dedite al culto della Terra in Europa o in Asia, trovati al di là delle nostre spiagge, ciò ci porta alla proposizione che nell'oscura antichità la civiltà megalitica (la prima conosciuta dall'umanità), insieme al suo culto Madre Terra/Fratello Cielo/Dio Sole (la prima religione del genere umano) ebbe inizio in Australia, da dove i suoi originatori la diffusero per il mondo.
Con questa civiltà, giunse anche la più antica forma di scrittura conosciuta, dalla quale vennero poi quelle dei popoli megalitici d'Europa e della regione mediterranea, e dalle quali si svilupparono altri modelli.
Nel capitolo 14, ho suggerito come il primo moderno Homo Sapiens si evolvette in Australia, diffondendosi infine in tutto il globo. Sembra che questi umani fossero i nostri misteriosi costruttori megalitici, che svilupparono la prima forma di civilizzazione proprio qui in Australia: gli "eroi" dalla pelle pallida (cioè bianchi), "gli antichi" che le tradizioni aborigene affermano li precedettero su questo continente.
Come ho fatto notare, le iscrizioni sulla roccia di queste genti misteriose è un curioso miscuglio di tratti e punti di tipo celtico, e di simboli geroglifici che ricordano alcune forme di scrittura antica di origine mediorientale o mediterranea, di epoche successive.
Ho eseguito qualche possibile traduzione di un certo numero di iscrizioni australiane, utilizzando significati celtici insieme agli strani geroglifici: comunque, è troppo presto per fare un resoconto di queste scoperte.
Sono passati 28 anni dalla scoperta di questa "civiltà perduta d'Australia" grazie ai miei primi ritrovamenti sulle Blue Mountains. E quantunque siano state fatte molte scoperte sin da allora, che aumentano ulteriormente le prove a supporto delle mie teorie circa questo mistero, Heater ed io abbiamo ancora un grosso lavoro di ricerca dinnanzi a noi.
Un'aura di mistero avvolge questa civiltà perduta come niente altro in questo paese. Le silenti formazioni di pietre, gli altari ed altre meraviglie megalitiche che attraversano il continente sono, per noi, un autentico interrogativo irrisolto sul nostro remoto passato.
Eppure sono convinto che un giorno questa misteriosa civilizzazione, parlandoci attraverso le sue iscrizioni sulla roccia, rivelerà i suoi segreti da sfinge e ci sorprenderà con una storia mai neppure sognata sino ad ora.
L'Australia è ricoperta di siti megalitici, curiose reliquie di una cultura scomparsa. Queste reliquie della nostra "storia sconosciuta", per troppo tempo trascurate, stanno almeno per ricevere l'attenzione che meritano. La "civiltà perduta" sta per assumere il suo giusto posto davanti a tutte le meraviglie inspiegate che costituiscono la nostra misteriosa Australia.

Estratto dal capitolo 20 di:
Mysterious Australia
di Rex Gilroy
pubblicato da NEXUS Magazine nel 1995

Copie di Mysterious Australia sono disponibili per i lettori di NEXUS in Australia a AUD$20,00 (incluse spese di spedizione) e in Nuova Zelanda a AUD$25,00 (posta aerea):

NEXUS Magazine
POBox 30, Mapleton, QLD 4560
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Tel +61 (074) 429280 Fax +61 (074) 429381