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Studi provano che la rabdomanzia funziona

Numero Nexus #2
Pagina 46
Data di uscita ottobre-novembre
Anno 1995
Autore Carl Franklin
Fonte Carl Franklin, "The European Magazine", 31 Marzo-6 Aprile 1995


L'antica e misteriosa arte della rabdomanzia, potrebbe essere un metodo per trovare l'acqua più efficiente di qualsiasi Cosa possa offrire la scienza moderna.
Scienziati tedeschi hanno seguito le istruzioni di esperti rabdomanti, e trivellato un totale di 2.000 pozzi in dieci paesi differenti. Secondo l'autore dello studio, Hans-Dieter Betz, Professore di Fisica presso l'università di Monaco, la loro percentuale di successi nel trovare acqua, pari a 80%, e stata quasi il doppio dei migliori risultati raggiunti con tecniche geologiche convenzionali.
Il team afferma di avere le prove scientifiche che la rabdomanzia funziona. Hanno appena pubblicato i risultati dei loro dieci anni di studio nel Journal of Scientific Exploration, specializzato nel pubblicare studi di strani fenomeni. Sebbene Betz sia sconcertato da come funziona la tecnica, egli sostiene che la rabdomanzia dovrebbe essere accettata dagli scienziati, e studiata ulteriormente.
Gli studi di Betz iniziarono 10 anni fa, dopo che alcuni ingegneri tedeschi che lavoravano nelle aride regioni del nord dello Sri Lanka, cominciarono ad usare la rabdomanzia per decidere dove scavare per trovare l'acqua.
Prima la squadra impiegò tecniche convenzionali: interpretazione delle caratteristiche del terreno per la presenza di corsi d'acqua sotterranei, e metodi più avanzati come l'esame della resistenza elettrica del suolo.
Ma questi sistemi risultarono inefficienti, così il capo del progetto, Hans Schroter, decise di applicare al problema le sue capacità di rabdomante. I successi di Schroter nell'identificare ruscelli sotterranei furono talmente impressionanti, che l'Associazione Tedesca per la Cooperazione Tecnica (GTZ) acconsentì a finanziare una investigazione a lungo termine.
Affidandosi esclusivamente ad un bastoncino da rabdomanzia, Schroter in Sri Lanka identificò 691 luoghi potenzialmente validi per scavare in cerca di acqua. 664 (il 96%) fornirono fresca acqua corrente. Il Prof. Betz afferma che le tecniche convenzionali avrebbero trovato l'acqua approssimativamente dal 30 al 50% dei pozzi scavati.
Dichiara inoltre che ancor più sbalorditivo, fu che i rabdomanti riuscirono a prevedere la profondità della sorgente d'acqua, e stimarne produzione e purezza con un'approssimazione dal 10 al 20%. I geologi ancora non possiedono la tecnologia per misurare profondità e volume dell'acqua sotterranea.