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Lungi dall’essere gli alimenti perfetti, i moderni prodotti a base di soia contengono antinutrienti e tossine che inibiscono la digestione e bloccano l'assorbimento di vitamine e minerali.



Tragedia e imbroglio - Il Terzo Simposio Internazionale sulla Soia

Numero Nexus #30
Pagine 13-19
Data di uscita luglio-agosto
Anno 2000
Fonte © 2000 di SaIIy Fallon E-mail:SAFallon@aol.com & Mary G. Enig, PhD E-mail: MGEnig@aol.com

Indice


Ogni anno, la ricerca relativa agli effetti dei componenti di soia e di fagioli di soia sembra aumentare in modo esponenziale. Tale ricerca, per di più, non si sta estendendo soltanto nella direzione delle aree di indagine primarie quali cancro, malattie cardiache ed osteoporosi; recenti scoperte indicano che la soia presenta potenziali benefici che potrebbero risultare più consistenti di quanto si pensasse in precedenza.


Così scrive Mark Messina, Accademico, Presidente Generale del Terzo Simposio Internazionale sulla Soia tenutosi a Washington, DC, nel novembre 1999.[1] Per quattro giorni, scienziati ben finanziati riuniti a Washington hanno fatto i loro interventi di fronte ad una Stampa ammirata e ai loro sponsor - United Soybean Board, American Soybean Association, Monsanto, Protein Technologies International, Central Soya, Cargilì Foods, Personal Products Company, SoyLife, Whitehall-Robins Healthcare ed i consigli dei produttori di soia dell'Illinois, Indiana, Kentucky, Michigan, Minnesota, Nebraska, Obio e South Dakota.
Il simposio ha segnato l'apogeo di una decennale campagna promozionale tesa a conquistare l'accettazione da parte dei consumatori di tofu, latte di soia, gelato di soia, formaggi di soia. salsicce di soia e derivati dalla soia, in particolare gli isoflavoni di soia come genistein e diadzen - composti tipo estrogeni trovati nella soia. Esso è coinciso con la decisione della Food and Drug Administration (FDA) statunitense, annunciata il 25 ottobre 1999, di permettere un'etichettatura sanitaria a favore dei prodotti "con basso contenuto di grassi saturi e colesterolo" che contengono 6,25 grammi di proteine di soia per porzione. Cereali da colazione, prodotti da forno, alimenti già preparati, impasti e sostituti della carne potevano da allora essere venduti dotati di etichette che declamavano i vantaggi per la salute cardiovascolare, fintantoché questi prodotti contenevano un cucchiaino colmo di proteina di soia ogni 100 grammi di porzione.


Commercializzare il 'cibo perfetto'

"Immaginate soltanto di poter coltivare l'alimento perfetto. Questo alimento non solo vi fornirebbe un nutrimento economico ma sarebbe anche delizioso e facile da preparare in una varietà di modi; sarebbe un alimento sano, privo di grassi saturi. In effetti stareste coltivando una virtuale fontana della giovinezza, indietro verso i vostri quaranta". L'autore è Dean Houghton, che scrive per The Furrow,[2] una rivista pubblicata da John Deere in 12 lingue. "Questo alimento ideale aiuterebbe a prevenire, e forse a far regredire, alcune delle più temute malattie del pianeta; potreste coltivare questa coltura miracolosa in una varietà di terreni e climi diversi. La sua coltivazione accrescerebbe e non esaurirebbe, la terra. ..questo alimento miracoloso esiste già... Si chiama soia".
Immaginate soltanto. Gli agricoltori hanno immaginato - e piantato più soia. Quella che una volta era una coltivazione minore, elencata nel manuale del Dipartimento statunitense dell'Agricoltura (USDA) del 1913 non come alimento ma come prodotto industriale, ora occupa 72 milioni di acri di terreno agricolo americano. Molto di questo raccolto verrà impiegato per alimentare polli, tacchini, maiali, mucche e salmoni, mentre un'altra grande parte verrà spremuta per produrre olio per margarina, grassi da cucina e condimenti per insalata.
I progressi tecnologici rendono possibile ricavare proteine di soia isolate da ciò che un tempo veniva considerato uno scarto di produzione - i frammenti di soia senza grassi, altamente proteici - e quindi trasformare qualcosa che si presenta e odora in modo terribile in prodotti che possono essere consumati da esseri umani. Aromatizzanti, conservanti, dolcificanti, emulsionanti e nutrienti sintetici hanno trasformato la proteina di soia isolata, il brutto anatroccolo della trasformazione di alimenti, in una Cenerentola New Age.
Il nuovo alimento da favola è stato commercializzato non tanto per il suo bell'aspetto quanto per le sue virtù. In precedenza i prodotti basati sulla proteina di soia isolata venivano venduti come contorni e sostituti della carne - una strategia che ha mancato di produrre la auspicata richiesta da parte dei consumatori. L'industria ha modificato il suo approccio. Un portavoce dell'industria ha detto: "Il modo più rapido di acquisire l'accettabilità di un prodotto nella parte meno ricca della società èquello di fare in modo che il prodotto in questione venga consumato per meriti propri da una parte più ricca della società."[3]
Così la soia ora viene venduta al consumatore di fascia alta non come alimento economico e proletario, bensì come una sostanza miracolosa che preverrà malattie cardiache e cancro, spazzerà via le vampe di calore, rafforzerà le ossa e ci manterrà giovani per sempre. I concorrenti - carne, latte, formaggio, burro e uova - sono stati debitamente demonizzati dagli, appositi enti governativi. La soia funge da carne e latte per una nuova generazione di vegetariani virtuosi. La commercializzazione costa, in particolare quando necessita di essere sostenuta dalla "ricerca", ma sono disponibili fondi in abbondanza. Tutti i produttori di soia pagano un'imposta obbligatoria dallo 0,5 all'1% del prezzo netto di mercato della soia. Il totale - qualcosa come 80 milioni di dollari USA all'anno[4] - va a sostegno del programma United Soybean teso a "rafforzare la posizione della soia sul mercato e mantenere ed espandere i mercati interni ed esteri per l'utilizzo della soia e dei prodotti di soia". I consigli di stato sulla soia del Maryland, Nebraska, Delaware, Arkansas, Virginia, North Dakota e Michigan stanziano altri 2,5 milioni di dollari per la "ricerca".[5] anche società private come la Archer Daniels Midland contribuiscono con la loro parte. Nell'arco di un anno la ADM ha speso 4,7 milioni di dollari per la pubblicità su Meet the Press e 4,3 milioni per quella su Face the Nation.[6] Le aziende di pubbliche relazioni aiutano a convertire i progetti di ricerca in articoli di giornale ed in testi pubblicitari, mentre gli studi legali premono per ottenere regolamenti governativi favorevoli. Il Fondo Monetario Internazionale finanzia impianti di trattamento della soia nei paesi esteri e le politiche di libero scambio fanno sì che l'abbondanza di soia si diriga verso destinazioni oltreoceano.
La pressione per un quantitativo maggiore di soia è stata inesorabile e globale nel suo raggio d'azione. La proteina di soia ora si trova nella maggior parte del pane da supermercato; essa viene usata per trasformare "l'umile tortilla, principale alimento messicano a base di mais, in una 'super-tortilla' arricchita di proteine che fornirebbe a circa 20 milioni di messicani che vivono in condizioni di estrema povertà un aiuto nutritivo".[7] La pubblicità di un nuovo pane arricchito con soia della Allied Bakeries in Gran Bretagna si indirizza a donne in menopausa che cercano sollievo alle caldane; le vendite stanno salendo ad un quarto di milione di pagnotte alla settimana.[8]
L'industria della soia si è assicurata i servigi della Norman Roberts Associates, un'azienda di relazioni pubbliche, per "avere un maggior numero di prodotti alla soia sui menu delle mense scolastiche".[9] La USDA ha replicato con la proposta di eliminare il limite del 30% all'uso di soia nei pasti scolastici, mentre il programma NuMenu ne permetterebbe, sempre in ambito scolastico, un utilizzo illimitato. Con la soia aggiunta ad hamburger, tacos e lasagne, i dietologi possono mantenere il contenuto complessivo dei grassi al di sotto del 30% di calorie, conformandosi così alle norme governative. "Gli studenti, con i prodotti alimentari arricchiti con soia, ricevono migliori porzioni di elementi nutritivi e meno colesterolo e grassi."
Il latte di soia ha segnato i guadagni più ingenti, salendo da 2 milioni di dollari nel 1980 ai 300 milioni dello scorso anno negli USA.[10] Recenti progressi nella lavorazione hanno trasformato la grigia, amara, inconsistente bevanda asiatica dal sapore di fagioli in un prodotto che i consumatori occidentali accetteranno - che ha il gusto del frullato al latte, ma senza il senso di colpa.
Miracoli di lavorazione, confezioni accattivanti, pubblicità massiccia e una strategia di mercato che evidenzia i possibili benefici del prodotto sullo stato di salute spiegano le crescenti vendite presso tutti i gruppi di età. Ad esempio, i rapporti secondo cui la soia aiuta a prevenire il cancro alla prostata hanno reso il latte di soia accettabile da parte degli uomini di mezza età; Mark Messina dice: "Per fare in modo che un individuo di età compresa fra 55 e 60 anni provi il latte di soia non dovete torcergli un braccio". Michael Milken, ex finanziere di titoli spazzatura, ha aiutato l'industria a perdere la propria immagine hippie con ben pubblicizzati incentivi a consumare giornalmente 40 grammi di proteina di soia. Oggi l'America, domani il mondo. Le vendite di latte di soia stanno aumentando in Canada, anche se lì esso costa il doppio di quello di mucca, mentre impianti di lavorazione del latte di soia stanno spuntando in luoghi come il Kenya.[11]Anche la Cina, dove in realtà la soia è un alimento da poveri e la cui popolazione ambisce ad avere più carne, non tofu, ha optato per la costruzione di fabbriche di soia in stile occidentale piuttosto che sviluppare praterie in stile western per far pascolare gli animali.[12]


Il lato oscuro di Cenerentola

La propaganda che ha creato il miracolo di vendita della soia è assolutamente la più notevole poiché, soltanto pochi decenni fa, la soia era considerata inadatta all'alimentazione - persino in Asia. Durante la Dinastia Chou (1134-246 a.C.) era indicata come uno dei cinque cereali sacri, insieme all'orzo, al frumento, al miglio e al riso. Il pittogramma della soia, risalente a tempi precedenti, tuttavia indica che essa non veniva impiegata principalmente come cibo; poiché laddove i pittogrammi degli altri quattro cereali mostrano la struttura dello stelo e del seme della pianta, il pittogramma della soia mette in rilievo la struttura della radice. La letteratura agraria del periodo cita di frequente la soia ed il suo utilizzo nella rotazione delle colture; in apparenza la pianta della soia inizialmente veniva usata come metodo per fissare l'azoto.[13]
La soia non ha rivestito funzioni alimentari fino alla scoperta delle tecniche di fermentazione, in qualche momento della Dinastia Chou. I primi alimenti di soia erano prodotti fermentati come tempeh, natto, miso e salsa di soia. In un periodo successivo, forse nel secondo secolo avanti Cristo, gli scienziati cinesi scoprirono che un passato di soia cotta poteva essere fatto precipitare con solfato di calcio o solfato di magnesio (gesso di Parigi o sale inglese) per ottenere un pallido, omogeneo caglio - tofu o caglio di soia; l'uso di prodotti di soia fermentati e precipitati ben presto si diffuse in altre parti dell'Oriente, in particolare in Giappone ed Indonesia.
I cinesi non mangiavano soia non fermentata, come invece facevano con altri legumi come le lenticchie, poiché la soia contiene grandi quantità di tossine naturali o "antinutrienti". Primi fra questi vi sono dei potenti enzimi inibitori che bloccano l'azione della tripsina e di altri enzimi necessari alla digestione delle proteine; questi inibitori sono grosse proteine strettamente serrate, che non vengono completamente disattivate nel corso della normale cottura. Esse possono provocare forti dolori gastrici, ridotta digestione delle proteine e deficienze croniche nell'assimilazione di amminoacidi; in test su animali, le diete ricche di inibitori della tripsina provocano ingrossamenti e stati patologici del pancreas, fra cui il cancro.[14]
La soia contiene anche emoagglutinina, una sostanza coagulante che provoca l'agglutinazione dei globuli rossi.
Gli inibitori della tripsina e l'emoagglutinina sono inibitori della crescita; topi appena svezzati nutriti con soia contenente questi antinutrienti non riescono a crescere normalmente. I composti inibitori della crescita vengono disattivati nel corso del processo di fermentazione; così non appena i cinesi scoprirono come far fermentare la soia, iniziarono ad includere alimenti di soia nel proprio regime alimentare. Nei prodotti precipitati, gli inibitori degli enzimi si concentrano nel liquido di immersione piuttosto che nel caglio; così, nel tofu e nel caglio di soia, gli inibitori della crescita vengono ridotti di quantità ma non eliminati del tutto.
La soia contiene anche gozzigeni - sostanze che riducono la funzione della tiroide.
La soia è ricca di acido fitico, presente nella pula e nella crusca di tutti i semi. Si tratta di una sostanza che può bloccare l'assimilazione di minerali essenziali - calcio, magnesio, rame, ferro e specialmente zinco - nel tratto intestinale. Sebbene non sia un termine familiare, l'acido fitico è stato approfondita-mente studiato e nella attuale letteratura scientifica esistono letteralmente centinaia di articoli sui suoi effetti. Gli studiosi sono generalmente d'accordo sul fatto che nei paesi del Terzo Mondo diete a base di cereali e legumi ad elevato tasso di fitati contribuiscono a diffuse carenze di minerali.[15] Le analisi dimostrano che calcio, magnesio, ferro e zinco sono presenti negli alimenti di origine vegetale consumati in queste aree ma che l'elevato contenuto di fitato delle diete a base di soia e cereali ne precludono l'assimilazione.
La soia presenta uno dei massimi livelli di fitato fra tutti i cereali e legumi studiati[16] ed i fitati presenti nella soia sono assai resistenti alle normali procedure di riduzione dei fitati quali una cottura prolungata e a fuoco lento.[17] Soltanto un lungo periodo di fermentazione ridurrà in modo significativo il contenuto di fitati della soia. Quando i prodotti derivati da precipitati della soia come il tofu vengono consumati con della carne, gli effetti di bloccaggio dei minerali causati dai fitati vengono ridotti.[18] I giapponesi tradizionalmente consumano un piccolo quantitativo di tofu o miso come accompagnamento di un brodo di pesce ricco di minerali, seguito da una portata di carne o pesce.
I vegetariani che assumono tofu e caglio di soia come sostituti della carne e dei prodotti caseari rischiano delle gravi carenze di minerali; gli effetti di carenze di calcio, magnesio e ferro sono ben noti; quelli relativi allo zinco un po' meno.
Lo zinco viene definito il minerale della "intelligenza" perché è necessario allo sviluppo ed al funzionamento ottimale del cervello e del sistema nervoso; esso riveste un ruolo nella sintesi delle proteine e nella formazione del collagene, è implicato nel meccanismo di controllo degli zuccheri del sangue e così funge da protezione contro il diabete; è inoltre necessario per un sistema riproduttivo sano. Lo zinco è un componente chiave di numerosi enzimi vitali ed è importante per il sistema immunitario. I fitati presenti nei prodotti di soia interferiscono con l'assimilazione dello zinco in modo più completo che con altri minerali.[19] La carenza di zinco può provocare una sensazione di "disorientamento" che alcuni vegetariani possono male interpretare come la "ebbrezza" di un'illuminazione spirituale.
Il bere latte viene addotto come ragione per cui la seconda generazione di giapponesi residenti in America durante la crescita diventano più alti dei loro antenati. Alcuni ricercatori ipotizzano che il ridotto contenuto di fitati della dieta americana - qualsiasi possano essere le sue altre carenze - rappresenta la vera spiegazione, sottolineando che i bambini sia asiatici che occidentali che non assumono quantità di carne e di pesce sufficienti a controbilanciare gli effetti di una dieta ad alto contenuto di fitati, di frequente soffrono di rachitismo, nanismo ed altri problemi legati alla crescita.[20]

L'isolato della proteina della soia: non é poi così benefico

Coloro che trattano la soia hanno lavorato sodo per eliminare dal prodotto finito questi antinutrienti, in particolare l'isolato della proteina della soia (SPI), che è l'ingrediente chiave della maggior parte degli alimenti di soia che imitano la carne ed i prodotti caseari, fra cui gli omogeneizzati per bambini ed alcuni tipi di latte di soia.
L'SPI non è qualcosa che si può preparare in cucina. La produzione ha luogo in impianti industriali dove un impasto semiliquido di soia viene inizialmente miscelato con una soluzione alcalina onde rimuovere le fibre, quindi viene fatto precipitare e separato utilizzando un lavaggio acido e, infine, reso neutro in una soluzione alcalina; il lavaggio acido in vasche di alluminio fa filtrare alti livelli di alluminio nel prodotto finale. I cagli risultanti vengono essiccati a spruzzo ad alte temperature per produrre una polvere ricca di proteine. Un ultimo oltraggio alla soia originale è il processo di estrusione ad alta pressione e temperatura dell'isolato della proteina di soia per produrre la proteina vegetale strutturata (TVP).
Gran parte del contenuto inibitore di tripsina può essere rimosso tramite un trattamento ad alta temperatura, ma non interamente; il contenuto inibitore di tripsina dell'isolato della proteina della soia può variare sino a cinque volte[21] (Nei topi, anche l'alimentazione con SPI a basso livello di inibitore di tripsina provoca una ridotta acquisizione di peso rispetto a quelli di controllo[22]) Il trattamento ad alta temperatura ha tuttavia lo spiacevole effetto collaterale di snaturare a tal punto le altre proteine della soia che esse vengono rese perlopiù inefficaci[23] Questo è il motivo per cui gli animali alimentati con soia necessitano, per una normale crescita, dosi supplementari di lisina.
I nitriti, che sono potenti cancerogeni, si formano durante l'essiccamento a spruzzo e durante il processo alcalino si forma una tossina chiamata lisinoalanina[24] Numerosi aromi artificiali, in particolare l'MSG, vengono aggiunti all'isolato della proteina della soia ed ai prodotti con proteina vegetale strutturata per mascherare il forte gusto "di fagioli" e per conferire il sapore di carne[25]
Negli esperimenti di alimentazione, l'uso di SPI ha aumenta-le necessità di vitamine E, K, D e B12, ed ha creato sintomi di carenza di calcio, magnesio, manganese, molibdeno, rame, ferro e zinco[26] L'acido fitico rimanente in questi prodotti della soia inibisce assai l'assorbimento di zinco e ferro; animali da laboratorio alimentati con SPI hanno sviluppato organi ingrossati, in particolare il pancreas e la ghiandola tiroidea, ed hanno incrementato il deposito di acidi grassi nel fegato[27]
Tuttavia l'isolato di proteina della soia e la proteina vegetale strutturata vengono abbondantemente utilizzati nei programmi alimentari delle mense scolastiche, nei prodotti commerciali cotti, nelle bevande dietetiche e nei prodotti da fast food; essi vengono fortemente consigliati nei paesi del Terzo Mondo e rappresentano la base di molti programmi di omaggi alimentari.
Nonostante gli scarsi risultati ottenuti nei tentativi di alimentazione animale, l'industria della soia ha sponsorizzato una serie di studi finalizzati a dimostrare che i prodotti con proteina di soia possono venire utilizzati nelle diete umane come sostituti dei cibi tradizionali. Un esempio di ciò è "Qualità Nutrizionale degli Isolati della Proteina di Soia: Studi su Bambini in Età Prescolare", sponsorizzato dalla Ralston Purina Company[28] Un gruppo di bambini centroamericani sofferenti a causa di denutrizione vennero dapprima fatti ristabilire e rimessi in salute nutrendoli con cibi locali, fra cui carne e prodotti caseari; quindi, per un periodo di due settimane, questi cibi tradizionali furono sostituiti da una bevanda costituita da isolato della proteina della soia e zucchero. Tutto l'azoto assunto e quello espulso venne misurato in modo davvero Orwelliano: i bambini venivano pesati nudi ogni mattina e tutti gli escrementi ed il vomito venivano raccolti per essere analizzati. I ricercatori trovarono che i bambini trattenevano l'azoto e che la loro crescita era "adeguata", così l'esperimento fu dichiarato un successo.
Se i bambini fossero veramente in salute in base ad una dieta del genere, o se potessero rimanere tali sul lungo periodo, è tutta un'altra questione. I ricercatori notarono che i bambini vomitavano "occasionalmente", in genere dopo aver consumato un pasto; che oltre la metà di essi soffriva di periodi di leggera diarrea; che alcuni avevano contratto infezioni respiratorie al tratto superiore e che altri soffrivano di febbre ed eruzioni cutanee. Bisognerebbe notare che i ricercatori non osarono utilizzare prodotti della soia per aiutare i bambini a rimettersi in sesto dalla denutrizione ed erano costretti ad integrare la miscela di soia-zucchero con sostanze nutritive per lo più assenti nei prodotti della soia - nello specifico vitamine A, D e B12, ferro, iodio e zinco.


Contestate le dichiarazioni sanitarie della FDA

La migliore strategia di mercato per un prodotto che è intrinsecamente poco sano è, naturalmente, una dichiarazione sanitaria.
Un apologeta della soia scrive: "La strada per l'approvazione da parte della FDAè stata lunga ed ardua, composta da dettagliate rassegne di dati clinici su esseri umani desunti da più di 40 studi scientifici condotti negli ultimi 20 anni. Si è scoperto, che la proteina della soia era uno dei rari alimenti che constava di sufficienti riscontri scientifici non solo per essere qualificata per la proposta di assegnazione di un attestato sanitario della FDA, ma in ultima analisi per superare la rigorosa procedura per l'approvazione"[29]
La "lunga ed ardua" strada per l'approvazione da parte della FDA ha fatto in effetti alcune svolte inattese. L'istanza originale, presentata dalla Protein Technology International, richiedeva un attestato sanitario per gli isoflavoni, i composti tipo estrogeni abbondantemente presenti nella soia, in base all'affermazione secondo cui "soltanto la proteina della soia che è stata trattata in modo tale che gli isoflavoni vengano conservati comporterà un abbassamento del colesterolo". Nel 1998, la EDA fece la manovra senza precedenti di riscrivere l'istanza della PTI, eliminando qualsiasi riferimento ai fitoestrogeni e sostituendo un'attestazione per la proteina della soia - manovra che era in aperta contraddizione con i regolamenti dell'agenzia; la FDA è autorizzata a determinare regole solo su sostanze presentate con istanza.
Il brusco cambio di direzione fu senza dubbio dovuto al fatto che una serie di ricercatori, compresi scienziati alle dipendenze del governo statunitense, presentarono dei documenti attestanti che gli isoflavoni sono tossici.
La FDA aveva anche ricevuto, in un precedente periodo del 1998, il rapporto finale del governo britannico sui fitoestrogeni, che non evidenziava un granché di benefici mentre metteva in guardia contro potenziali effetti nocivi[30] Anche con il cambiamento in isolato di proteina della soia, i burocrati della FDA impegnati nella "rigorosa procedura di approvazione" furono costretti a risolvere prontamente le preoccupazioni relative agli effetti di blocco dei minerali, agli inibitori di enzimi, alla gozzigenicità, alla disgregazione endocrina, ai problemi riproduttivi e alle accresciute reazioni allergiche derivanti dal consumo di prodotti della soia[31] Una delle più vibranti lettere di protesta arrivò dal dr. Dan Sheehan e dal dr. Daniel Doerge, ricercatori del governo presso il Centro Nazionale per la Ricerca Tossicologica[32] Le loro istanze per etichette di avvertimento furono accantonate in quanto infondate. "Un sufficiente riscontro scientifico" delle proprietà di abbassamento del colesterolo viene desunto in gran parte da una meta-analisi del dr. James Anderson risalente al 1995, finanziata dalla Protein Technologies International e pubblicata sul New England Journal of Medicine[33] Una meta-analisi è una rassegna e un compendio dei risultati di molti studi clinici sul medesimo argomento e l'uso di meta-analisi per trarre conclusioni generali ha subito dure critiche da parte dei membri della comunità scientifica. Sir John Scott, Presidente della Royal Socieìy della Nuova Zelanda, afferma: "I ricercatori che sostituiscono la metaanalisi a prove più rigorose rischiano di fare ipotesi errate e di indulgere a spiegazioni fantasiose; la verosimiglianza non è l'ammucchiata di elementi simili; piccole masse e grandi masse di dati vengono raccolti da gruppi diversi"[34] Vi è un'ulteriore tentazione per i ricercatori, specialmente. per quelli finanziati da una società come la Protein Technology International, ed è quella di trascurare gli studi che precluderebbero le conclusioni desiderate. Il dr. Anderson, per vari motivi, ha scartato otto studi, considerandone altri ventinove. Il rapporto pubblicato suggeriva che gli individui con livelli di colesterolo oltre 250 mg!dl avrebbero sperimentato una "significativa" riduzione dal 7 al 20 per cento nei livelli di colesterolo del siero se avessero sostituito la proteina della soia a quella animale. La riduzione del colesterolo era insigniflcanìe per individui il cui colesterolo fosse inferiore a 250 mg/dl.
In altri termini, per la maggior parte di noi, rinunciare alle bistecche e mangiare le polpette di soia non abbasserà i livelli di colesterolo nel sangue; l'attestato sanitario che la FDA ha approvato "dopo dettagliata rassegna dei dati clinici su esseri umani manca di informare i consumatori in merito a questi importanti dettagli. Ronald M. Krauss, MD, capo del Molecular Medical Research Program and Lawrence Berkeley National Laboratory, ha detto che la ricerca che collega la soia a effetti positivi sui livelli di colesterolo è "incredibilmente immatura"[35] Egli avrebbe potuto aggiungere che studi in cui i livelli di colesterolo venivano abbassati tramite diete o farmaci, avevano determinato in modo consistente un numero maggiore di morti nei gruppi di trattamento che in quelli di controllo - morti dovute a infarto, cancro, disordini intestinali, incidenti e suicidi[36] Le misure per l'abbassamento del colesterolo negli USA hanno rifornito di 60 miliardi di dollari all'anno le industrie relative, ma non ci hanno salvati dai danni delle malattie cardiache.

Il consumo di sola e il cancro

Il nuovo regolamento della FDA non permette alcuna affermazione concernente la prevenzione del cancro sulle confezioni degli alimenti, tuttavia questo non ha trattenuto l'industria ed i suoi promotori dal farlo nella loro documentazione promozionale.
L'opuscolo di una società che si occupa di vitamine recita: "La soia, oltre a proteggere il cuore, ha dimostrato di avere potenti effetti anticancro. ..i giapponesi, che consumano la soia in quantità 30 volte maggiore rispetto ai nordamericani, hanno una minore incidenza di tumori al seno, all'utero ed alla prostata."[37] Certo che ce l'hanno. Ma i giapponesi, e gli asiatici in genere, hanno tassi assai superiori di altri tipi di cancro, in particolare quello all'esofago, allo stomaco, al pancreas ed al fegato;[38] gli asiatici sparsi per il mondo presentano anche inccidenze maggiori di cancro alla tiroide[39] La logica che accomuna bassi tassi di cancri riproduttivi al consumo di soia richiede l'attribuzione di alti tassi di cancri alla tiroide e all'apparato digerente al medesimo alimento, in particolare perché la soia provoca questo genere di tumori nei topi da laboratorio. Ma quanta soia consumano esattamente gli asiatici? Un'indagine del 1998 ha riscontrato che la quantità giornaliera media di proteina di soia consumata in Giappone ammontava a circa otto grammi per gli uomini e sette per le donne - meno di due cucchiaini da tè[40] Il celebre Cornelì China Study, condotto da Colin T. Campbell, ha riscontrato che il consumo di legumi in Cina variava da O a 58 grammi al giorno, con una media di circa 12[41] Assumendo che i due terzi del consumo di legumi siano di soia, allora il consumo massimo è di 40 grammi, ovvero meno di tre cucchiai al giorno, con un consumo medio di circa nove grammi, ovvero meno di due cucchiaini da tè. Un'indagine condotta negli anni '30 trovò che gli alimenti derivanti dalla soia rappresentavano soltanto l'1,5% delle calorie della dieta dei cinesi, confrontati col 65% delle calorie derivanti dalla carne di maiale[42] (Gli asiatici tradizionalmente cucinavano con il lardo, e non olio vegetale!).
La soia fatta fermentare nel modo tradizionale produce un delizioso condimento naturale che può fornire importanti elementi nutritivi nella dieta asiatica ma, eccetto che nei periodi di carestia, gli asiatici consumano prodotti derivati dalla soia solo in modeste quantità, come condimenti, e non in sostituzione di cibi di origine animale - con una eccezione. I monaci scapoli che vivono nei monasteri e che seguono uno stile di vita vegetariano trovano che i cibi a base di soia siano molto utili in quanto riducono la libido. Fu una meta-analisi del 1994 di Mark Messina, pubblicata su Nutrition and Cancer, che alimentò le congetture sulle proprietà antitumorali della soia[43] Messina notò che in 26 studi condotti su animali, il 65% riportava effetti protettivi dovuti alla soia. Egli trascurò convenientemente di includere almeno uno studio nel quale l'alimentazione a base di soia causava il cancro al pancreas - lo studio di Rackis del 1985 44 Negli studi su esseri umani che egli elencò, i risultati erano di vario genere. Alcuni indicavano degli effetti protettivi, ma la maggior parte dimostrava che non vi era alcun genere di correlazione fra consumo di soia e tassi di cancro; egli concluse che "i dati di questa rassegna non possono essere utilizzati come base per affermare che l'assunzione di soia diminuisce il rischio di cancro". Tuttavia nel suo libro successivo, dal titolo The Simple Soybean and Your Health, Messina fa proprio questa affermazione raccomandando, nella sua dieta "ottimale" per prevenire il cancro, una tazza o 230 grammi al giorno di prodotti della soia.
Migliaia di donne adesso consumano soia nella convinzione che essa protegga dal cancro al seno; nel 1996, tuttavia, i ricercatori trovarono che le donne che consumavano isolato della proteina della soia presentavano una maggiore incidenza di iperplasia epiteliale, una condizione che prelude a tumori maligni[44] Un anno dopo, si scoprì che il genistein dietetico stimolava le cellule del seno a iniziare il ciclo cellulare - scoperta che portò gli autori dello studio a concludere che le donne, per prevenire il cancro al seno, non dovrebbero consumare prodotti derivati dalla soia[45]

I fitoestrogeni: panacea o veleno?

Gli esemplari maschi degli uccelli tropicali alla nascita presentano il grigio piumaggio delle femmine e nel periodo della maturità, fra i nove e i ventiquattro mesi di vita, 'si colorano'.
Nel 1991 Richard e Valerie James, allevatori di uccelli di Whangerai, Nuova Zelanda, acquistarono per i loro volatili un nuovo tipo di mangime - basato principalmente sulla proteina della soia[46] Quando questo mangime veniva utilizzato, i loro uccelli si coloravano' dopo pochi mesi soltanto; in effetti un produttore di mangime per uccelli affermò che questo sviluppo precoce era un vantaggio provocato da quel tipo di alimento. Un avviso pubblicitario del 1992 per l'omogeneizzato Roudybush mostrava una foto di rosella cremisi maschio, un pappagallo australiano che acquisisce uno splendido piumaggio rosso fra i 18 ed i 24 mesi di vita, che presentava un brillante colore già dopo 11 settimane dalla nascita.
Negli anni seguenti, sfortunatamente, fra gli uccelli si verificò un calo di fertilità, accompagnato da maturità precoce e da pulcini affetti da deformità, nanismo e nati morti, nonché morti premature specialmente fra le femmine, col risultato che la popolazione complessiva delle voliere era in costante declino. Gli uccelli soffrivano di deformità del becco e delle ossa, gozzo, disordini del sistema immunitario e comportamenti aggressivi patologici. L'autopsia rivelò che gli organi digestivi erano in stato di disintegrazione e la lista dei problemi corrispondeva a molti dei problemi che i coniugi James avevano riscontrato nei loro due bambini, che erano stati alimentati con omogeneizzati per bambini a base di soia.
I coniugi James, arrabbiati, inorriditi e sgomenti incaricarono il tossicologo Mike Fitzpatrick, accademico, per fare ulteriori indagini. La rassegna della letteratura relativa da parte del dr. Fitzpatrick scopri delle testimonianze secondo le quali il consumo di soia era stato collegato a numerosi disordini, fra cui sterilità, aumento del cancro e della leucemia infantile e, in studi risalenti agli anni '50,48 che il genistein della soia provoca negli animali la disgregazione ormonale; il dr. Fitzpatrick analizzò anche il mangime degli uccelli e trovò che esso conteneva alti livelli di fitoestrogeni, specialmente genistein. Quando i coniugi James smisero di usare il mangime a base di soia, lo stormo ritornò gradualmente ad abitudini di accoppiamento e a comportamenti normali.
I coniugi intrapresero una crociata personale per mettere in guardia il pubblico ed i funzionari del governo sulle tossine presenti negli alimenti a base di soia, in particolare gli isoflavoni ormone-disgreganti, il genistein ed il diadzen; la Protein Technology International ricevette il loro materiale nel 1994.
Nel 1991 i ricercatori giapponesi riferirono che il consumo di soli 30 grammi o due cucchiai di soia al giorno per la durata di un solo mese provocava un significativo aumento dell'ormone stimolante della tiroide;49 in alcuni soggetti comparvero ipotiroidismo e gozzo diffusi e molti lamentavano costipazione, affaticamento e letargia, anche se la loro assunzione di iodio era adeguata. Nel 1997 i ricercatori del National Center for Toxicological Research della FDA fecero l'imbarazzante scoperta che i componenti gozzigenici della soia erano proprio gli stessi isoflavoni[47]
Venticinque grammi di isolato di proteina di soia, la quantità minima che la PTI ha affermato avere effetti di abbassamento del colesterolo, contiene da 50 a 70 mg di isoflavoni; nelle donne in premenopausa bastarono solo 45 mg di isoflavoni per sortire effetti biologici significativi, compresa una riduzione degli ormoni necessari ad un adeguato funzionamento della tiroide; questi effetti per-durarono per tre mesi dopo che l'assunzione di soia fu interrotta[48]
Cento grammi di proteina di soia - la dose massima suggerita per l'abbassamento del colesterolo nonché la quantità raccomandata dalla Protein Technologies International - possono contenere quasi 600 mg di isoflavoni,[49] una quantità innegabilmente tossica; nel 1992 il servizio sanitario svizzero stimò che 100 grammi di proteina di soia fornivano l'equivalente estrogenico della Pillola[50]
Studi in vitro suggeriscono che gli isoflavoni inibiscono la sintesi dell'estradiolo e di altri ormoni steroidi;54 su diverse specie di animali, fra cui topi, ghepardi, quaglie, maiali, ratti, storioni e pecore,55 sono stati osservati problemi riproduttivi, sterilità, malattie del fegato e della tiroide dovuti all'assunzione dietetica di isoflavoni.
Sono gli isoflavoni della soia che si dice che abbiano effetti benefici sui sintomi postmenopausa, fra cui le caldane, e proteggano dall'osteoporosi. La quantificazione ed i disagi dovuti alle caldane sono estremamente soggettivi e la maggior parte degli studi indica che i soggetti di controllo riportano una riduzione dei disagi in quantità uguale ai soggetti cui è stata data della soia[51] L'affermazione che la soia previene l'osteoporosi ha dello straordinario, dal momento che gli alimenti di soia bloccano il calcio e inducono carenze di vitamina D. Se gli asiatici hanno certamente minori incidenze di osteoporosi rispetto agli occidentali, ciò avviene perché la loro dieta fornisce vitamina D in abbondanza con gamberetti, strutto e pesce marino, nonché abbondanza di calcio con il brodo di lische. Il motivo per cui gli occidentali hanno così alte incidenze di osteoporosi è dovuto al fatto che essi hanno sostituito il burro, che rappresenta una fonte tradizionale di vitamina D e di altri agenti di scioglimento dei grassi necessari all'assimilazione di calcio, con l'olio di soia.


Pillole contraccettive per bimbi

Furono però gli isoflavoni degli omogeneizzati per infanti a rappresentare la principale causa di preoccupazione per i coniugi James. Nel 1998 gli investigatori riportarono che l'esposizione quotidiana di bimbi agli isoflavoni presenti negli omogeneizzati alla soia per bambini è, in base al peso corporeo, da 6 a 11 volte maggiore rispetto alla dose che presenta effetti ormonali in adulti che consumano cibi a base di soia. Le concentrazioni di isoflavoni in circolazione nei bimbi alimentati con omogeneizzati a base di soia erano da 13.000 a 22.000 volte più alte delle concentrazioni di estradiolo nel plasma dei bimbi alimentati con omogeneizzati a base di latte di mucca[52]
Circa il 25% dei bambini allattati col biberon negli USA ricevono omogeneizzati a base di soia - una percentuale di gran lunga più alta rispetto ad altre aree del mondo occidentale. Fitzpatrick ha stimato che un bimbo alimentato esclusivamente con omogeneizzati a base di soia riceve (in base al peso corporeo) l'equivalente estrogenico di almeno cinque pillole contraccettive al giorno[53] Per contro, negli omogeneizzati per bimbi a base di latte o nel latte umano quasi non sono stati individuati fitoestrogeni, anche nel caso in cui la madre consuma prodotti alla soia.
Gli scienziati sanno da anni che gli omogeneizzati a base di soia possono provocare nei bimbi problemi alla tiroide; ma quali sono gli effetti dei prodotti alla soia sullo sviluppo ormonale dei bimbi, maschi o femmine che siano?
I bimbi maschi durante i primi mesi di vita subiscono un "rialzo del testosterone", allorquando i livelli di quest'ultimo possono essere altrettanto elevati di quelli di un maschio adulto. In questo periodo, il bimbo è impostato ad esprimere caratteristiche maschili dopo la pubertà, non solo nello sviluppo dei suoi organi sessuali e di altri tratti fisici tipicamente maschili, ma anche nell'impostazione dei modelli delle caratteristiche cerebrali del comportamento maschile. Nelle scimmie, la mancanza degli ormoni maschili danneggia lo sviluppo della percezione spaziale (che, negli esseri umani, è normalmente più sviluppata negli uomini che nelle donne), della capacità di apprendimento e dei compiti di discriminazione visiva (come quelli che sarebbero richiesti per leggere)[54] Va da sé che i futuri modelli di orientamento sessuale possono essere influenzati dall'ambiente ormonale iniziale. I bimbi maschi esposti durante la gestazione a dietistilbestrolo (DES), un estrogeno sintetico che sugli animali ha effetti simili a quelli dei fitoestrogeni della soia, quando maturi avevano testicoli più piccoli del normale[55] Difficoltà di apprendimento, specie nei maschi, hanno raggiunto proporzioni da epidemia. L'alimentazione dei bambini a base di soia - che iniziò seriamente nei primi anni '70 - non può essere ignorata come probabile causa di questi tragici sviluppi.
Per quanto riguarda le bimbe, secondo uno studio recente riportato sulla rivista Pediatrics, un numero allarmante di esse sta entrando nella pubertà molto prima del dovuto[56] Gli investigatori hanno riscontrato che l'1% di tutte le bambine ora mostrano segni di pubertà, come lo sviluppo del seno o dei peli pubici, prima dei tre anni; all'età di otto anni, il 14,7% delle bambine di razza bianca e quasi il 50% di quelle afro-americane presentano una o entrambe queste caratteristiche.
Dati recenti indicano che gli estrogeni ambientali come i PCB e il DDE (un prodotto della disgregazione del DDT) possono provocare nelle bambine una maturazione sessuale precoce[57] Nello studio del Puerto Rico Premature Thelarche del 1986, l'associazione dietetica più significativa in relazione ad uno sviluppo sessuale prematuro non riguardava il pollo - come riportato dalla stampa -bensì gli omogeneizzati per bambini a base di soia[58]
Le conseguenze di questa infanzia troncata sono tragiche. Giovani ragazze con corpi maturi devono affrontare sentimenti e stimoli che la maggior parte dei bambini non è ben preparata a gestire e la precoce maturazione nelle ragazze è frequentemente foriera di problemi del sistema riproduttivo che si presenteranno in seguito nel corso dell'esistenza, fra cui salto delle mestruazioni, sterilità e cancro al seno.
Genitori che si sono messi in contatto con i coniugi James riferiscono di altri problemi collegati a bambini di entrambi i sessi che sono stati alimentati con omogeneizzati a base di soia, fra cui comportamenti eccessivamente emotivi, asma, problemi del sistema immunitario, insufficienza ipofisaria, disordini della tiroide e sindrome dell'intestino irritabile - la stessa devastazione endocrina e digestiva che ha afflitto i pappagalli dei coniugi James.


Dissenso fra i ranghi

Gli organizzatori del Terzo Simposio Internazionale sulla Soia sarebbero in difficoltà a chiamare la conferenza un pieno successo. Il secondo giorno del simposio, la Food Commission di Londra e la Weston A. Price Foundation di Washington, DC, tennero una conferenza stampa congiunta nello stesso hotel sede del simposio, per presentare alcune perplessità sugli omogeneizzati per bambini a base di soia. I rappresentanti dell'industria se ne stavano seduti coi volti impietriti nel corso dell'elencazione dei potenziali pericoli ed alla richiesta di scienziati e genitori preoccupati affinché gli omogeneizzati per bambini a base di soia venissero ritirati dal mercato. Su pressione dei coniugi James, nel 1998 il governo della Nuova Zelanda emise un avviso sanitario circa gli omogeneizzati per bambini a base di soia; era tempo che il governo americano facesse altrettanto.
L'ultimo giorno del simposio, le presentazioni delle nuove scoperte legate alla tossicità sparsero un brivido ben ossigenato tra una platea strombazzante inebriata dall'elio. Il dr. Lon White riferì di uno studio sui nippo-americani che vivevano alle Hawaii, il quale indicava una significativa relazione statistica fra due o più somministrazioni di tofu alla settimana ed un "accelerato invecchiamento cerebrale"[59] Quei soggetti che avevano consumato tofu nella maturità, in tarda età presentavano funzioni cognitive ridotte nonché una maggiore incidenza del morbo di Alzheimer e demenza senile. Il dr. White disse: "Per di più quelli che avevano consumato molto tofu, intorno ai 75 o 80 anni apparivano più vecchi di cinque anni"[60] White ed i suoi colleghi attribuivano tali effetti negativi agli isoflavoni - una scoperta che corrobora un precedente studio secondo il quale in donne in menopausa con elevati livelli di estrogeni in circolazione era stato riscontrato un declino cognitivo di maggiore entità[61]
Gli scienziati Daniel Sheehan e Daniel Doerge (National Center for Toxicological Research), hanno rovinato la giornata del PTI presentando delle scoperte desunte da studi sull'alimentazione dei ratti le quali indicavano che il genistein presente negli alimenti a base di soia provoca danni irreversibili agli enzimi che sintetizzano gli ormoni della tiroide[62] Il dr. Doerge ha scritto: "L'associazione fra il consumo di soia ed il gozzo negli animali e negli esseri umani vanta una lunga storia; l'attuale prova degli effetti benefici del consumo di soia richiede anche un'esaustiva comprensione dei potenziali effetti negativi".
Il dr. Claude Hughes ha riferito che ratti nati da madri che erano state alimentate con genistein presentavano, in rapporto ai soggetti di controllo, una diminuzione del peso alla nascita e l'inizio della pubertà si verificava prima nella prole maschile[63] La sua ricerca suggerisce che gli effetti osservati nei ratti " .. prediranno almeno in parte ciò che accade negli esseri umani. Non vi è motivo di ipotizzare che si verificheranno grosse malformazioni dei feti, tuttavia potrebbero presentarsi sottili cambiamenti, come attributi neurocomportamentali, funzioni immunitarie e livelli di ormoni sessuali." I risultati, egli ha detto, "potrebbero essere trascurabili o rappresentare qualcosa di grande preoccupazione... se una madre mangia qualcosa che può agire come un ormone sessuale, allora è logico domandarsi se ciò potrebbe in fluire sullo sviluppo del bambino"[64]
Uno studio relativo a bambini nati da madri vegetariane, pubblicato nel gennaio del 2000, indicava proprio quale tipo di cambiamenti nello sviluppo del bambino avrebbero potuto esse-re. Le madri che seguivano una dieta vegetariana nel corso della gravidanza presentavano un rischio cinque volte maggiore di partorire un bimbo affetto da ipospadia, un difetto di nascita del pene[65] Gli autori dello studio suggerivano che la causa era una maggiore esposizione ai fitoestrogeni presenti negli alimenti a base di soia, che sono molto popolari fra i vegetariani. Risulta più probabile che problemi relativi a prole di sesso femminile di madri vegetariane si presentino in una fase successiva della vita.
Mentre l'effetto estrogenico della soia è minore di quello del dietilstilbestrolo (DES), la dose è probabile possa essere più elevata in quanto viene consumata come cibo e non assunta come un farmaco. Le figlie di donne che hanno assunto DES durante la gravidanza una volta raggiunta l'età di vent'anni sono state affette da sterilità e cancro.


Domande sullo status 'GRAS'

Nascosta all'ombra della aggressiva pubblicità dell'industria della soia vi è la fastidiosa domanda se sia persino legale aggiungere isolato di proteina di soia al cibo. Tutti gli additivi alimentari non comunemente impiegati prima del 1958, fra cui la proteina della caseina del latte, devono avere lo status GRAS (Generalmente Riconosciuto Come Sicuro). Nel 1972 l'amministrazione Nixon diresse un riesame delle sostanze ritenute essere GRAS, alla luce di qualsiasi informazione scientifica disponibile. Questo riesame comprendeva la proteina della caseina del latte che fu qualificata GRAS nel 1978. Nel 1974 la FDA conseguì una rassegna della letteratura relativa alla proteina della soia in quanto, poiché quest'ultima non era stata utilizzata negli alimenti sino al 1959 e non era nemmeno comunemente usata sino ai primi anni '70, essa non aveva i requisiti necessari ad essere qualificata come GRAS secondo i dettami del Food, Drug and Cosmetic Act[66]
La letteratura scientifica sino al 1974 individuava molti antinutrienti nella proteina di soia di origine industriale, fra cui gli inibitori della tripsina, l'acido fitico e il genistein. Tuttavia la rassegna letteraria della FDA accantonò la discussione sugli effetti negativi, affermando che era importante che un "adeguato trattamento" li eliminasse.
Il genistein poteva essere eliminato tramite un lavaggio con alcool, ma si trattava di una procedura costosa che gli addetti evitavano. Successivi studi evidenziarono che il contenuto di inibitori di tripsina poteva essere rimosso solo tramite lunghi periodi di calore e pressione, ma la FDA non impose ai produttori tale procedimento come requisito; era più preoccupata delle tossine che si formavano nel corso dello stesso, nello specifico nitriti e lisinoalanina[67] Anche con bassi livelli di consumo - all'epoca in media un terzo di grammo al giorno - la presenza di questi agenti cancerogeni era considerata una minaccia per la salute pubblica troppo grande per poter ottenere lo status GRAS.
La proteina della soia fu approvata per l'utilizzo come agglomerante nelle scatole di cartone e si permise che tale approvazione continuasse in quanto i ricercatori ritenevano che il passaggio dei nitriti dalle scatole al cibo in esse contenuto fosse troppo ridotto per costituire un rischio di cancro. I funzionari della FDA richiesero specificazioni sulla sicurezza e procedure di controllo prima che fosse conferito lo status GRAS come alimento.
Queste non furono mai eseguite. A tutt'oggi l'utilizzo della proteina di soia è qualificato GRAS solo per questo limitato utilizzo come agglomerante del cartone. Questo significa che la proteina della soia deve essere soggetta a procedure di approvazione pre-commercializzazione ogni volta che i produttori intendono usarla come alimento oppure aggiungerla ad alimenti.
La proteina della soia fu introdotta negli omogeneizzati per bambini nei primi anni '60 e si trattava di un prodotto nuovo senza alcuna tradizione di uso di qualche genere. Poiché la proteina della soia non beneficiava dello status GRAS, era richiesta l'approvazione pre-commercializzazione. Tale approvazione non fu e non è tuttora concessa; l'ingrediente principale degli omogeneizzati per bambini alla soia non è riconosciuto come sicuro.


Il prossimo amianto?

Marian Burros, esperta di cibi di primo piano del New York Times, scrive: "Sullo sfondo di un diffuso apprezzamento... vi è il crescente sospetto che la soia - nonostante i suoi indiscutibili vantaggi - possa presentare dei rischi per la salute." Più di qualsiasi altro scrittore, l'appoggio della signora Burros ad una dieta perlopiù vegetariana, a basso contenuto di grassi, ha spinto gli americani verso gli scaffali dei supermercati che esponevano alimenti a base di soia. Tuttavia il suo articolo del 26 gennaio 2000 dal titolo "Dubbi si addensano sulle rosee notizie relative alla soia" contiene l'allarmante dichiarazione che segue: "Nessuno dei 18 scienziati intervistati per questa rubrica è stato disposto ad affermare che l'assunzione di isoflavoni era esente da rischi". La signora Burros non ha elencato i rischi né ha menzionato il fatto che i 25 grammi quotidiani di proteina di soia raccomandati contengono abbastanza isoflavoni da provocare problemi ad individui sensibili, ma era evidente che l'industria aveva riconosciuto la necessità di cautelarsì.
Poiché l'industria è estremamente esposta... gli avvocati di contingenza scopriranno ben presto che il numero di potenziali querelanti può essere quantificato in milioni e le tasche sono molto, molto profonde. Le giurie sentiranno qualcosa del tipo: "L'industria sapeva da anni che la soia contiene molte tossine. All'inizio hanno detto al pubblico che le tossine venivano eliminate nel corso della lavorazione; quando diventò evidente che la lavorazione non poteva eliminarle, affermarono che queste sostanze erano salutari. Il vostro governo ha autorizzato una dichiarazione di sicurezza per una sostanza che è velenosa e l'industria ha mentito ai consumatori per vendere più soia."
L' "industria" comprende grossisti, produttori, scienziati, pubblicisti, burocrati, ex finanzieri in obbligazioni, scrittori di gastronomia, società produttrici di vitamine e piccoli commercianti. Gli agricoltori probabilmente ne staranno fuori perché sono stati imbrogliati come il resto di noi; ma essi devono trovare qualcos'altro da coltivare prima che la bolla della soia esploda ed il mercato collassi: foraggio per bestiame, ortaggi specifici...oppure canapa da cui ricavare carta per migliaia e migliaia di verbali.


Nota dell'Editore:

La lista delle note è così lunga che abbiamo deciso di risparmiare dello spazio e dirottare i lettori interessati al nostro sito web www.nexusmagazine.com. I lettori sprovvisti di accesso ad Internet possono richiedere una stampa via fax delle note al nostro ufficio australiano.

Note sulle Autrici:

Sally Fallon è autrice di Nourishing Traditions: The Cookbook that Challenges Politically Correct Nutrition and the Diet Dictocrats (1992, seconda edizione, New Trends Publishing, tel. +1 877 707 1776 oppure +1 219 268 2601) e Presidentessa della Weston A. Price Foundation, Washington, DC ([www.WestonAPrice.org]).
Mary G. Enig, PhD, è l'autrice di Know Your Fats: The Complete Primer for Understanding the Nutrition of Fats, Oils and Cholesterol (2000, Bethesda Press, [www.BethesdaPress.com]), è Presidentessa della Maryland Nutrition Association e Vicepresidentessa della Weston A. Price Foundation, Washington, DC. Le autrici desiderano ringraziare Mike Fitzpatrick, PhD, e Valerie e Richard James per il loro aiuto nella preparazione di questo articolo.


Riguardo le note in questo articolo

Come indicato anche dalla Nota dell'Editore, per ragioni di spazio era stato deciso di non pubblicare le Note di questo articolo, e di conseguenza non è stato per noi possibile acquisirle attraverso il giornale.
Le note riportate in questa pagina sono state perciò prese da quello che sembra essere l'articolo in lingua originale. Abbiamo perciò contattato la Redazione di Nexus Edizioni, che ci ha confermato che le note qui riportate sono attendibili.


Note:

  1. Program for the Third International Symposium on the Role of Soy in Preventing and Treating Chronic Disease, Sunday October 31 through Wednesday, November 3, 1999, Omni Shoreham Hotel, Washington, DC
  2. Dean Houghton, "Healthful Harvest," The Furrow, January 2000, pages 10-13
  3. Richard J Coleman "Vegetable Protein-A Delayed Birth?" Journal of the American Oil Chemists' Society, April 1975, 52:238A
  4. See [www.unitedsoybean.org www.unitedsoybean.org]
  5. These are listed in [www.soyonlineservice.co.nz www.soyonlineservice.co.nz]
  6. Wall Street Journal, October 27, 1995
  7. James F Smith, "Healthier tortillas could lead to healthier Mexico," The Denver Post, August 22, 1999, page 26A
  8. "Bakery says new loaf can help reduce hot flushes," Reuters, September 15, 1997
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  10. John Urquhart, "A Health Food Hits Big Time," Wall Street Journal, August 3, 1999, page B1
  11. "Soyabean Milk Plant in Kenya," Africa News Service, September 1998
  12. Frederick J Simoons, Food in China: A Cultural and Historical Inquiry, CRC Press, Boca Raton, 1991, page 64
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  21. Joseph J Rackis, et al, "The USDA trypsin inhibitor study. I. Background, objectives and procedural details," Qualification of Plant Foods in Human Nutrition, 1985, volume 35
  22. Joseph J Rackis, et al, "The USDA trypsin inhibitor study. I. Background, objectives and procedural details," Qualification of Plant Foods in Human Nutrition, 1985, 35:232.
  23. Wallace, G.M., "Studies on the Processing and Properties of Soymilk," Journal of Science and Food Agriculture, October 1971, 22: 526-535.
  24. Joseph J Rackis, et al, "The USDA trypsin inhibitor study. I. Background, objectives and procedural details," Qualification of Plant Foods in Human Nutrition, 1985, 35:22; "Evaluation of the Health Aspects of Soy Protein Isolates as Food Ingredients," Prepared for FDA by Life Sciences Research Office, Federation of American Societies for Experimental Biology, 9650 Rockville Pike, Bethesda, MD 20014, Contract No, FDA 223-75-2004, 1979
  25. See [www.truthinlabeling.org www.truthinlabeling.org]
  26. Joseph, J Rackis, "Biological and physiological Factors in Soybeans," Journal of the American Oil Chemists' Society, January 1974, 51:161A-170A
  27. Joseph J Rackis, et al, "The USDA trypsin inhibitor study. I. Background, objectives and procedural details," Qualification of Plant Foods in Human Nutrition, 1985, volume 35
  28. Benjamin Torum, "Nutritional Quality of Soybean Protein Isolates: Studies in Children of Preschool Age," Soy Protein and Human Nutrition, Harold L Wilcke, et al, eds, Academic Press, New York, 1979
  29. Marwin Zreik, CCN, "The Great Soy Protein Awakening," Total Health, February 2000, Vol 32, No 1
  30. IEH assessment on Phytoestrogens in the Human Diet, Final Report to the Ministry of Agriculture, Fisheries and Food, UK, November 1997, page 11
  31. Food Labeling: Health Claims: Soy Protein and Coronary Heart Disease, Food and Drug Administration 21 CFR Part 101 (Docket No. 98P-0683)
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  33. James W Anderson, et al, "Meta-analysis of the Effects of Soy Protein Intake on Serum Lipids," New England Journal of Medicine, 1995 333:(5):276-82
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  35. Kate Sander and Hilary Wilson, "FDA approves new health claim for soy, but litte fallout expected for dairy," Cheese Market News, October 22, 1999, page 24
  36. Mary G Enig, and Sally Fallon, "The Oiling of America," Nexus Magazine, December 1998-January 1999 and February 1999-March 1999, also available at [www.WestonAPrice.org www.westonaprice.org]
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