Per modificare questa pagina devi aver effettuato il login.
Accedi oppure Registrati



Grazie per la memoria: convalidato Benveniste

Numero Nexus #33
Pagina 1
Data di uscita agosto-settembre
Anno 2001
Fonte di Lionel Milgrom, Guardian, 15 marzo 2001, www.guardian.co.uk


Riguardo all'omeopatia, la prof.ssa Madeleine Ennis, della Queen's University di Belfast è, come la maggioranza degli scienziati, decisamente scettica. Il fatto che un composto medicinale estremamente diluito debba comunque sortire un effetto terapeutico costituisce un affronto alla farmacologia e alla biochimica convenzionali, basate come sono su processi molecolari diretti e manifesti. Altrettanto dicasi in merito ad una possibile spiegazione di come l'omeopatia funziona: ovvero che l'acqua in qualche modo conserva una "memoria" degli elementi un tempo dissolti in essa.
Quest'ultimo concetto, notoriamente sostenuto dal biologo francese dr. Jacques Benveniste, ne ha provocato la scomunica da parte del mondo scientifico convenzionale. Oltre un decennio più tardi, la prof.ssa Ennis ha colto l'occasione di unirsi ad un grosso gruppo di ricerca pan-europeo, nella speranza di porre finalmente termine alla "eresia" di Ben-veniste; tuttavia, stava per avere una bella sorpresa, poiché le ultimissime conclusioni del gruppo suggeriscono in modo controverso che Benveniste potrebbe sempre aver avuto ragione.
Un consorzio di quattro laboratori indipendenti in Francia, Italia, Belgio e Olanda, diretti dal prof. M. Roberfroid dell'Università Cattolica di Lovanio, in Belgio, hanno utilizzato una versione raffinata dell'esperimento originale di Benveniste che ha esaminato un altro aspetto dell'attivazione dei basofili.
Il gruppo sapeva che l'attivazione della degranulazione basofila da alghe fa in modo che vengano rilasciati potenti mediatori, fra cui sostanziose quantità di istamina, che inducono un ciclo di retroazione negativa che circoscrive il rilascio stesso. Così l'esperimento approntato implicava il confronto fra l'inibizione di degranulazione indotta da basofili aIgE e le diluizioni "fantasma" di istamina rispetto a soluzioni di controllo costituite da acqua pura.
Il risultato, che sarà tra breve pubblicato su Inflammation Research, è stato lo stesso: le soluzioni di istamina, sia in concentrazioni farmacologiche sia estremamente diluite, hanno portato ad un'inibizione statisticamente rilevante dell'attivazione basofila da aIgE, confermando i precedenti lavori in questo ambito.
Jacques Benveniste, per niente sorpreso, ha affermato: "Sono arrivati esattamente al punto da cui avevamo iniziato noi 12 anni fa!".