Le anomale sostanze chimiche che si formano negli alimenti irradiati possono danneggiare il DNA

Numero Nexus #33
Pagina 1
Data di uscita agosto-settembre
Anno 2001
Fonte New Scientist Ontine News, 18 aprile 2001, www.newscientist.com


In una delle rare occasioni di parlare pubblicamente sull'irradiazione del cibo davanti ad un attento uditorio di funzionari di governo e dirigenti dell'industria alimentare, Public Citizen ha distribuito la traduzione inglese di un recente studio tedesco il quale rivela che una sostanza chimica formatasi nel cibo irradiato può danneggiare il DNA. I Lo studio conferma quello che i sostenitori degli alimenti sicuri e molti ricercatori d'avanguardia sanno da più di trent'anni: esporre il cibo a radiazioni ionizzanti può portare alla formazione di anomale sostanze chimiche denominate "prodotti radiolitici singolari" che possono provocare gravi problemi alla salute.
Una di queste sostanze, nota come DCB-2, ha causato "significativi danni al DNA" nel colon dei ratti che hanno ingerito la sostanza. La sostanza chimica - che, ironicamente, è un noto "marcatore" atto a determinare se il cibo è stato irradiato o meno - non è mai stata trovata in natura in alcun alimento sul nostro pianeta.
Lo studio è stato condotto nel 1998 col patrocinio di due importanti organizzazioni favorevoli all'irradiazione, ed èstato eseguito presso uno dei più prestigiosi laboratori di irradiazione alimentare al mondo: il Centro Federale per la Ricerca sulla Nutrizione di Karlsruhe, in Germania; esso è stato co-finanziato dall'International Consultative Group on Food Irradiation, organizzazione sponsorizzata dalle Nazioni Unite che promuove a livello mondiale l'irradiazione degli alimenti.
Public Citizen ha distribuito una tradnzione inglese dello studio nel corso di un incontro tenutosi il 13 febbraio presso la Food and Drug Administration a Washington, DC. Tale incontro si è tenuto in previsione dell'incontro di marzo della Codex Alimentarius Commission, la quale stabilisce i parametri di sicurezza alimentare per la maggior parte delle nazioni del mondo.
I funzionari del Codex hanno preso in considerazione la proposta di eliminare completamente la dose massima di radiazioni alla quale il cibo può essere esposto. La dose massima attuale è di 10 kilogray - l'equivalente di 330 milioni di raggi X al torace, radiazione sufficiente a uccidere un individuo oltre 2.000 volte.