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L'MI6 britannico fa qualunque cosa per garantire la sicurezza delle proprie operazioni di intelligence, conducendole sotto la copertura della segretezza ufficiale.



Al servizio segreto di Sua Maestà

Numero Nexus #33
Pagine 11-17
Data di uscita agosto-settembre
Anno 2001
Fonte di Stephen Dorril © 2000
dal capitolò 36 del suo libro
M16: Inside the Covert World of Her Majesty’s Secret Intelligence Service

Tratto dal sito web Cryptome: http://cryptome.org/mi6-sd36.htm

Indice


L'agente D1813317 Richard Tomlinson è entrato a far parte del MI6 britannico nel 1991. Nato in Nuova Zelanda, ha studiato ingegneria aeronautica a Cambridge ed ha vinto una borsa di studio in memoria di Kennedy presso il Massachusetts Institute of Technology, negli USA. Tomlinson, che parla con scioltezza francese, tedesco e spagnolo, venne contattato all'università dove aveva conseguito il massimo dei voti. Un professore gli aveva chiesto se desiderava fare "qualcosa di stimolante" nei servizi stranieri. Nonostante i moderni metodi di reclutamento, la rete basata sul fidato ex-allievo è ancora un'opzione prediletta a Oxbridge (ironico gioco di parole fra Oxford e Cambridge, ndt) e una serie di altre università chiave, come Durham ed Exeter, dispone ancora di un gruppo di contatto, costituito da professori, all'erta per cercare "studenti modello" come reclute idonee.

Lo storico Andrew Roberts, riguardo alla propria esperienza relativa all'essere stato avvicinato nel 1987 per entrare a far parte del "Personale di Coordinamento del FCO [Ufficio degli Esteri e del Commonwealth]", definizione con la quale èconosciuto l'M16, ha scritto: la "chiacchierata con un contatto di Cambridge", un tè alla Carlton House - progettata da John Nash - che dà su St James's Park, "un pranzo discreto due settimane più tardi e quindi un esamino deliziosamente assurdo, una delle domande del quale era 'Disponga i seguenti nobili in ordine di precedenza sociale: conte, duca, visconte, barone, marchese". Presso la Century House, Robert riconobbe "molte delle giovani Miss Moneypenny presenti alle feste degli istituti per segretarie tenute all'università". Le domande proseguivano seguendo una vena farsesca: "Se io fossi stato comunista, fascista o omosessuale... Dove risiedono gli interessi a lungo termine della Gran Bretagna - Washington, Bruxelles o Mosca?" Nel corso dell'esame medico gli venne detto che "a Oxford c'è la faccenda della droga, a Cambridge quella delle checche". Le attitudini sono cambiate e nel 1997 l'M16 si accingeva ad assegnare incarichi a una "coppia gay" - costituita dal "consulente" e capo di sezione Christopher Hurran e dal suo amante venezuelano di lunga data - presso l'ambasciata britannica in Cecoslovacchia. Pochi anni prima, i servizi avevano reclutato un membro del CND.
Alla fine, Robert affrontò il processo del vaglio positivo (noto sin dal 1990 come "EPV"). Esso viene abitualmente condotto da un ufficiale semi-pensionato sotto falso nome, il quale interroga i referenti ed altri contatti e assicura i controlli di affidabilità. I candidati idonei vengono messi in comunicazione con il Civil Service Selection Board.
Roberts, comunque, decise di non arruolarsi, mentre Tomlinson lo fece soltanto dopo aver trascorso svariati anni viaggiando e lavorando nella City, periodo nel quale si era anche arruolato nel reggimento territoriale delle SAS (le teste di cuoio britanniche, ndt). Nell'ultimo decennio il Servizio ha reclutato una quantità di personale delle forze speciali, nonostante la loro entusiasta filosofia sembri fare a pugni con l'immagine che l'MI6 ha programmato per la spia moderna. Tomlinson infine entrò a far parte del M16 per "motivi patriottici" vecchio stile, e sostenne l'esame di ammissione standard del Ministero degli Esteri prima di essere accettato nel corso di addestramento dei servizi segreti.
Le nuove reclute vengono introdotte alla tradizionale "astuzia professionale" del mondo dello spionaggio ed acquisiscono un'ampia gamma di conoscenze, dal reclutamento e la direzione di personale per formare agenti autorevoli, sino all'organizzazione e alla manutenzione di recapiti di "informazioni riservate".
Gli ufficiali del M16, in virtù del loro numero più esiguo, si concedono una minore specializzazione rispetto alle loro controparti americane, nonostante le tecniche essenzialmente si discostino ben poco da quelle utilizzate all'inizio del secolo. L'ignominioso caso Dreyfus ebbe inizio quando Marie Bastian, una donna delle pulizie che lavorava presso l'ambasciata tedesca ma alle dipendenze dei servizi segreti francesi, passò al suo agente di controllo francese il contenuto dei cestini della carta che aveva svuotato. I recluta-tori del M16 cercano ancora "i tipici animatori delle feste che possano riuscire a convincere la segretaria dell'ambasciatore turco a rovistare nei cestini della carta straccia del suo capo". Di questi tempi, comunque, la spia è dotata di uno scanner digitale portatile che è in grado di preservare in memoria il materiale sottratto e che può anche essere usato nei casi di emergenza per trasmettere i dati rubati tramite veloci trasmissioni via satellite.
Gadget di questo genere vengono elaborati per il Directorate of Special Support, responsabile di fornire assistenza tecnica alle operazioni - ed il cui personale è costituito da esperti di serrature del Mod [Ministero della Difesa],
tecnici audio e video e scienziati in sezioni dedite all'elettronica e alla chimica, ai servizi forensi, a misure di supporto elettronico, sorveglianza elettronica e sistemi detonanti. Mentre i gadget continuano a dare alla spia moderna un'immagine alla James Bond - per esempio, trasmettitori di identificazione che possono venire nascosti nelle scarpe degli agenti per consentire il controllo via satellite della loro esatta posizione - la realtà èche il lavoro è più terra terra e circoscritto agli uffici. Le reclute ricevono ancora un addestramento all'uso delle armi leggere presso Fort Monkton, ma gran parte di esso viene impiegato nell'apprendere ad usare i sistemi informatici e a scrivere rapporti secondo le consuetudini.


Procedure di sicurezza

In quanto parte dell'ossessione dei Servizi per la sicurezza, una considerevole quantità di tempo viene utilizzata nell'istruzione relativa al lavoro di comunicazione e scrittura cifrata.
Gli agenti tirocinanti vengono istruiti sul modo di cifrare messaggi da trasmettere e su come utilizzare il manuale B*** di cifratura, considerato particolarmente sicuro. [vedere le note dell'Editore]. B***, utilizzato nelle postazioni all'estero per comunicare i dettagli relativi ad operazioni, potenziali fonti e disertori, viene inviato tramite una valigia diplomatica o con uno speciale corriere del SIS [Servizi Segreti di Intelligence]. Le valigie diplomatiche non sono del tutto sicure come ha dimostrato il risultato della Sezione-N dei Servizi.
Essa a Palmer Street impiegò sino a 30 persone le quali rovistavano nelle valigie che, dopo essere state aperte, venivano risigillate con perizia; tale attività si esaurì verso la metà degli anni '60, allorquando altri mezzi di comunicazione presero il sopravvento.
Gli agenti apprendono sistemi "indipendenti" di crittazione dei messaggi, quali N*****, utilizzato prima di trasmissioni tramite congegni di cifratura, e sistemi "collegati", nomi in codice H*** e T********, per la protezione dei telegrammi durante la trasmissione. Essi vengono istruiti nell'uso di determinati crittonimi per l'invio di telegrammi a particolari organizzazioni ed uffici, quali il quartier generale del SIS, definito A * * * *.
Inoltre imparano le parole in codice che fungono da intestazione dei messaggi segreti, ed indicano coloro dai quali i messaggi possono essere visionati. UK EYES ALPHA avverte che i contenuti non devono essere mostrati ad alcuno straniero e sono destinati solo ai servizi di intelligence e di sicurezza nazionali, alle forze armate ed ai destinatari del gov erno britannico. UK EYES B comprende le categorie di cui sopra, il Northern Ireland Office, le ditte della LIST X impegnate nella produzione di attrezzature segrete, ed alcuni membri dell'intelligence statunitense, australiano, neozelandese e canadese in collegamento con il Joint Intelligence Committee (JIC) di Londra; ulteriori parole in codice contraddistinguono specifiche inclusioni ed esclusioni. Il materiale E****** non può essere fatto vedere agli americani, mentre quello L***** priva gli agenti e le agenzie locali del suo contenuto. Il materiale per singoli agenti designati ha l'intestazione D**** o D****, mentre materiale particolarmente delicato relativo ad un agente o un'operazione interna è noto come D******.
La protezione e l'impiego sicuro dei file rappresenta una priorità assoluta, e vi sono agenti istruiti a conservare un archivio classificato del loro utilizzo e collocazione. I fotocopiatori sono capaci di contrassegnare e controllare l'origine di copie non autorizzate di materiale classificato. In seguito allo sviluppo, da parte degli scienziati del Ministero della Difesa, di strumenti di lettura di un disco di computer senza l'utilizzo di un computer, tutti i dischi durante i trasferimenti vengono protetti. Tutta la corrispondenza a mezzo lettera è assicurata da un nastro di sicurezza rosso, elaborato appositamente, che lascia tracce individuabili in caso di manomissione, nonostante esistano tecniche fotografiche e laser, pressoché non rilevabili, per leggere all'interno della posta e per aprire le buste. Ogni agente dispone della propria cassaforte assicurata con doppia combinazione mentre gli schedari, dotati come ulteriore precauzione di serrature con perni di bloccaggio nascosti, sono protetti dalla penetrazione tramite raggi X. Poiché nessuna serratura è del tutto a prova di furto, i perni collassano internamente se viene esercitato un minimo tentativo di forzatura. In caso di perforazione, una piastra di vetro all'interno delle porte va in pezzi, facendo scattare un chiavistello caricato a molla che ne impedisce l'apertura. Sulle combinazioni vengono eseguiti frequenti controlli casuali per verificare se la cassaforte è stata aperta illegalmente.
Queste procedure burocratiche e la premura nei confronti di minuziose regole di sicurezza non hanno un carattere meramente tecnico; la mancata osservanza delle precauzioni per la sicurezza può provocare dei punteggi negativi nel sistema dei punti di violazione della sicurezza stessa. Se una agente accumula fino a 160 punti nell'arco di tre anni (la violazione di un TOP SECRET vale 80 punti), ciò può provocare il ritiro dell'autorizzazione di sicurezza e l'immediato licenziamento.
I nuovi agenti vengono inizialmente assegnati all'esotico quartier generale di Vauxhall Bridge, nei cui confronti gran parte del personale dei Servizi èsensibile, quasi imbarazzato. L'accesso alle "Torri Ceausescu", come alcuni agenti le hanno soprannominate, è consentito tramite l'utilizzo di una swipe card e da un numero PIN. L'interno contiene un alveare di corridoi spogli, senza alcuna indicazione e dotati di aria condizionata. Gli unici segni visibili del fatto che sono occupati da qualcuno sono gli acronimi presenti sulle porte, mentre sui muri non vi è nulla, fatta eccezione per le piante grafiche del piano e le indicazioni per le uscite.
Così come le principali sedi all'estero, quali Mosca e Pechino, Vauxhall Cross è classificata come sede di Categoria A, con alto potenziale come bersaglio del terrorismo (HPT) e di sofisticati servizi di intelligence ostili (HIS). Gli agenti del Technical Security Department (TSD) di stanza a Hanslope Park, Milton Keynes, e del dipartimento tecnico dello stesso MI6, garantiscono che l'edificio venga protetto da attacchi ad alta tecnologia (HTA). Su tutte le finestre sono installati vetri a tripla velatura come salvaguardia contro tecniche intrusive a radiofrequenza (RF) e laser, mentre le principali sezioni informatiche, di cifratura e di comunicazione sono alloggiate in sicure stanze modulari schermate.
Una sicura stanza di comando-e-controllo gestisce le principali operazioni - come quelle della Bosnia, in cui i "criminali di guerra" vennero rintracciati ed arrestati dal personale della SAS. Dilato ai corridoi vi sono uffici aperti, che danno l'impressione dell'informalità, sebbene la sicurezza passi sopra a considerazioni di tal genere.
Un nuovo agente scoprirà che nei Servizi vengono reclutate più donne che uomini (come avviene sin dal 1996) tuttavia la predominanza, in particolare nelle posizioni superiori, rimane maschile. Così come accade in molti uffici moderni, si vedranno i funzionari lavorare al computer, elaborare informazioni, raccogliere file, pianificare operazioni, tenere i collegamenti con reti ed agenzie di intelligence straniere e, cosa più importante di tutte, fornire assistenza a 300 e sino a 500 agenti sul campo, sebbene solo una metà ditale numero si troverà all'estero in un qualsiasi momento.
L'M16 è stato all'avanguardia nell'aggiornamento della propria tecnologia informatica e nel 1995 ha installato, al costo di 200 milioni di sterline, un'ambiziosa rete desktop, nota col nome di Sistema Automatico di Trattamento dei Telegrammi (ATHS/OATS), che fornisce accesso a tutti i database e rapporti.
Il personale è costituito da agenti ai quali non è consentito parlare del proprio lavoro con i colleghi, nemmeno quando si concedono una pausa nel bar del personale dalla spettacolare veduta sul Tamigi anche se, come ha scoperto Richard Tomlinson, di fatto le chiacchiere abbondano.


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Il "centro collegamento comunicazioni" di Menwith Hill, Harrogate, UK (Foto di Paula Solloway)

Destinazioni estere e "operazioni di informazione"

Tutti gli agenti trascorreranno dei periodi di tempo nell'area connessa alle ambasciate, anche se avranno ben poca facoltà di scelta in merito al luogo; rifiutare un incarico metterà in pericolo future promozioni e può portare al licenziamento. Le sedi estere sono classificate a partire dalla Categoria A ad alto rischio, comprendente paesi come la Yugoslavia e l'Algeria, passando per la B, che include Washington e New York, la C, relativa ai paesi europei, ed infine la D, che spesso riguarda paesi del Commonwealth, dove vi è un rischio minimo o inesistente.
I nuovi agenti possono ritrovarsi fra il personale aggiunto inviato in Malesia, Tailandia e Corea del Sud, in seguito all'incremento della presenza dei Servizi nel sud-est asiatico, oppure coinvolti in operazioni in Cina, in seguito alla restituzione di Hong Kong ed alla conclusione delle operazioni di spionaggio dei Servizi nella ex-colonia.
In una sede grande come Washington, con una "leggera" copertura diplomatica, vi saranno un capo postazione (spesso un Consigliere), un vice, e due o tre agenti (Primo e Secondo segretario). Vi sarà anche del personale di appoggio consistente in tre o quattro segretarie, un addetto all'immatricolazione col compito di gestire archivi e documenti, nonché agenti preposti alle comunicazioni ed alla cifratura. La presenza di un funzionario del MI6, facilmente identificata dall'occhio allenato nell'Elenco Diplomatico dell'Ufficio Esteri e del Commonwealth - il numero di posti per la carica di Consigliere e Primo Segretario è limitato e vi è la tendenza ad un esubero di personale rispetto ai posti disponibili - verrà resa nota all'agenzia ospite di intelligence e sicurezza. In alcuni casi un funzionario di grado superiore renderà nota la propria presenza allo scopo di deviare l'attenzione dai suoi colleghi.
Prima delle assegnazioni e delle missioni all'estero, gli agenti ricevono istruzioni dall'unità Operazioni di Informazione (I/Ops), la quale fornisce loro un elenco di giornalisti solidali su cui poter fare affidamento per aiuto ed informazioni; contatti di questo genere sono divenuti sempre più importanti in aree critiche come i Balcani.
I/Ops inoltre riveste un ruolo più discreto nella pianificazione di operazioni psicologiche secondo le direttive della vecchia sezione Azione Politica Speciale (SPA) e del Dipartimento Ricerca Informazioni (IRD). IIOps può anche, secondo un ex-agente del M16, "cercare di influenzare eventi in un altro paese od organizzazione in un senso favorevole alla Gran Bretagna". Un esempio è rappresentato dal deciso impegno del M16 per "insinuare presso la stampa americana dicerie relative a Boutros-Ghali, che i Servizi ritenevano pericolosamente francofilo, durante la corsa alle elezioni per la carica di Segretario Generale dell'ONU nel 1992". Operazioni estere di questo genere non richiedono l'autorizzazione ministeriale[1]
I/Ops, inoltre, dietro le quinte impiega considerevole energia allo scopo di "far emergere" storie sconvenienti tese a screditare coloro che criticano i Servizi. Essi utilizzeranno informazioni ufficiose di giornalisti solidali, la diffusione di voci e disinformazioni che attraverso le "doppie-fonti" vengono confermate da un apposito agente, ed il palese reclutamento di agenti giornalisti. I giornalisti pagati per procurare informazioni o per "tenere gli occhi aperti" sono conosciuti come risorse" o "assistenti" o solo "di parte".
Secondo Richard Tomlinson, fra gli agenti pagati negli anni '90 vi erano uno e forse due direttori di giornali nazionali; è improbabile che un direttore venga reclutato direttamente, poiché i Servizi necessiterebbero dell'autorizzazione del Ministro degli Esteri, e non gradirebbero di trovarsi nelle condizioni che venisse rifiutata; è più probabile che questi pezzi grossi siano stati reclutati nel periodo iniziale delle loro carriere e, in tal caso, il giornalista è stato evidentemente arruolato almeno tre anni prima di diventare direttore, ed èrimasto una "risorsa" almeno fino al 1998.
Tomlinson ha affermato che al direttore è stato corrisposto un ingaggio di 100.000 sterline, con accesso al denaro tramite una banca off-shore situata in un accessibile paradiso fiscale, e gli èstato fornito un passaporto falso per accedere alla banca, che ha regolarmente visitato.[2]
Nel tentativo di individuare il direttore "agente", l'interesse dei media si è concentrato su Dominic Lawson, figlio dell'exCancelliere dello Scacchiere Conservatore, che nel 1990 divenne direttore di Spectator e dal 1995 era stato direttore del Sunday Te/egraph. Lawson ha negato di essere mai stato "un agente del MI6 o di qualsiasi altra agenzia governativa, pagato o meno". D'altra parte Anthony Monckton, fratello minore di Rosa Monckton, seconda moglie di Lawson, era entrato nel MI6 nel 1987; nel 1996 Anthony Monckton fu nominato Primo Segretario (Politico) a Zagabria, capitale della Croazia.
In modo del tutto indipendente la Principessa del Galles - una fra le amiche più intime di Rosa e madrina della figlia dei Lawson - è chiaramente stata sottoposta ad un qualche tipo di sorveglianza, come evidenziato dal dossier di 1.050 pagine, conservato dall'Agenzia per la Sicurezza Nazionale statunitense (NSA) nei propri archivi, e contenente dettagliate conversazioni telefoniche private fra Diana ed amici americani intercettate su richiesta del MI6. Mentre tutte le ipotesi che mettono in relazione l'M16 con la morte della Principessa, avvenuta a causa dell'incidente automobilistico in Francia, erano assolutamente campate in aria, è stato affermato che fu Richard Spearman, un capo del personale a "C" temporaneamente assegnato all'ambasciata di Parigi assieme al suo assistente, Nicholas Langman,[3] che lavorò a stretto contatto con I/Ops nel tentativo di sviare le indagini lontano dai servizi di sicurezza.
Gli agenti operativi possono essere casualmente individuati dalle penne a sfera nei loro taschini (per caso si è scop erto che hanno la capacità di creare inchiostro simpatico), dall'organizzatore Psion e dal Walkman specificamente modificato che essi portano con sé per registrare conversazioni lunghe sino a dieci minuti sulla banda centrale di una normale musicassetta commerciale; essi, inoltre, usano computer laptop per scrivere i rapporti. Se ciò vi sembra la ricetta di un disastro, sappiate che il disco fisso segreto contiene un backup protetto.
La postazione generalmente è collocata in una parte dell'ambasciata che viene regolarmente disinfestata da microspie ed altre minacce elettroniche da parte del personale tecnico. Vi si accede utilizzando speciali codici di accesso alle entrate e vi è, per una maggiore sicurezza, una porta interna di tipo blindato. Seguendo le procedure apprese durante l'addestramento, gli agenti che si occupano di materiale di livello sino a SECRET lavorano su sicuri terminali Unix oltremare (S****) ed utilizzano un sistema di comunicazione dei messaggi noto col nome di ARRAMJS.
Le conversazioni tramite telefoni sicuri mascherati da rumore bianco vengono eseguite con una speciale versione SIS del sistema BRAHMS. Sembra che uno speciale microchip elaborato dal GCHQ [Quartier Generale Governativo delle Comunicazioni] renda impossibile decifrare tali conversazioni persino per la NSA statunitense. Le unità portatili del Sistema Conversazione Sicura vengono usate dagli agenti del SIS all'interno di un recinto per la conversazione telefonica. La stanza più importante èschermata elettronicamente e foderata con un rivestimento di piombo spesso un piede per proteggere trasmissioni cifrate e di comunicazioni. Dalla stanza delle comunicazioni, un agente può inviare e ricevere fax protetti sino a quelli di livello SECRET tramite il sistema fax C****** e comunicazioni crittate 5***** col Ministero della Difesa, la Presidenza del Consiglio, l'MI5 (nome in codice SNUFFBOX), col GCHQ e 22 SAS. Agli inizi del 1997 è stato installato un sistema di invio messaggi elettronici crittati che funziona tramite fibre ottiche, noto come UK Intelligence Messaging Network, ed esso permette al MI6 di mandare le novità sensazionali dell'intelligence verso speciali terminali del Ministero della Difesa, di quello degli Esteri e del Dipartimento Industria e Commercio. Le macchine di cifratura, adoperate 24 ore al giorno, 365 giorni all'anno e protette da una pesante porta blindata, dispongono di una "protezione integrale" sicura conosciuta col nome di TEMPEST. Gli agenti del M16 all'estero collaborano anche col personale del GCHQ, controllando missioni ed organizzazioni straniere. Gli agenti sul campo possono comprendere non solo quelli ufficialmente designati come diplomatici, ma anche altri che operano sotto "profonda" copertura; gli agenti del M16 all'estero agiscono in misura sempre maggiore da "illegali". Si sa che gli agenti dei Servizi, durante il giorno, vengono a volte impiegati in lavori convenzionali tipo contabilità e forniti di falsa identità. Le banche britanniche - la Royal Bank of Scotland è particolarmente servizievole e, in misura minore, la Midland - danno una mano fornendo agli agenti sotto copertura delle carte di credito; al termine di ogni mese gli agenti devono liquidare le loro carte di credito sotto falso nome. Le banche inoltre aiutano ad inviare all'estero il denaro per le operazioni coperte; durante la Guerra Fredda, le banche situate nelle Isole della Manica ed in altre località off-shore fungevano da canale per i finanziamenti segreti.[4]
Gli obiettivi primari di questi agenti sotto copertura sono il reclutamento o la direzione di altri agenti e la raccolta di informazioni segrete e, come sostengono alcuni, il loro reale lavoro inizia alle sei di sera, quando i diplomatici convenzionali iniziano il loro giro per i cocktail party. Eventi sociali di questo genere possono essere assai utili per la raccolta di informazioni e la diffusione di disinformazione. La baronessa Park ricorda che una delle imprese di maggior successo del MI6 è stata quella di "mettere gli uni contro gli altri con grande discrezione. Non sei tu a distruggerli, si distruggono a vicenda". Gli agenti avanzerebbero la casuale insinuazione che è stato "un peccato che il tale sia così indiscreto"; niente di più. Gli agenti trattano anche con "agenti di appoggio" pagati - cioè coloro che forniscono al MI6 elementi logistici fra cui abitazioni e conti bancari sicuri, così come anche informazioni.
Vi sono anche i "long insiders" - agenti influenti che hanno accesso alle valutazioni ed informazioni sterilizzate del MI6. Gli agenti dei Servizi sotto forte copertura sono dotati di trasmettitori veloci in grado di trasmettere al MI6, nel caso essi si trovino in grave pericolo, un segnale lampo via satellite.[5]
Agli agenti all'estero può anche venire richiesto di coadiuvare operazioni più complesse destinate a ricostruire, ad uso dei Servizi, i profili psicologici di leader politici. In passato uno speciale dipartimento all'interno del MI6 ha cercato di procurare campioni di urina e materia fecale di politici stranieri. Un preservativo appositamente modificato venne utilizzato per acquisire dell'urina del leader rumeno Nicolae Ceausescu, mentre il "prodotto" del Presidente Cubano Fidel Castro e del Presidente Russo Leonid Breznev venne analizzato" da medici specializzati per determinare il loro reale stato di salute.

Le missioni segrete di Tomlinson

Le mansioni di Tomlinson comprendevano il reclutamento di agenti che fornissero informazioni su politici stranieri. Il suo incarico più importante fu quello di infiltrarsi, nel 1992, in un ramificato programma mediorientale di acquisizione di armi - il BMP3 - con l'obiettivo di individuare e disattivare uno stabilimento di armi chimiche. Il piano di sabotaggio - un resoconto suggerisce la collocazione di una bomba - autorizzato da un anonimo ministro del governo, aveva lo scopo di intercettare una spedizione di attrezzature e di interrompere il funzionamento dei suoi sistemi di ventilazione, nonostante gli avvertimenti relativi ai possibili rischi per la vita di dozzine di lavoratori civili dell'impianto.
Nel novembre del 1992, utilizzando il nome "Andrew Huntley" e col pretesto di partecipare ad una conferenza indetta dal Financial Times, Tomlinson si recò a Mosca sotto copertura. La sua delicatissima missione era quella di carpire i segreti militari russi relativi ai missili balistici e determinare la diserzione di un colonnello russo specializzato in quel campo. Quantunque, stranamente, non gli fossero state impartite le abituali lezioni "fulì immersion" di serbo-croato, Tomlinson si ritrovò ben presto nella ex-Yugoslavia, il cui sfaldamento (6) aveva colto i Servizi di sorpresa.[6]
Quando, nel 1991, quella nazione si frantumò in Croazia, Serbia e Bosnia, il riconoscimento della Croazia indipendente da parte dell'Unione Europea si dimostrò una politica critica e disastrosa che alla fine spianò la strada all'aggressione della Serbia, che il Ministero degli Esteri interpretò come una guerra civile. L'MI6 aveva gestito alcune fonti federali nella vecchia Yugoslavia le quali, tuttavia, avevano fornito ben poche informazioni riservate di un qualche interesse.
I Servizi non disponevano di linguisti adeguati e dovettero iniziare più o meno da zero. Il JIC costituì un Gruppo di Intelligence Corrente (CIG) per i Balcani e, nel giro di 18 mesi, il Controllerato del MI6 che si occupava dell'area aveva reclutato una serie di fonti di alto livello, scelte fra i protagonisti politici, etnici e militari.
Nel corso del 1993 Tomlinson, in veste di "agente di individuazione" all'interno del Controllerato per i Balcani e la cui funzione era quella di individuare potenziali informatori, trascorse sei mesi tormentati e pericolosi recandosi, in veste di giornalista, a Belgrado, Skopjie, Zagabria e Lubiana reclutando, nel mentre, un giornalista serbo (per l'MI6 i giornalisti di tutte la nazionalità rappresentavano degli obiettivi particolari nei Balcani, in quanto essi dimostravano di essere più efficaci della maggior parte delle altre fonti) ed un leader dell'opposizione albanese in Macedonia; sempre nel 1993, le unità dei caschi blu dell'ONU iniziarono a presidiare i confini dell'ex-Repubblica Macedone Yugoslava.
Secondo le fonti, l'MI6 utilizzò dei lanci aerei in un'operazione tesa ad allestire depositi di armi in prossimità del confine della Macedonia come parte della rete "Stay Behind".[7]
Un'altra operazione comprese l'utilizzo, in qualità di agente, di un deputato conservatore, il quale diede informazioni sulle donazioni straniere al Partito Conservatore. Harold Elleston, Segretario Parlamentare Particolare del Ministero per l'Irlanda del Nord, era un vecchio studente di Eton che aveva studiato il russo presso l'Università di Exeter ed era in seguito diventato un consulente economico specializzato nei paesi dell'ex-blocco orientale, periodo in cui venne reclutato dal MI6, Richard Tomlinson per il quale lavorò nell'Europa Orientale, nell'ex-Unione Sovietica e durante il conflitto nella ex-Yugoslavia.
Elleston, assunto da una lobby insieme al candidato conservatore John Kennedy (alias Gvozdenovic) dopo aver visitato l'ex-Yugoslavia nel 1992, notificò ai suoi referenti presso l'MI6 che le donazioni provenienti dalla Serbia stavano raggiungendo il Partito Conservatore. Nonostante il decreto emanato da Harold Wilson negli anni '60, secondo cui i servizi di intelligence non avrebbero dovuto utilizzare come agenti membri del Parlamento, i Servizi usufruirono di una speciale autorizzazione del Primo Ministro John Major affinché Elleston proseguisse a rivestire il suo ruolo segreto. Sir Colin McColl avverti Major della possibilità che il partito stesse accettando denaro sporco tramite Kennedy, figura chiave nell'organizzazione dei pagamenti da parte del regime serbo.[8]


L'MI6 e l'agenda del Ministero degli Esteri per i Balcani

Lo stesso MI6 era considerato filo-serbo nei propri rapporti. Nel 1994, su Spectator (la rivista di destra inconsapevolmente fungeva da "copertura" per tre agenti del MI6 operanti in Bosnia, Belgrado e Moldova) comparvero due articoli critici nei confronti della politica occidentale nel conflitto balcanico, scritti da Sarajevo da un certo "Kenneth Roberts" il quale, apparentemente, aveva lavorato per più di un anno con le Nazioni Unite in Bosnia in qualità di "consulente". Il primo articolo, pubblicato il 5 febbraio e scritto dall'agente del MI6 Keith Robert Craig, in forza al Segretariato del Ministero della Difesa per i Balcani, enumerava una serie di argomenti a favore di un ritiro dell'ONU dall'area, sottolineando che entrambe le parti in causa commettevano atrocità. Il secondo, del 5 marzo, protestava senza alcun fondamento contro rapporti imprecisi e "distorti" - in particolare quelli di Kate Adie della BBC - relativi ad un'atrocità commessa contro i serbobosniaci.
Il corrispondente del Guardian Ed Vulliamy ha ricordato di essere stato invitato ad un briefing tenuto dal M16 che stava "mettendo in giro un'agenda malamente mascherata: la determinazione del Ministero degli Esteri che non vi sarebbe stato alcun intervento contro il pogrom genocida della Serbia". La strage avvenuta al mercato di Sarajevo fu descritta, senza la minima prova, come frutto del governo di parte musulmana, che fu incolpato di "massacrare la propria popolazione per conquistare simpatie e, in definitiva, aiuti dall'esterno". Come Vulliamy seppe, i difensori di Sarajevo erano "senza parole per l'incredulità". Nonostante i rapporti della Forza di Interposizione, che rilevarono come fossero i mortai serbi ad uccidere i musulmani, il piano del MI6 "funzionò, e magnificamente", poiché le asserzioni si fecero spazio sulla stampa internazionale. Vullìamy notò che "la cosa fu prontamente apprezzata dall'unico uomo che si trovava a beneficiarne: il leader serbo Radovan Karadzic".[9]
Forse era solo una fazione del Ministero degli Esteri/Intelligence ad essere filo-serba. Dal marzo del 1992 sino al settembre del 1993, Tomlinson lavorò presso il Controllerato dell'Europa dell'Est con la qualifica UKA/7. Egli ha affermato che nel 1992 scoprì un documento interno che illustrava dettagliatamente dei piani per assassinare il Presidente Slobodan Milosevic. Nel corso di una conversazione Nick Fishwick, serio ed ambizioso collega il quale era responsabile delle operazioni relative agli sviluppi e agli obiettivi nei Balcani (P4/Ops), aveva tirato fuori un incartamento e l'aveva passato a Tomlinson perché lo leggesse. "Era di circa due pagine, ed aveva attaccato un cartoncino giallo, che stava ad indicare che si trattava di un documento ratificato piuttosto che di una proposta abbozzata" Il titolo era "La necessità di assassinare il Presidente della Serbia Milosevic" e veniva distribuito agli agenti superiori del MI6 fra cui: Maurice Kenwrick-Piercy, capo delle operazioni balcaniche (P4); Richard Fletcher, sostituito in seguito da Andrew Fulton, nella carica di Controllore delle operazioni nell'Est Europeo (C/CEE); John Ridd, ufficiale per la sicurezza responsabile delle operazioni dell'Est Europeo (SBO1/T); Alan Petty ("Alan Judd"), segretario personale del Capo (H/SECT) e il maggiore Glynne Evans, ufficiale di collegamento fra le SAS e i Servizi (MODA/SO). Secondo Tomlinson, Fishwick giustificava l'assassinio di Milosevic sulla base che vi erano prove secondo cui il "Macellaio di Belgrado" stava fornendo armi a Karadzic, quest'ultimo ricercato per crimini di guerra fra cui il genocidio. Si presumeva che agenzie di intelligence americane e francesi avessero già contemplato l'assassinio di Karadzic.
L'MI6 ipotizzava tre possibili scenari. Il primo prevedeva l'addestramento di un gruppo paramilitare serbo di opposizione che eseguisse l'assassinio; ciò, sosteneva Fishwick, presentava il vantaggio del disconoscimento ma al contempo lo svantaggio di uno scarso controllo delle operazioni e di imprevedibili possibilità di riuscita. Il secondo riguardava l'uso di una piccola cellula INCREMENT di uomini delle SAS/SBS, appositamente selezionati ed addestrati per eseguire operazioni esclusivamente per l'MI6/MI5, e l'invio di un gruppo che avrebbe assassinato il Presidente con una bomba o in un agguato teso da cecchini; Fishwick affermava che questa sarebbe stata l'opzione più sicura ma che non sarebbe stato possibile disconoscerla in caso di fallimento. Il terzo implicava l'uccisione di Milosevic in un incidente stradale, che sarebbe stato inscenato nel corso di uno dei suoi viaggi a Ginevra, sede delle conferenze internazionali sulla ex-Yugoslavia; Fishwick suggerì che si sarebbe potuto utilizzare un congegno stordente per colpire l'autista della macchina di Milosevic mentre attraversava uno dei tunnel dell'autostrada di Ginevra.[10]
Un anno dopo, Tomlinson lavorava come Consigliere del Comandante delle Forze Britanniche in Bosnia e si adoperava per manovrare le fonti dell'entourage di Karadzic. Uno dei partecipanti a queste operazioni suggerisce che queste fonti "procurarono un quadro di intelligence assai accurato che comprendeva non solo i piani militari e le potenzialità delle differenti fazioni, ma anche tempestivi preavvisi sui propositi politici". Sembra che nelle successive decisioni del Ministero degli Esteri vi siano stati ben pochi riscontri di queste mosse dell'intelligence ed il loro valore viene contraddetto da un'altra fonte che, pur ammettendo che erano stati reclutati svariati validi agenti, conclude che essi non "fornirono informazioni sostanziali di qualità".[11]
La mancanza di informazioni riservate fu aggravata dall'indisponibilità degli USA nel fornire al loro partner atlantico tutte le proprie informazioni sui Serbi. Il Generale Sir Michael Rose, ex-capo delle SAS e Comandante in Capo della Forza di Protezione dell'ONU, si rese conto che nel 1994 gli americani intercettavano elettronicamente tutte le sue comunicazioni e spiavano con "cimici" il suo quartier generale a Sarajevo poiché Washington - che desiderava utilizzare incursioni aeree della NATO per bombardare i serbi al tavolo dei negoziati - pensava che i britannici fossero troppo sbilanciati a favore dei serbo-bosniaci. Gli americani inoltre controllavano le comunicazioni degli esploratori del SAS all'interno del territorio bosniaco, e scoprirono che questi ultimi stavano deliberatamente mancando di individuare le posizioni dell'artiglieria serba. Questa mancanza di fiducia provocò degli attriti e portò ad un confronto dietro le quinte fra i servizi segreti, cosa che ricordò ad alcuni osservatori che quel rapporto privilegiato esisteva soltanto in base al fatto che gli USA consideravano la Gran Bretagna come un possibile mezzo per estendere la propria influenza in Europa.[12]


Note:

  1. Punch, no. 71, 2 gennaio 1999
  2. Sunday Business, 20 dicembre 1998, 24 gennaio 1999.
    Jonathan Allen, amico di famiglia ed ex-ministro conservatore per l’approvvigionamento della difesa, il quale era un agente del MI6, forniva introspezioni nella famiglia reale saudita e relativi piani di spese per la difesa.
  3. Sunday Business, ibid.
  4. Sunday Business, 11 ottobre 1998.
  5. Observer, 21 novembre 1993; Panorama, BBC1, 22 dicembrei 993.
  6. Sunday Times, 22 settembre 1996, 21 dicembre 1997, 2 agosto 1998.
  7. ibid.
  8. Observer, 22 dicembre 1996.
  9. Guardian, 25 marzo 1998, 7 ottobre 1998; Sunday Times, 30 agosto 1998; Indipendent, 2 settembre 1998.
  10. ibid.
  11. Urban, Mark, UK Eyes Alpha: The Inside Story of British Intelligence, pp. 215-216; Sunday Times, 22 settembre 1996, 21 dicembre 1997, 2 agosto 1998.
  12. Guardian, 20 dicembre 1994; Times, 10 novembre 1998.


Note sull'Autore:

Stephen Dorril è uno scrittore/ricercatore operante nel campo dei servizi di sicurezza e di intelligence. Egli ha scritto articoli per i principali quotidiani, riviste e testate britanniche, e ha partecipato a numerosi programmi radiofonici e televisivi. Stephen è inoltre co-fondatore del rinomato giornale britannico Lobster.


Nota dell'Editore:

  • L'articolo di Stephen Dorril è tratto dal cap. 36 (pag. 783-800) del suo libro M16: Inside the Covert World of Her Majesty's Secret Intelligence Service, publicato da The Free Press, New York, 2000). NEXUS ha scaricato il pezzo dal sito web di Cryptome, http://cryptome.org/mi6-sd36.htm.
  • Cryptome informa che i sistemi di cifratura, di comunicazione e di nomi in codice, camuffati dall'autore dietro consiglio legale, vengono mostrati come asterischi (es, "B***"). Sollecita informazioni per la pubblicazione in forma autentica di queste parole-chiave, nonché informazioni sui sistemi; e-mail [jya@pipeline.com jya@pipeline.com].