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Dopo Raymond Rife un nuovo passo in avanti nella scoperta dell'ultrapiccolo.
L'invenzione del somatoscopio e le sue rivoluzionarie conseguenze nello studio e nella cura delle malattie Ecco perché


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Gaston Naessens - Fino al cuore della cellula


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Numero Nexus #3
Pagine 13-16 (inserto italiano)
Data di uscita gennaio-febbraio
Anno 1996
Autore Giorgio Iacuzzo

Indice


Gaston Naessens, nato nel 1924 a Roubaìx in Francia, una qualità l'aveva mostrata fin da ragazzo: la predisposizione per le invenzioni.
All'università di Lille aveva rischiato di avere gli studi in biologia rovinati dall'occupazione nazista ma con un gruppo di suoi compagni era riuscito a fuggire a Nizza dove continuare le attività in esilio.
La svolta della sua vita a 21 anni: frustrato dai limiti tecnici dei microscopi convenzionali concepì un suo strumento che poi riuscì a montare con l'assistenza tecnica di un artigiano tedesco, ottico di Wetzlar, che supervisionava e calcolava i suoi schemi e dei costruttori Barbier-Bernard e Tourenne, tecnici dì Parigi che ne realizzavano le parti.
Personalmente Naessens si concentrò sulla manipolazione elettrica delle sorgenti d'illuminazione. Lo strumento che ne uscì fu chiamato SOMATOSCOPIO. Grazie ad esso i campioni potevano essere ingranditi da 20.000 a 30.000 volte! Molto al disopra del limite di 2.500 ingrandimenti disponibili con i microscopi tradizionali.
Oggi, sappiamo che con la microscopi a elettronica si ottengono ingrandimenti ancora più elevati ma in questo caso i soggetti da osservare sono "morti" perché posti in camere criogeniche a temperature bassissime. Invece, il Somatoscopio permette visioni ad ingrandimenti elevatissimi di materia "viva", consentendo di osservarne le tipologie e le anomalie.
Teoricamente il Somatoscopio mescola la luminosità di due sorgenti di luce ortogonali (una lampada al mercurio ed una alogena).
La luce delle due sorgenti entra in un tubo di vetro a 90° l'una dall'altra.
Come i raggi si incontrano l'onda portante che ne risulta attraversa il tubo luminoso con attorno due campi magnetici a 90° l'uno dall'altro, in tipica formazione scalare. Come la luce attraversa il tubo, passa attraverso un filtro che la trasforma in un raggio monocromatico. Il raggio passa poi attraverso una grossa bobina che circonda il tubo. Il campo magnetico della bobina divide il raggio in numerosi raggi paralleli fatti passare attraverso una cella di Kerr che incrementa la frequenza dei raggi prima che raggiungano il soggetto in esame. Questa luce, composta da una portante e da radiazioni nello spettro dell'ultravioletto mescolati assieme, stimola il materiale biologico da esaminare nel Somatoscopio fino al punto da fargli emettere la sua luce propria.
Questa è la chiave per capire la risoluzione estremamente elevata raggiungibile con l'apparato di Gaston Naessens.
Il Somatoscopio ha permesso di scoprire l'importanza dei colori e la loro relazione con il materiale in osservazione. Le lunghezze d'onda della luce generata sono in relazione con le dimensioni e lo stato di salute della cellula in esame.
Ad esempio, i globuli rossi del sangue variano dal giallo/verde all'arancio (da 540 a 580 nano metri) mentre quelli bianchi sono ricchi di blu/violetto (da 490 a 510 nm).
Esposizioni a materiale tossico, anche in quantità minime, provocano significativi cambiamenti del colore. Perfino quantità considerate "sicure" di materie tossiche come il mercurio e l'alluminio degli amalgami dentali causano grandi variazioni nei globuli rossi, come chiaramente documentato nei filmati che abbiamo potuto visionare sul funzionamento del Somatoscopio.
La debolezza di un sistema immunitario può dipendere da numerose ragioni, tra le quali: l'esposizione all'inquinamento chimico, le radiazioni ionizzanti, i campi elettrici, la scarsa nutrizione, i traumi, gli shock, la depressione e tante altre.
Nel lungo e sconosciuto capitolo della storia della scienza già cento anni or sono vi fu un'accesa controversia tra Louis Pasteur e Antoine Bechamp.
Quest'ultimo noto professore di fisica, tossicologia, chimica medica e biochimica sosteneva di avere scoperto i microenzimi (sottili, fermenti) che erano caratterizzati dalla presenza di minuscoli corpi nella loro soluzione di fermentazione.
Dopo anni di studi, Bechamp concluse che questi microenzimi erano più importanti nella vita che non le cellule. Perfino con i suoi primitivi strumenti osservò che i microenzimi subiscono drammatiche trasformazioni durante il loro ciclo di vita.
Dopo anni di tensioni e diatribe anche Pasteur, alla fine della sua vita, riconobbe le ragioni dell'amico-rivale.
Così, il dottor Naessens ha identificato un'analoga forma vivente, subcellulare, auto-riproducente e ultra-microscopica che ha denominato SOMATIDE (corpo sottile).
Questa nuova particella può essere coltivata al di fuori del corpo dell'ospite. La particella ha un ciclo di vita pleomorfico (che cambia forma), suddiviso in sedici stadi.
Solamente i primi tre stadi del ciclo sono normali.
Si scoprì che quando il sistema immunitario è indebolito o danneggiato i somatidi avanzano per gli altri tredici stadi.
Incredibilmente le ricerche di Naessens hanno evidenziato l'associazione delle malattie degenerative (reumatismi, artriti, sclerosi multiple, eczemi, tumori e AIDS) con lo sviluppo di forme nel sedicesimo stadio del ciclo patologico.
La capacità di associare la malattia a specifici stadi consente a Naessens di pre-diagnosticare le condizioni in anticipo rispetto al momento in cui si presentano i sintomi clinici.
Le ricerche di Naessens sono culminate con lo sviluppo del 714X, un composto enzimatico che aiuta il sistema immunitario nel suo lavoro di protezione del corpo.
Il 714X è derivato dalla canfora e viene iniettato per via interlinfatica (pratica che la comunità medica considera impossibile).
Troviamo così molti pazienti che imparano come somministrarsi il medicamento da soli attraverso i nodi linfatici.
Quando viene correttamente somministrato il 714X stabilizza e rafforza il sistema immunitario, questo consente al sistema di funzionare eseguendo correttamente il suo lavoro di controllo delle malattie nell'organismo. In altre parole, il cancro viene trattato come un'infezione, non una condizione della cellula.
Come Bechamp e Rife prima di lui, Gaston Naessens ritiene inequivocabilmente che "i germi non sono la causa ma, il risultato del male". Il 714X non può comunque aiutare tutti i malati, specialmente quando vi è stata in precedenza un'intensiva terapia chemio o radio, perché queste ultime compromettono le capacità del sistema immunitario e le altre risorse del fisico.
"Sono riuscito a ricostruire il ciclo vitale delle forme nel sangue - dichiara Naessens - e questo consente una totale nuova comprensione delle basi della vita.
Quello di cui parliamo è una biologia completamente nuova dalla quale sono derivate benefiche applicazioni pratiche per la gente che soffre".
Queste scoperte hanno messo Naessens in conflitto con la corporazione medica e nel giugno 1989 sono iniziati al tribunale di Sherbrooke nel Quebec in Canada, attuale luogo di residenza e di lavoro del professionista, una serie di processi a seguito di azioni legali promosse dalle lobby della medicina nord-americana.
Ma fino ad ora, nonostante un corollario di pesanti e squallidi episodi di pressione e interferenza da parte di apparati privati e istituzionali, i verdetti hanno sempre dato ragione al dottor Naessens.
Le udienze sono state caratterizzate da un'imponente presenza spontanea di ex-malati provenienti da tutto il mondo che i collegi giudicanti hanno ritenuto vere e proprie prove viventi sull'efficacia della metodologia di Gaston Naessens.
Tra i testimoni numerosi medici, in passato "tradizionali", che ammalati di cancro loro stessi oppure i loro familiari avevano potuto verificare personalmente la validità di questa terapia curativa ricavata dallo studio accurato dell'ultrapiccolo.
Comunque, essendo Naessens biologo, e non medico, ha sempre evitato contatti diretti con gli ammalati accettando, come corretta prassi deontologica, i rapporti soltanto con i medici.
Le sue ricerche non si sono fermate al 714X: recentemente ha perfezionato un altro rimedio dedicato all'AIDS chiamato ANA-10.
Inoltre, per agevolare un'analisi del sangue più accurata, con la microscopia a campo oscuro, il Cose (Centre Somatidienne de l'Estrie), fondato da Naessens, ha messo a punto un condensatore applicabile a qualunque microscopio professionale che consente di ottenere una visione estremamente definita, in particolare se vengono utilizzate sorgenti d'illuminazione al mercurio o miste.


"114X E ANA-10, LA MIA FORMULA CONTRO CANCRO E AIDS"

In teoria, il trattamento di Naessens contro l'AIDS si effettua in due fasi: prima la rigenerazione del sistema immunitario del corpo con il prodotto 714X e poi l'eliminazione del virus con l'ANA-10.
L'azione anti-virale del 714X sembra molto importante nel caso di certi tipi particolari di virus. Nel caso di tumori, il 714X è assimilato selettivamente dalle cellule tumorali. Sembra avere il potere di impedire la secrezione di tossine a partire dalle cellule cancerogene saturando le di azoto. Questo prodotto non attacca per niente le cellule tumorali: non fa che modificarne la natura della loro secrezione, in modo tale da ridurre la loro azione paralizzante sul sistema immunitario.
Si è osservato che sui malati di cancro trattati con il 714X la riduzione dell'effetto paralizzante permette al sistema immunitario di eliminare attivamente le cellule tumorali e di sopprimere le masse di tessuto tumorale.
Non sempre si ottiene la sparizione completa del tumore ma questo viene confinato in uno stadio «inattivo », ben controllato dalle difese cellulari e umorali. L'azione anti-tumorale di questo prodotto è efficace sulla gran parte dei tumori, il suo inconveniente è la difficoltà di diffusione in certe parti del corpo come ad esempio la barriera emato-meningea: ciò lo rende meno interessante per il trattamento dei tumori al cervello.
Moltissimi pazienti classificati come terminali sono invece riusciti a vivere contro tutte le previsioni dei medici.
Ammalati di AIDS in fase terminale che in genere soffrivano di sindrome di Kaposi e di altre degenerazioni avanzate hanno dichiarato di aver ritrovato una salute perfetta dopo la terapia col 714X e il suo complemento per l'AIDS, il prodotto ANA-10.
Quest'ultimo, la cui composizione è ancora riservata per ragioni di brevetto, è composto da varie sostanze tra cui il «metanal». Viene iniettato per via venosa diffondendosi immediatamente nel sistema e penetrando per via intracellulare attraverso tutti il corpo. VANA-IO contiene un solvente lipido che permette una penetrazione tale da dissociare certi tipi di capsule virali, disattivando anche i virus liberi.
La sua azione principale sarà quella di fornire un'ambiente chimicamente ostile allo sviluppo dei virus e probabilmente d'iniziare la trancriptasi inversa. Gli effetti dell'ANA-IO sui globuli bianchi possono essere rilevati dal -controllò delle cellule T4.
Dopo l'inizio del trattamento il contagio diminuisce in seguito all'eliminazione delle cellule infette, ma ritorna in seguito a livelli normali. Anche il contagio delle cellule polimorfonucleate diminuisce nel breve periodo iniziale per poi ritornare a livelli normali.

Bibliografia

Libri:

  • Christoper Bird "Le Galilée du Microscope", Les Presses de l'Universitè, Québec, Canada-1990
  • Christopher Bird "The persecution and trial of G. Naessens", H.J.Kramer Inc.,Tubron, California-USA 1991.
  • Raymond K. Brown "AIDS, Cancer and the medicai establishment", R.Spelier Pub. NY-USA 1991 .


Video lezioni:

  1. Somatid theory, the basico
  2. Somatidian Orthobiology.
  3. AIDS and the somatidian theory.


Periodici:

  • BiofTech News, vari articoli nel 1993
  • International Journal of altern. & complem. medicine, jan. 1992
  • American Clinical Products Review, nov. 1987
  • SIMILlA Newsletter, jan-feb.1992 vol. 1 n°2
  • Townsed letter for doctors, may 1991, n°9