Circondati come siamo da prodotti tossici, è importante che analizziamo le loro etichette, prendiamo nota dei loro effetti sulla salute e li abbandoniamo a favore di sostituti sicuri.




Prodotti velenosi, etichette ingannevoli

Numero Nexus #30
Pagine 21-26
Data di uscita luglio-agosto
Anno 2000
Fonte Nina Silver, PhD © 1999
190 Kripplebush Road Stone Ridge, NY 12484, USA Tel: +1 (914) 687 0963
E-mail: nina@bestweb.net

Indice


Che cosa sono i veleni e dove si trovano

La tabella che segue è stata preparata in parte con l'ausilio di svariate visite al supermercato e presso empori di alimenti biologici nonché tramite una serie di fonti [vedere riferimenti e fonti alla fine dell'articolo], tuttavia vorrei stimolare i lettori a svolgere ricerche in proprio. La tabella elenca categorie di veleni comuni, i loro effetti sugli esseri umani, in quali tipi di prodotti si possono trovare ed esempi di prodotti specifici [perlopiù di origine americana].
Poiché tale tabella è di carattere riassuntivo, vi sono diversi punti che desidero chiarire.
Risulta difficile tenere il conto di tutte le nuove sostanze chimiche che vengono continuamente elaborate. La sezione "Pesticidi" elenca soltanto una frazione di una percentuale dei pesticidi in cui ci imbattiamo nella vita di tutti i giorni.
Analogamente, la colonna dei "Prodotti" fornisce solo un piccolo campione dei prodotti di marca che contengono un dato additivo; se un prodotto di marca non è elencato, questo non significa che sia privo di additivi chimici ma riflette piuttosto i limiti di spazio di questo articolo e la difficoltà di decifrare che cosa vi è in realtà nei prodotti in quanto le etichette sono assai imprecise. Per esempio, le etichette di certi detergenti (come Mop & Glo) sono talmente vaghe che sono costretta ad affidarmi ad altri ricercatori per specificarne i contenuti. Lestoil è presente in molte più categorie di veleni non perché gli altri prodotti siano sicuri, ma perché il Lestoil è uno dei pochi detergenti i cui ingredienti sono elencati in modo chiaro sull'etichetta. La mia inclusione di alcuni prodotti di marca e non di altri non intende in alcun modo selezionare singole ditte o prodotti.
La categoria di veleni denominata "coloranti" viene ampiamente usata negli alimenti così come nei detergenti domestici e nei cosmetici. Li menziono, tuttavia, perlopiù in rapporto ad articoli non-alimentari e, sebbene sia fondamentale evitare tutti gli alimenti colorati con coloranti sintetici, un'approfondita discussione sugli additivi degli alimenti esula dalle finalità del presente articolo; per ulteriori dettagli su coloranti, medicinali, ormoni ed aromi presenti nei cibi potete fare riferimento a A Consumer's Dictionary of FoodAdditives di Ruth Winter, a The Safe Shopper's Bible di Steinman ed Epstein ed a The Mirage of Safety di Beatrice Trum Hunter. Nello svolgere questa ricerca, ho cercato di rappresentare in modo adeguato i prodotti che si trovano nei supermercati così come quelli degli empori biologici, onde sconfessare l'idea secondo cui gli articoli degli empori biologici sono completamente esenti da rischi.
Poiché questa tabella ha carattere riassuntivo, non tutte le sostanze chimiche elencate nella prima colonna provocano tutti i sintomi elencati nella colonna "Effetti sull'Organismo"; vi è comunque un elevato livello di sovrapposizione. La classe di sostanze chimiche denominate "solventi" provoca tipi di danno simili e lo stesso vale per i detergenti, etc. Singole tossine di un particolare gruppo nell'immediato possono risultare meno pericolose di altre ma, in generale, tutte le sostanze chimiche che si comportano in modo simile inducono sintomi degenerativi e condizioni patologiche simili. Man mano che leggerete la tabella, le differenze fra singole sostanze chimiche perderanno sempre più importanza, così come le differenze fra le categorie dei veleni; tutte/i quante/i provocano danni gravi, quando non mortali.
Alcuni dei rapporti più contraddittori riguardano i relativi pericoli presentati dai detergenti. Winter scrive che il solfato di sodio laurel è soltanto irritante per la pelle; Steinman ed Epstein dichiarano che esso risulta anche pericolosamente irritante per gli occhi e le membrane mucose e Vance si spinge anche oltre, facendo riferimento a degli studi giapponesi che evidenziano un danno al DNA. Hunter (il cui libro sfortunatamente è fuori commercio) ci informa che tale sostanza chimica può anche influire sull'assimilazione di numerosi componenti degli alimenti, fra cui il glucosio e la metionina (un amminoacido) - considerazione rilevante quando vi rendete conto che il tensioattivo è un ingrediente primario delle comuni paste dentifricie e che viene spesso ingerito. Soltanto Hunter fornisce delle statistiche sulla quantità massima in parti per milione (ppm) in base alla quale un additivo può essere presente in un composto prima che venga considerato pericoloso. Il solfato di sodio laurcì è ritenuto essere sicuro nella quantità di 10.000 ppm. Questo potrebbe essere il motivo per cui la maggior parte degli altri autori lo difendono, sebbene si ponga la seguente domanda: Quanto deve essere velenosa una sostanza chimica prima che ne venga riconosciuta la pericolosità? Come per il solfato di sodio laureth, che si presume sia una forma più leggera del solfato di sodio laurel e di conseguenza più accettabile: Winter ritiene che il solfato di sodio laureth non sia dannoso; Steinman ed Epstein scrivono che sebbene il solfato di sodio laureth sia in qualche misura più leggero del solfato di sodio laurel, esso rimane ancora pericoloso perché contiene composti cancerogeni mentre Vance riporta la presenza di un pericoloso etere che causa dermatiti. Vi sono molti altri detergenti sintetici che Steinman ed Epstein riportano come sicuri ma che sono considerati tossici da Vance (Hunter ha concentrato la sua attenzione sugli additivi degli alimenti).
In merito alla sicurezza delle sostanze chimiche, quindi, poiché la loro pericolosità viene quasi sempre sottovalutata, ho scelto di sottoporvi le informazioni più infauste. Piuttosto che giudicare prevenuta la mia scelta è più realistico ricordare che le ditte produttrici:

  1. Sono in affari per guadagnare denaro;
  2. Elaborano in continuazione nuove sostanze chimiche e nuovi prodotti per aumentare i profitti;
  3. Sono responsabili dell'esecuzione dei propri controlli di sicurezza;
  4. vengono ritenute attendibili dalle nostre autorità di regolamentazione nel riportare in modo veridico i rischi presentati dai loro prodotti.

In base a questi regolamenti rilassati, è attendibile che i dati negativi vengano riportati? La domanda è retorica. Se le ditte non avessero nulla da nascondere, non sarebbe necessaria l'esistenza delle organizzazioni "cane da guardia" né queste intenterebbero causa per lesioni personali e omicidio colposo. E importante ricordare che gli stessi test (anche se vengono eseguiti con le migliori intenzioni ed accuratamente registrati) non sono designati a produrre dati che gli esseri umani possono facilmente utilizzare.
Hunter ha scritto: "Chi esegue il test spera di trovare un livello al quale si verifichi un effetto tossico, in modo che sia possibile definire una 'dose sicura' ad un livello inferiore in cui questi effetti non si riscontrano."
Con la nostra attuale conoscenza, questo concetto appare semplicistico. Ora noi ravvisiamo che possono essere provocati molti effetti avversi che attualmente si trovano al di sotto della soglia di percezione e che potrebbero non manifestarsi per 20, 30 o persino 40 anni - momento in cui la causa potrebbe risultare del tutto indeterminabile. Di conseguenza, uno dei principi base della tossicologia tradizionale - il mito della "dose sicura" - deve essere abbandonato.[1] Inoltre è impossibile estrapolare risultati di test da animali ad esseri umani. Non solo la sperimentazione su animali è crudele; se poi specie diverse di topi, quando sia stato somministrato loro del veleno per via orale o tramite iniezione, fanno registrare risposte del tutto opposte, come possiamo sapere con certezza le modalità di reazione di un essere umano alla stessa sostanza chimica? La realtà è che i nostri organismi non sono mai stati predisposti a ingerire o trasformare sostanze chimiche sintetiche; è meglio peccare per eccesso di prudenza ed evitare del tutto tali sostanze.
Molti lettori potrebbero trovare la tabella sconvolgente, ma purtroppo corrisponde al vero. Fino a quando le nostre leggi sull'etichettatura non verranno cambiate e le autorità preposte alla regolamentazione non faranno il loro lavoro, la gente continuerà ad essere abbindolata - e ad ammalarsi.

Cosa si può fare per evitare i veleni

I cittadini stanno domandando più che mai di avere il controllo su ciò che c'è nel cibo che mangiano, l'acqua che bevono, i prodotti che usano. Mi sono recata ad incontri cittadini per protestare contro i progetti del mio governo locale di spruzzare pesticidi ai lati delle strade, sottolineando che i tagliasiepi vanno più che bene. Alcuni intentano cause legali contro le principali corporazioni in quanto queste cercano di nascondere la tossicità dei loro prodotti, mentre altri ancora notano la relazione fra la discarica di rifiuti tossici vicino a casa ed un astronomico aumento dei casi di cancro - ed informano la stampa.
I regolamenti che esistono presentano delle scappatoie assurde e le industrie chimiche se ne approfittano. Non possiamo più fare affidamento sul governo affinché controlli il grande business poiché il governo stesso è diventato grande business.
Sta dunque a ciascuno di noi farsi carico della propria salute e del proprio benessere; ecco alcuni suggerimenti su come possiamo restituire vitalità a noi stessi ed al nostro ambiente.

1. Prendete nota delle vostre reazioni ai vari prodotti

Uno dei miti più insidiosi che dobbiamo imparare a superare è tutto nella mia testa". Mi riferisco alla vertiginosa varietà di sintomi che la gente può sviluppare a causa dell'esposizione ai veleni.
Troppo spesso le persone ignorano quello che il proprio organismo sta dicendo loro perché semplicemente non riescono a credere che una sostanza velenosa venga usata in modo così cospicuo sul mercato. In questo caso la persona conferisce maggiore credibilità ad un'idea instillata da un'autorità esterna più che alle proprie esperienze e risposte.
Alcuni individui trovano utile tenere un diario scritto relativo alle date della loro esposizione a sostanze chimiche e, poiché essi potrebbero non constatare nell'immediato un legame fra l'esposizione e problemi successivi, tale diario può rivelare eventuali schemi con l'andare del tempo.
Altri ravvisano all'istante quando stanno reagendo a sostanze chimiche tossiche: starnutiscono quando fanno il bucato, vengono colpiti dall'orticaria dopo essersi applicati una crema per il viso, hanno la nausea dopo avere malato del deodorante per ambienti oppure lacrimano quando lavano il pavimento della cucina. Prestate attenzione a queste reazioni! Esse rappresentano il modo con cui il vostro organismo vi avverte che qualcosa non va. Più prestate attenzione a queste reazioni e rifiutate di impedire che accedano alla vostra coscienza, e più imparerete a convincervi che non siete pazzi a focalizzarvi su qualcosa di "banale" o "insignificante".
Che l'industria neghi e ridicolizzi le reazioni delle persone alle sostanze chimiche fino a quando il problema non raggiunge dimensioni di massa, è cosa abbastanza comune. Migliaia di persone, però, reagiscono negativamente a detergenti, ad additivi alimentari, a medicinali, alla discarica sotto casa; persone a cui non è stata specificamente diagnosticata una sensibilità chimica multipla (MCS) possono nondimeno risultare chimicamente sensibili; perché aspettare fino al momento in cui i sintomi si trasformano in una malattia più grave e in pieno corso?

2. Studiate le etichette dei prodotti

A causa delle nostre vaghe ed incomplete leggi sull'etichettatura, spesso risulta impossibile stabilire che cosa vi è esattamente in un dato prodotto. Alcuni prodotti (soprattutto i detergenti) riportano degli avvertimenti - spesso molto intimidatori - in quanto essi sono davvero pericolosi. Il detergente da bagno Lysol, il cui ingrediente principale è una soluzione alcalina altamente caustica, recita recisamente (in parte): "Pericolo: Corrosivo - provoca bruciature chimiche". L'etichetta del detergente Fantastik, poi, dopo aver avvisato il consumatore di avvertire un medico se il prodotto dovesse venire a contatto con gli occhi o con la pelle, dice: "L'uso è sconsigliato a persone con problemi di tipo cardiaco o respiratori come asma, enfisemi o affezioni polmonari ostruttive."
Ora che conoscete i rischi presentati da un prodotto che avverte soltanto di "Non ingerire", non vi è alcuna giustificazione per acquistarlo, così come non ve ne è alcuna per comprare prodotti i cui avvertimenti sono ancora più espliciti. Leggete tutto quanto prima di acquistare. Evitare di comprarli, tenerli in casa o usarli potrebbe salvare la vostra vita e quella dei vostri familiari, amici o animali domestici.

3. Fate valere i vostri diritti legali per richiedere l'MSDS

L'unico documento che riporta il più esaurientemente il grado di tossicità delle sostanze chimiche, nonché quali tipi di misure di sicurezza sono necessarie per maneggiarle, raramente viene visto dai consumatori. Negli Stati Uniti, tutte le industrie che producono sostanze potenzialmente pericolose - siano queste ingredienti singoli oppure una miscela di essi come avviene in un detergente per bagno - sono obbligate dall'Ente per la Salute e la Sicurezza Occupazionale (OSHA) gestito dal governo a redire un Foglio Dati sulla Sicurezza del Materiale (MSDS). Questo documento con valore legale prende in considerazione vari aspetti relativi alla sicurezza di un prodotto: É infiammabile? Emette fumi tossici? É irritante per gli occhi o per la pelle? È velenoso se ingerito e, in tal caso, quale quantità risulta letale? Come dev'essere eliminato? E sicuro se disperso nell'ambiente? Risulta chimicamente stabile; cioè, si decompone o reagisce in qualche modo al caldo o al freddo?
Rilascia altre sostanze chimiche tossiche come esito della sua disgregazione? L'industria in genere non offre spontaneamente queste informazioni al pubblico e la maggior parte dei consumatori non sa che questa documentazione esiste né che ha il diritto legale di richiederla.
Contattate la ditta che produce il vostro sapone, shampoo, cosmetici, detergenti o vernici e richiedete una copia dell'MSDS; richiedete al vostro supermercato o emporio biologico locale di affiggere i dati in modo visibile; spedite al vostro rappresentante locale copie dell'MSDS unitamente ad altra documentazione relativa ai pericoli rappresentati dalle sostanze chimiche.

4. Usate sostituti sicuri al posto dei veleni

Se ci tenete alla salute e siete propensi ai metodi innovativi, sicuramente desidererete liberarvi degli articoli contenuti nel vostro armadietto delle medicine e sostituirne la maggior parte (se non tutti) con rimedi omeopatici o erboristici che, generalmente, risultano molto più efficaci e di gran lunga più sicuri dei veleni che trovate nei normali empori.
Fornire informazioni dettagliate su come sostituire i prodotti di sintesi esula dallo scopo di questo breve saggio, quindi fate per conto vostro qualche ricerca sull'omeopatia e sulle erbe; su queste ultime comunque due ottimi testi sono How To Be YourOwn Herbal Pharmacist di Linda Rector-Page e The Scientific Validation of Herbal Medicine di Daniel B. Mowrey.
Potete apprendere una gran quantità di cose sui rimedi naturali e sulle alternative alle sostanze tossiche semplicemente visitando un buon emporio biologico, anche se potreste desiderare ben pochi fra gli articoli per l'igiene personale e probabilmente nessuno dei detergenti che trovate lì. La maggior parte dei detergenti venduti nei negozi biologici sono velenosi ed alcuni cosmetici e creme per mani sono simili a quelli che si trovano negli empori della grande distribuzione, sebbene contengano meno additivi e siano migliori al tatto e generalmente all'olfatto rispetto ai loro corrispondenti più diffusi. Coloro che desiderano il vantaggio di articoli per l'igiene personale già pronti, prodotti su scala commerciale e più o meno sicuri possono volere acquistare prodotti della ditta americana Aubrey Organics (che produce anche cosmetici) e della società internazionale Weleda, Inc., che produce anche fantastici medicamenti omeopatici (molti dei quali disponibili solo su prescrizione medica). È difficile trovare prodotti e cosmetici per la cura della pelle soddisfacenti e non contaminati e quasi impossibile individuare detersivi efficaci privi di veleni.
I pericoli dei candeggianti sono ben documentati. Uno dei segreti meglio mantenuti per candeggiare e pulire è il perossido di idrogeno (acqua ossigenata, ndt) (H2O2), il quale come germicida è sia sicuro sia assai efficace perché, chimicamente, l'H2O2 si scinde in acqua (H2O) e ossigeno (O1) - che è noto per uccidere molti tipi di batteri, virus e funghi. Il perossido di idrogeno di qualità alimentare viene utilizzato come medicinale, per l'agricoltura e l'allevamento, nonché nelle industrie alimentari ed elettroniche. Voglio sottolineare che l'unico perossido di idrogeno ccettabile è quello di qualità alimentare; l'H2O2 non di qualità alimentare, del tipo che si trova negli empori e nei supermercati, è immotivatamente trattato con pericolosi stabilizzanti ed altri additivi.
Anche la diluizione del perossido di idrogeno riveste un'importanza fondamentale. L'H2O2 degli empori è sufficientemente diluito ad una concentrazione del 3% sebbene, come ho già detto, non è sicuro a causa degli additivi. Il sei per cento di perossido di idrogeno, componente principale di Clorox 2, risulta caustico per la pelle (e contiene additivi). L'H2O2 di qualità alimentare solitamente viene venduto alle persone ad una concentrazione del 6%, alla quale si aggiunge altrettanta acqua per ottenere una sicura soluzione al 3%. La concentrazione al 35% o al 50% di H2O2 di qualità alimentare brucia la pelle, acceca se viene gettato sugli occhi e, se ingerito, può uccidere; nondimeno, il perossido di idrogeno di qualità alimentare, se maneggiato correttamente alla diluizione appropriata, non solo è sicuro ma anche giovevole.
Vi è un'importante differenza fra gli effetti caustici dell'H2O2 e gli effetti caustici dei veleni quali neurotossine o petrolchimici. Anche se aggiunti ad acqua o ad altre sostanze benefiche, le neurotossine ed i petrolchimici risultano inerentemente letali. Le loro molecole possono essere più sparpagliate, tuttavia questo non diminuisce la loro natura essenzialmente tossica; ad una concentrazione inferiore essi continuano a storpiare e uccidere. Il perossido di idrogeno di qualità alimentare, d'altra parte, muta la sua qualità in diluizioni più leggere, così come quando viene disperso in acqua. (Una fonte informativa per l'H2O2 di qualità alimentare è Family Health News, 9845 NE 2nd Avenue, Miami Shores, FL 33138, USA, tel. +1 303 759 8710.).
Per i lavaggi in generale, l'unico preparato commerciale che io conosco, che è realmente sicuro e pulisce davvero bene (elimina dai vestiti persino macchie di benzina, olio, inchiostro e sangue) è il Planet Solutions Multi-Purpose. Il Foglio Dati sulla Sicurezza del Materiale fornito dalla ditta è impressionante: la soluzione è stabile a tutte le temperature, non è infiammabile, non irrita la pelle o gli occhi, non emette fumi tossici e non si scinde in, né reagisce con, altre sostanze chimiche. La sezione del MSDS relativa alle "Misure di Primo Soccorso" afferma che non vi è alcun livello di tossicità, sia che il fluido venga a contatto con la pelle o con gli occhi oppure che venga malato o ingerito; poiché il prodotto non è classificato come detergente ed è realmente sicuro, sull'etichetta non vi sono avvertenze.
Planet Solutions è composto da amminoacidi, minerali, enzimi ed elementi vegetali provenienti da piante commestibili a foglia verde e piante da semi e non contiene assolutamente detergenti, solventi, pesticidi, fragranze, coloranti, materie plastiche o additivi di qualche altro genere. Il fluido scioglie i grassi più elettricamente che chimicamente: le molecole, impregnate di una carica di ioni negativo-negativo, si avvolgono attorno alle molecole di olio e sporco piuttosto che interagire chimicamente con esse.
La soluzione in tal modo è adatta anche per lavare gli animali domestici e per l'igiene personale (io la uso anche per le infiammazioni cutanee). (Per avere campioni di Planet Solution a prezzo di costo telefonate al +1 719 689 5842, oppure scrivete all'indirizzo e-mail [stopthepoison@wsebtv.net stopthepoison@wsebtv.net])

5. Istruite la vostra famiglia, gli amici e i vicini

Iniziate con le persone che conoscete le quali potrebbero essere più ricettive ad ascoltare queste informazioni. Non rivolgetevi loro dicendo, "Lo sai che stai sbagliando tutto?", poiché ciò li farà soltanto sentire imbarazzate, indegne e le farà stare sulla difensiva; iniziate, invece, descrivendo quanto vi sentite meglio da quando non usate veleni e chiedete loro se si sono accorte di qualcosa di analogo a loro riguardo. Mentre spiegate come stanno avvelenando sé stesse, assicuratevi di proporre loro delle alternative a quello che stanno usando.

Un ultimo consiglio: non potete permettervi di essere indifferenti
Le nostre vite sono state irreversibilmente toccate dai vantaggi della tecnologia del nostro secolo, tuttavia siamo più malati di quanto non sia mai accaduto in precedenza; anche la nostra aria, acqua, suolo, flora e fauna sono malate.
La Terra può rigenerare sé stessa, con migliaia di anni a disposizione, ma gli esseri umani non dispongono di un tale arco di tempo. Nè possediamo la comparabile capacità di adattarci a condizioni sfavorevoli.
Coloro che sembrano essere al sicuro da disfunzioni del sistema immunitario hanno semplicemente una più elevata soglia di tolleranza all'avvelenamento chimico; è solo questione di tempo, prima che il nostro ambiente velenoso renda persone presumibilmente sane tanto malate quanto i propri consimili più sensibili.
Non temete di provocare onde e rovesciare la barca, sia che si tratti di istruire la vostra famiglia e i vostri amici,di fare pressioni sui vostri rappresentanti eletti affinché applichino leggi di etichettatura oneste, o di confrontarvi con i dirigenti delle industrie. Le persone sono diventate anestetizzate rispetto ai pericoli presenti intorno a loro; quando viviamo ogni giorno a contatto con qualcosa, siccome è così banale, allora pensiamo che sia normale e di conseguenza salutare, corretto ed appropriato. L'ordinarietà di una situazione, tuttavia, non la rende legittima né sicura; significa semplicemente che abbiamo dimenticato come pensare e sentire da noi stessi.
Proteggete voi stessi e i vostri cari; la vostra casa non deve più essere una discarica di rifiuti tossici.


Allegato: Tabella dei prodotti da evitare

Nota del Redattore

A causa di problemi di spazio, non siamo in grado di riprodurre il testo integrale dell’articolo dell'autrice, comprendente una tabella di 18 pagine elencante sostituti sicuri, il documento completo di 50 pagine rilegato a spirale dal titolo "The Politics of Poison", è disponibile presso l’autrice al costo di 15$ USA (spese incluse in USA; altrove contattate l'autrice per le spese di spedizione).

Note:

  1. Hunter, Beatrice Trumm, The Mirage of Safety: FoodAdditives and Federal Policy, Charles Scribner's Sons, New York, 1975, p.30.

Fonti e Riferimenti

  • Hampton, Aubrey, Natural Ingredients Dictionary, Organica Press (4419 North Manhattan Avenue, Tampa, Florida 33614), 1194; e lo Aubrey Organics Catalogue. (Per ricevere informazioni oppure ordinare i loro prodotti per la cura della pelle e l'igiene personale, chiamare 1-800-AUBREYH).
  • Household Hazards: A 7 Days Report, 7 Days, 25 gennaio 1989.
  • HEAL (Acronimo di Gruppo di Azione per l'Ecologia Umana che, come verbo, significa "guarire", ndt) è uno dei gruppi più noti per coloro che sono sensibili alle sostanze chimiche. Questa organizzazione pubblica una rivista trimestrale, ha una libreria e rappresenta un'eccellente fonte per i prodotti non-velenosi diffici li da reperire. (Per informazioni contattate HEAL, PO Box 29629, Atlanta, Georgia 30359-0629, USA, tel. +1 (404) 248 1898, email [healnatni@aol.com HEALNatnI@aol.com].)
  • Mott, Lawrie e Karen Snyder, Pesticide Alert: A Guide to Pesticides in Fruits and Vegetables, Sierra Club Books, San Francisco, 1987.
  • Mowrey, Daniel B., The Scientific Validation of Herbal Medicine, Keats Publishing, Inc., New Canaan, CT, 1986.
  • Murphy, Finbarr, Presidente della Weleda, Inc. Nel gennaio del 1999, Finbarr Murphy mi ha concesso un'intervista ed una visita al loro stabilimento di Congers, New York, che produce medicine omeopatiche e prodotti per la cura della pelle. (Per informazioni oppure per ordinare i loro prodotti, chiamare 1-800 289 1969.)
  • Rector-Page, Linda, How To Be Your Own Herbal Pharmacist, Crystal Star Herbs (20065 B Highway 108, Sonora, CA 95370, tel +1 209 532 0586), 1991.
  • Safe Food News, primavera 1995.
  • Saulson, Donald ed Elisabeth, A Pocket Guide to Food Additives, VPS Publishing (PG Box 2705-261, Huntington Beach, California 92649), 1991.
  • Steinman, David, Diet For A Poisoned Planet, Harmony Books, New York, 1990.
  • Steinman, David e Samuel S. Epstein, The Safe Shopper's Bible, Macmillan, USA, 1995.
  • "The Cosmetic Conspiracy", intervista alla cosmetista Linda Chaé apparsa su Natural Health & Fitness, estate 1998. (Per ricevere informazioni oppure ordinare i suoi prodotti Organic Essentials per la cura della pelle, chiamare 1-800 838 3637).
  • Vance, Judi, Beauty To Die For, ProMotion Publishing (tel 1-800 231 1776), San Diego, 1998.
  • Winter, Ruth, A Consumer's Dictionary of Food Additives, Three Rivers Press, New York, 1994, quarta edizione.
  • Zamm, Alfred V. e Robert Gannon, Why Your House May Endanger Your Health, Simon & Schuster, New York, 1980.

Note sull'Autrice

Nina Silver, accademica, è un'educatrice olistica alla salute, psicoterapeuta Reichiana e promotrice del cambiamento sociale. Le sue opere di poesia, narrativa e saggistica nei campi della psicologia, salute, femminismo, scienze naturali e metafisica sono state pubblicate a livello internazionale.