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Le allusioni relative a trucchi fotografici gettano dubbi sull'autenticità di alcune delle missioni lunari con equipaggio effettuate dalla NASA.



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Misteri della nostra Luna: le foto contraffatte della NASA


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Numero Nexus #2
Pagine 49-52
Data di uscita ottobre-novembre
Anno 1995
Fonte Fotografie e commenti estratti con permesso da
"Nasa Mooned America!"
di René
31 Burgess Place, Passaic
NJ 07055, USA

Indice


Le missioni spaziali della NASA: successo o mito?

Quando il libro di René, NASA Mooned America/, finì sulla nostra scrivania, si aggiziunse solamente alla pila, in continua crescita, di libri, articoli e video che descrivevano minuziosamente le anomalie a proposito della Luna e della nostra esplorazione di essa. Ci stimolò a iniziare una serie di articoli, in tre parti, che si occupano di alcuni dei più intriganti pezzi del puzzle. In questo numero diamo un'occhiata ad alcune discrepanze fotografiche delle missioni spaziali Gemini e Apollo...

Le stelle, o la loro assenza

Non ci sono stelle in molte delle fotografie prese sulla superficie lunare. Senza atmosfera a propagare la loro luce, le stelle non avrebbero dovuto essere chiaramente visibili?
Anche gli astronauti erano confusi riguardo alle stelle, o alla loro assenza. Nel libro di Harry Hurt III, For All Mankind, vengono citate frasi di Neil Armstrong: "Sapete, il cielo è nero", e "È un cielo molto scuro".
D'altro canto, durante la passeggiata spaziale nel corso della missione Gemini 10, Michael Collins riferiva "Mio Dio, le stelle sono ovunque da tutte le parti sopra di me, un po' anche sotto di me, laggiù vicino a quell'orizzonte oscuro. Le stelle sono brillanti e uniformi".
Tre anni dopo, egli scrisse del suo viaggio sulla Luna con l'Apollo 11: "Non posso vedere la Terra, solo il cielo nero e senza stelle dietro la Agena...", e poi dopo, "Mentre mi allontano lentamente dall'Agena, non vedo altro che il cielo nero per diversi secondi..."
Infatti, c'e un intero capitolo nel libro di René, dedicato a tali discrepanze. Sembra che alcuni astronauti, in alcune missioni, vedessero stelle, ed altri no. Per inciso, i cosmonauti sovietici riportarono di vederle.

Anomalie della polvere lunare

Perché, in tutti gli spezzoni video e fotografici, non appaiono crateri sotto il modulo di atterraggio? Dopo tutta quella folata dovuta ai razzi di discesa, dovrebbe certamente esserci un cratere. E perché non compare polvere lunare o imbrattamento sui montanti di supporto del modulo di comando? Dovrebbe essercene dopo lo spostamento generato dai propulsori a razzo. La si vede mentre gli astronauti passeggiano li intorno. È stato anche fatto notare come le nitide, distinte impronte lasciate dagli astronauti, che compaiono in molte fotografie sulla superficie della Luna, siano fortemente sospette. Apparentemente, impronte così marcate possono essere fatte su suolo, terriccio o polvere in presenza di umidità.

Chi ha fatto quelle foto?

Un classico esempio è il decollo del LEM dell'Apollo 16, l'apparecchio che registrò la partenza fece una panoramica verso l'alto per seguire la capsula. Chi lo stava operando?
Gli sfondi di quasi tutte le foto lunari della NASA diventano bruscamente differenti e indistinti. Molti fotografi notano una somiglianza con i fondali dipinti.
Il Sole proietta solo ombre parallele qui sulla Terra: perché allora tante fotografie di paesaggi lunari, scattate dalla NASA, non hanno ombre parallele?
Durante la missione Apollo 11, Armstrong o Aldrin andava saltellando accanto al LEM. Ciò che vedemmo fu la tipica immagine televisiva confusa che ricevemmo durante quella missione, ma come mai si poteva vedere chiaramente il LEM attraverso l'astronauta?
Esaminate le fotografie nelle pagine seguenti, e seguiteci sul prossimo numero con un servizio di approfondimento nel quale esaminiamo strani aspetti sulla superficie stessa della Luna.



AS1249-7278

Fig.6: L'operatore fantasma
Il titolo ufficiale NASA di questa foto è "Astronauta che raccoglie campioni di terreno lunare, Apollo XII". La NASA dichiara che fu Pete Conrad a scattare questa foto di Al Bean, il 20 Ottobre 1969. Il numero di riferimento NASA è AS1249-7278. Ogni volta ci furono solo due uomini sulla Luna. Eppure, come riflesso dalla visiera di Bean sotto ingrandimento, Conrad non sta maneggiando macchine fotografiche. Conrad ha il suo braccio sinistro disteso verso il basso, ed il suo gomito destro è in giù con la sua mano vicino all'ombelico. Si può vedere una superficie piatta sullo sfondo, con l'orizzonte marcatamente delineato. Sulla visiera di Bean si vede Conrad e l'orizzonte dietro di lui che combacia quasi perfettamente con quello reale. Se si esamina l'ombra di Bean riflessa dalla sua visiera, si può desumere dalla sua lunghezza che si trova a meno di tre metri di distanza da Conrad. Pertanto, è evidente che non ci sono collinette scoscese tra i due. Però la macchina fotografica sul petto di Bean è ripresa da un'altezza di almeno due metri e mezzo sul terreno. Siccome non appaiono riflessi cavalletti tra Bean e Conrad, apparentemente fu utilizzata una "giraffa". O un uomo sulla Luna alto tre metri ed invisibile.
Ecco un elenco di altre anomalie:

  • Nell'angolo in alto a sinistra appaiono due pezzi strutturali che pendono verso il terreno e sembrano reggere un faretto. Il terreno tra quel faretto e Bean è illuminato irregolarmente, ma l'area più chiara è intorno a lui. Questo aspetto è compatibile con un faretto da studio fotografico, come pure col fatto che il terreno dietro Conrad è estremamente ben illuminato.
  • Bean sta tenendo nella mano destra un pezzo di metallo tubolare levigato che non ha lati in ombra. È stato usato un flash in una luce solare che è il 20% più luminosa che sulla terra?
  • C'è una seconda ombra che si estende da Conrad, in avanti sulla sua destra. È quasi a 180° rispetto alla sua "regolare". La NASA non ci ha mai detto che il nostro sistema solare ha due soli. Io ritengo questa foto una delle più invalidate tra la documentazione filmata relativa al progetto Apollo della NASA, in quanto ci sono in essa tanti elementi sballati. Una foto è composta da luce ed ombra e, per definizione, l'ombra dev'essere dalla parte opposta alla fonte di luce.