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Lettere: Ospedali radioattivi

Numero Nexus #30
Pagine 10 (inserto italiano)
Data di uscita luglio-agosto
Anno 2000
Autore Roberto De Bortoli


Ospedali nucleari? Così sembrerebbe: una volta si pensava che le scherma ture degli ospedali fossero costituite da piombo, metallo pesante che serviva egregiamente per isolare i reparti dove si svolgevano attività diagnostiche attraverso sorgenti radioattive. Ma da qualche tempo questa tendenza sta cambiando: (come riportato nel numero 25 di Nexus, ndr) l'Osservatorio Etico Ambientale (QEA) ha denunciato nel marzo scorso la criminale presenza di uranio impoverito (UI) nelle schermature degli ospedali di tutta Italia (a Trieste si calcola che nell'Ospedale Maggiore siano stati utilizzati 30 chilogrammi di uranio nelle pareti). In particolare l'UI viene adoperato per controlli non distruttivi, ed in vari impieghi medici come gli apparecchi per varie terapie (Telcobaltotera pia, High Dose Rate Terapy - HDR, Low Dose Rate Therapy - LDR), nelle sale raggi X.
L'uranio impoverito è piroforico, e come tale tende ad autoincendiarsi. Se gli ospedali di Ancona e dintorni dovessero subire altri attentati, e per caso malaugurato le strutture in cui sono depositati gli schermi all'UI dovessero prendere fuoco, assisteremo ad una con taminazione radioattiva all'interno delle città con conseguenze gravissime e che si trascinerebbero per centinaia di anni. Una con taminazione che per i «soliti noti» non è più grave di quella di un orologio al quarzo, per altri l'UI non fa niente, poi capita com ‘è successo con i veterani del Golfo o come sta succedendo anche ai reduci del Koso vo: la insorgenza nei soggetti più esposti di leucemie, tumori, malformazioni genetiche.
Gli Ospedali di Ancona sono stati monitorati? Sono stati fatti dei controlli all'interno ed all'esterno delle scherma ture delle sale, per vedere se gli schermi sono intatti? La popolazione è stata avvertita del pericolo? I giornalisti che fanno i servizi lo sanno? Le forze dell'ordine e i vigili che si sono recati all'interno della struttura ospedallera sono stati avvisati?
I pazienti dell'ospedale e tutti gll operatori sanitari ne sono al corrente?
Non ci piace l'allarmismo e neppure il catastrofismo: vorremmo aver torto piuttosto che aver ragione. Ma come i militari in guerra si occupano di fronteggiare il «caso peggiore», cosi anche noi in tempo di pace dobbiamo considerare come prevedere il «caso peggiore». Occuparsi del peggio significa saper intervenire prima. Cioè saper prevenire. Il valore positivo della protezione civile e della scienza stanno proprio in questo: prevedere i rischi per evitare le catastrofi.
Occuparsi del rischio «Nucleare» non comporta l'adesione ad una tendenza politica. Il pericolo degli Ospedali Nucleari non è di centro, nè di destra, nè di sinistra ma è un problema di tutti i cittadini, È un nostro dovere anche essere responsabili verso le future generazioni.
È nostro dovere consegnare ai nipoti dei nostri nipoti un futuro vivibile.
Costruire un Futuro Nucleare lascia invece in eredità i problemi da noi creati e non risolti.

Cordialmente
Roberto De Bortoli
Osservatorio Etico Ambientale (QEA) http://stop-u238.i.am
e-mail: stopu238fvg@tin.it